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OMISSIONE D'AMORE PASSIONE  ROVENTE ESEQUIE BALLATA IN TRE QUARTI IL BUROCRATE BACI ROSE BIANCHE
SFUMATO AMORE BIANCO 1 (haiku) FIOCCHI DI NEVE VORREI DEBOLEZZA IL POSTO DELLE FRAGOLE PAROLE MALDESTRE
ICONE DI NATALE BUON NATALE LA FENICE A MIA MADRE SOLO UN SOSPIRO CANTO IL NATALE INVERNO
PER NATALE PROFESSORE NATALE SULLA NEVE PADRE COME GABBIANI SMS ALL'IMPROVVISO

 

 

 

 

 

PER NATALE

In questi giorni
di consueta festa
fatti di luci colorate
di scintille di gioia
davanti a vetrine
di vociare d'amici
nei bar del centro
la città è viva
nel caos del Natale.

Lo so,
nel paese d'altrove
è fame e morte
miseria e lutto
ma dopo tempi
di grigio lavoro
di sveglie all'alba
di figli accarezzati
troppo in fretta
di amori mancati
per spossatezza
lasciatemi godere
questa manciata d'ore
a casa mia
lontano dal mondo.

 

 

 

 

 

 

 

PROFESSORE

Fallito e bocciato dalla vita
austero e tronfio
assiso in cattedra come su'n trono,
indagatore
scruti a cercare il capro  nel gregge
e come serpente in tana di topo
del suo terrore ti nutri.
Con gli occhi sembri bucare
sino a veder e il pensiero
così,
mentre gambe d'alunno si fan gelatina
tu vuoi categorico,sapere
chi è nato prima
tra l'uovo e la gallina.
Perché questa per te
in fondo è la missione
non di educare
o d'insegnare la passione
ma di dare a tutti una lezione.


 

 

 

PADRE

Scorre il tempo
nei tuoi liquidi occhi
ma non rassegnazione
e stanche membra
trovano ristoro
in memorie
di andati affetti
così profondi
che ancora,
camminano
al tuo fianco.

 

 

 

 

 


 

COME GABBIANI

Come stormo di litigiosi gabbiani
che gracidando e gracchiando garruli
in cielo starnazzano azzuffandosi,
così son oggi i miei pensieri
dei quali il bandolo vorrei ritrovare,
per poter placare la tempesta del cuore.
Tempesta d'irrisolti affanni
e di rinnovati antichi turbamenti
che l'anima fanno volare
sinchè specchio di vita non l'abbatte brutale
sostituendo coi colori cupi della disperazione
i brillanti pastelli della mia aspirazione.
 
SMS

Sono antenna nel cielo
e leggo le tue parole
che il vento mi porta
felici
appassionate
cariche di sogni
come stelle filanti
che sulla mia maschera
di gioia
si aggrovigliano
per amore.
 

 

 

 

 

 

 

ALL'IMPROVVISO

Scivolano via,
pensieri di gioia,
come le nubi al vento
e ferrea morsa
attanaglia lo stomaco,
quando l'inatteso,
con improvvida caparbietà,
su tutto stende
i colori del buio
e l'anima si perde
e il cuore cede
per il mancato annuncio,
come se dopo l'estate
giungesse l'inverno,
senza dell'autunno l'intermezzo.
Così la falce s'abbatte
e lo scontato ineluttabile,
col volto dell'imprevisto,
annuncia il suo avvento,
spandendo dolore,
per l'improvviso evento.

 

 

 

 

 

 

 

CANTO IL NATALE

Canto il Natale,
io che pure non credo,
con le musiche
che narrano vicende
di un Dio fatto bambino.

Canto l'amore
del Cristo Redentore
morto in croce
salvando umanità
dal buio del dolore.

Infine canto
il mio vero sgomento
nel constatare
dell'uomo l'arroganza
che rifiuta esempio.

Così Natale
scorrerà nuovamente
tra luci vane
a rischiarar la mente
e farla più cosciente.
 

 

 

 

 

 

 

INVERNO

Nuvole scorrono rapidamente,
lungo gli invisibili sentieri
e come portate dalla mia mente,
son messaggere di pensieri neri.

Scure, veloci e tumultuose,
sono l'annuncio della fredda corte,
dispensatrice di nebbie ansiose,
foriere solo di cattiva sorte

che matrigna, per l'invernale avvento,
rapinatrice d'amori e di riso,
lascia il pensiero duro e sgomento.

E così il freddo mi coglie improvviso
e pur se previsto e tanto atteso
mi trova solo e senza un sorriso.

 
IL POSTO DELLE FRAGOLE

Vorrei tornare con te nel posto delle fragole
e ancora ascoltar l'eco di eterne promesse
fatte di sguardi di speranza
e d'impacciate carezze.

Il posto delle fragole dove a sera,
ancora dal mondo non toccati,
s'andava a veder le stelle.

Oasi di ribollente pace
quando alle tue acerbe forme
sguardo incatenavo,
assaporando baci di menta e cioccolato,
nel nostro guscio barricati,
d'affetto e istinti travolti,
sino a lasciarci rossi e sconvolti.
Nel posto delle fragole.

 

 

 

 

 

 

 

 

PAROLE MALDESTRE

Parole maldestre,
inadatte a placar livore,
inframezzate a soffocanti silenzi
son fra noi barriera d'incomprensione.
Che più non sappia farmi sentire
dal tuo cuore,
stanco della mia pazzia?
Che più non riesca a toccar
quelle corde a noi care?
Alcova dei nostri pensieri,
dei nostri progetti.
Forse un sorriso,
forse un bacio è mancato,
ma d'immutato amore
sono ancora malato.

 
ICONE DI NATALE

Luci e colori
risa di bambini
rosse guepières
famiglie ridenti.

Icone di gioia
tra panettoni
e prodotti di beltà
mai come oggi
lontani da realtà.

Solo riflessi
pubblicitari
di sogni inevasi
di normalità.


 
BUON NATALE

Riccioli biondi
e celesti occhi
giunti dall'est
con sogni infranti
venduti e comprati
su marciapiedi
dal cuore distanti.

Schiave
che al danno
sommano la beffa
di perbenismi insulsi
di moraleggianti sermoni
di gente "per bene"
che al Natale s'appresta
a firmare petizioni
per scacciar le puttane
da quartieri gioiosi
tra palle colorate
e presepi polverosi
tra messaggi di pace
e ammiccanti
sguardi vogliosi.
 

 

 

 

 

 

 

 


NATALE 2004
NATALE SULLA NEVE
(tanka)

Sale sul pulman
che sciatori porta
forte vociare
profumo d'allegria . . .
sarà un kamikaze?
 
LA FENICE

Contro il muro dei sogni infranti,
è morta la mia speranza,
come in un contorto groviglio
di lamiere incandescenti,
sono i miei desideri moribondi
e insanguinati.

E a rincalzare dolore,
la certezza maledetta
che nessuno senta, di mia agonia,
l'urlo straziante
che solo sfogo trova
nei colori di parole antiche.

Colori di sogni arroganti,
da troppe infatuazioni generati,
così non resta che sperare
che il tempo stemperi,
le mie cocenti passioni,
sigillandole in inviolabili memorie.

Epure questa è la vita,
questo è il senso di ciò
che sono, che amo, che voglio.
Per un sogno che muore,
altri, nascono, si rigenerano
e nuove passioni inducono.

Così ruota gira e tempo avanza,
mentre nuovo sogno resta,
a condurre l'animo mio e il pensiero
che da bellezza affascinato,
da ceneri ancora calde,
come fenice, il volo riprende.

 

 

 

 

 

 

 

 

A MIA MADRE

Nei posti di sempre,
ti cerco.
Tra mille volti,
cerco i tuoi occhi.
Tra mille suoni,
cerco la tua voce.
Tra mille essenze,
cerco il tuo profumo,
ma tu più non sei,
se non memoria nel mio cuore,
memoria di tutto ciò che eri,
di ciò che amavo,
di ciò che più non ho.
Eppure,
a me vicino ti sento
e per questo,
ancora ti cerco.

 

 

 

 

 

 

SOLO UN SOSPIRO

Come acqua
che in ciel salendo,
il sale lascia,
così nella mia vita,
hai lasciato il segno.

 

OMISSIONE D'AMORE

Parole non dette
mi seguono nell'ombra
e arsura creano all'anima mia.
Parole soffocanti,
come sabbia in bocca,
che dell'omissione l'amaro sapore recano.
Parole d'amore,
per fatuo orgoglio mai pronunciate,
seppur attese ed invocate.
Insperate parole,
rimaste tra noi,
nel vuoto di un quotidiano sentire
che non riconosce affetti,
se non per scontato agire.
Ed ora che ormai è tardi,
sono pronto ad urlarle al vento,
ora che tu,
madre,
non le potrai più udire.
 

 

 


 

PASSIONE  ROVENTE

Quanto amore
nell'assoluto delle tue parole
dove la mia anima brucia
per sensi adombrati
e passione rovente.
Come potrei mai
non ascoltarle ancora
o rinunciarci coscientemente?
A costo d'affrontare l'inferno.

 

ESEQUIE

Corrono
su autostrade nere,
tra deserti dell'anima,
pensieri sfuocati
ubriachi di dolore.

Corrono
su canali mediatici,
flash tra le lacrime,
moderni fantasmi
che in qualchedove
ancora sognano
salutano
ridono.

Rabbia sterile
non solleva la soffocante cappa
scesa sui lucidi legni
e sui colori dell'orgoglio.

Resta solo l'affetto
tenero come carezza di madre
ad abbracciare chi resta.

 

BALLATA IN TRE QUARTI

Batto il tempo
di una triste ballata,
è un tre quarti,
che parla al mio cuore
di passione mancata.

Parla d'amori
persi e ritrovati
tra le pagine
ingiallite di diari
vecchi e stropicciati.

Suono antico
di una ballata mesta
che fiato toglie
con le note soffiate
nel vento di tempesta.

Languido suono
di salato rimpianto
da madreperla
di mia fisarmonica
si libra sconsolato.

Tra gli odori
d'alghe al sole marcite
e kerosene
tra navi ancorate
dal molo mai partite.

Batto il tempo
di una triste ballata
è un tre quarti
che marinaio canta per
la sua donna amata.

 

IL BUROCRATE

Fronte in piazza,
occhialini e volto smunto,
fan da corona a naso adunco
che su tirate labbra troneggia,
come sul ramo il gufo.
Come l'edera,
a poltrona abbarbicato,
cui tutto è dovuto
e da cui nulla è dato
sfoglia il tempo a pensione anelando
e con parassitario slancio,
smista pratiche al ritmo più blando,
Passa carte mezzo busto,
dal cronico ansimare
che stanchezza accusa
sol per giustificare
del salario furto,
Al villano borioso si mostra,
quando col cappello in mano,
a lui s'accosta,
per raccomandare parente
in ospedale oppure in posta.
Mandarino di provincia,
principe d'arroganza
che tutto denigra e sol per se stesso
reclama importanza.
Senza remora di strafare,
come se Dio stesso gli fosse galoppino,
di tutto s'impiccia,
in tutto fa casino
e non vuole proprio ricordare,
qual cianciatore lottizzato,
che non per merito suo,
ma per tessera di padrino,
sulla poltrona s'è insediato.
 

 

 

 

 

 

BACI

Baci
spumeggianti e travolgenti
come onde di tempesta

Baci
come onde che lambiscono
il tuo corpo
sul quale mi distendo
ad assaggiarne i tremiti

. e la tempesta
non è ancora arrivata

 

ROSE BIANCHE

Si mascherano
di realtà i miei sogni
spazi d'utopia
sembrano rose bianche
fiorite nella neve.

 

SFUMATO AMORE

Sfumato amore

che ti fa voltar la faccia
mentre mie labbra
quasi sfiorano le tue,

bacio lasciato in sospeso,

nutrito solo
da passione effimera
da sogni vuoti
da speranze vane

inafferrabile come arcobaleno
invisibile come vento.

Eppure .
era amore!

 

 

 

 

BIANCO 1 (haiku)

Se rose bianche
sbocciano nel tuo cuore
sono miei sogni.
 

 

 

 

FIOCCHI DI NEVE
(haiku)

Scendono lievi
ondeggiando nel vento
bianchi pensieri.
 

 

 

 

 

VORREI

Vorrei tornare
nel bosco dei desideri,
dove incontrai il mio destino,
di sogni negati,
di speranze vane,
ed ambizioni irrisolte.
Vorrei tornare
tra quelle mura antiche,
dove rinchiudere,
le urla silenti del mio dolore
e lacrime asciugare
e bere al pozzo dell’oblio.
Vorrei tornare
nel giardino dell’erba voglio,
per riscoprire che cosa vale
e ritrovare possibilità di vita
e nuovi sogni,
da giocare ancora,
al tavolo verde
della mia esistenza,
DEBOLEZZA

Per forte
volevo farmi passare
e lasciarti andare,
così che la tua strada
percorrere tu potessi
e senza briglia o indugio,
finalmente da sola,
nella vita ti muovessi,
ma così non è
ed a te m'aggrappo ancora,
In questa rincorsa inutile,
del tempo che forse non sarà.

 

 

 

 

 

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