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INSONNIA ICONA SHANGAI 1941 E84 IL SUICIDA SINUOSE CURVE TRA LE NUVOLE DIPENDENZE UN ADDIO CRESCE LERBA IN PIENA CITTÀ

UN BACIO PER

NEL TORRENTE STELLE CADENTI IMMOBILI GABBIANI UN FLASH LA SIESTA RIMPIANTI RIFLESSI LADRI DI SOGNI VUOTO A PERDERE
VENTO 6 UN AMORE IMPOSSIBILE PARTENZA HANA BI RICORDO, CON COLONNA SONORA SABBIA BALLERÒ UNA GIGA IRREQUIETO LA PASSEGGIATA A MARE DAL TRENO
NEI CONSUETI LUOGHI LA BALLATA DELL'AMORE MANCATO NUVOLE A CADERE NON È PIÙ ESTATE CASUALE INCONTRO FUOCO PASQUA IL CONTO  SPRUZZI SALATI SAN MICHELE
A10                  

 

 

 

UN AMORE IMPOSSIBILE

Tra fragranze di pane fresco
e profumo d’affettati
ti muovi con passi di danza
lievi e aggraziati
e tagli e calibri e incarti
tesori caseari d’ogni provenienza
e con delicatezza avvolgi
sorrentine snocciolate
e peperoni di Cosenza.

Sensuali mozzarelle
dai fianchi larghi fai maritare
a dolci prosciutti d’Appennino
e pozioni magiche
d’uova di beccaccia
distribuisci, munifica regina
a chi tende le sue braccia.

C’è chi ti vorrebbe in sposa
e il profumo delle tue mani
assaporare ogni mattino
per scatenare passioni
represse dall’avverso destino,

ma tu, come altera vergine
resti per lui solo un sogno mariuolo
imprigionato da una realtà matrigna
di glicemia e colesterolo.
 

 

 

 

 



RICORDO, CON COLONNA SONORA

Vecchia canzone
di gioventù passata
consumata in istanti banali
qui assume sapori amari
tragicamente reali.

- - - - - - - - - - RE4   RE     SI-
- - - - - - - - - - Son morto ch'ero bambino
- - - - - - - - - - SOL                   RE
- - - - - - - - - - son morto con altri cento
- - - - - - - - - -    DO7+             RE
- - - - - - - - - - passato per un camino
- - - - - - - - - - LA4 LA        RE
- - - - - - - - - - e ora sono nel vento
- - - - - - - - - - DO LA

Nella fresca mattina
sotto a un sole settembrino
anche la natura
sembra smorzare
i suoi canti
e i suoi colori

- - - - - - - - - -   RE4  RE   SI-
- - - - - - - - - - Ad Auschwitz c'era la neve
- - - - - - - - - -      SOL         RE
- - - - - - - - - - il fumo saliva lento
- - - - - - - - - -     DO7+           RE
- - - - - - - - - - nei campi tante persone
- - - - - - - - - - LA4 LA        RE
- - - - - - - - - - che ora sono nel vento
- - - - - - - - - - DO LA

Arbeit Macht Frei
passato il portale
il silenzio è tangibile
è quasi totale.

- - - - - - - - - -     RE4  RE    SI-
- - - - - - - - - - Nei campi tante persone
- - - - - - - - - -       SOL                     RE
- - - - - - - - - - ma un solo grande silenzio
- - - - - - - - - -       DO7+           RE
- - - - - - - - - - che strano non ho imparato
- - - - - - - - - - LA4 LA      RE
- - - - - - - - - - a sorridere qui nel vento
- - - - - - - - - - DO LA

Dietro a spoglie finestre
ancora i volti emaciati
dagli occhi incavati.

- - - - - - - - - -    RE4  RE         SI-
- - - - - - - - - - Io chiedo come può un uomo
- - - - - - - - - - SOL                     RE
- - - - - - - - - - uccidere un suo fratello
- - - - - - - - - -      DO7+           RE
- - - - - - - - - - eppure siamo a milioni
- - - - - - - - - - LA4 LA        RE
- - - - - - - - - - in polvere qui nel vento
- - - - - - - - - - DO LA

Volti atrofizzati dal terrore
incapaci ormai
di esprimere ogni dolore.

- - - - - - - - - -       RE4  RE    SI-
- - - - - - - - - - Ancora tuona il cannone
- - - - - - - - - -       SOL         RE
- - - - - - - - - - ancora non è contenta
- - - - - - - - - -    DO7+           RE
- - - - - - - - - - di sangue la bestia umana
- - - - - - - - - - LA4 LA        RE
- - - - - - - - - - e ancora ci porta il vento
- - - - - - - - - - DO LA

Nei cubicoli dei dormitori
ancora la sofferenza
di corpi straziati
e di affetti strappati.

- - - - - - - - - -    RE4  RE        SI-
- - - - - - - - - - Io chiedo quando sarà
- - - - - - - - - -       SOL            RE
- - - - - - - - - - che un uomo potrà imparare
- - - - - - - - - -    DO7+           RE
- - - - - - - - - - a vivere senza ammazzare
- - - - - - - - - - LA4 LA        RE
- - - - - - - - - - e il vento si poserà.

Non c’è bisogno di poesie
per chiedersi quali piedi
calpestarono quella terra
quelle assi
quella polvere grigia

serve solo il cuore
per leggerne i nomi

ed il coraggio
di non dimenticare.




LA PASSEGGIATA A MARE

Scivolano quiete le ore del pomeriggio
sulle panchine della passeggiata a mare.
Nella carezza del tiepido sole invernale
volti rugosi di vecchi quasi felici
col profumo del mare nel naso
e il blu negli occhi ancora capaci

di sognare
e viaggiare oltre quell’orizzonte dove
sicuramente la vita sarebbe stata altra cosa.

Così il giorno scorre tra parole sussurrate
e saluti accennati a volti noti di sconosciuti
amichevoli nel condiviso destino
anch’essi incantati da quel silenzio rotto solo
dal sommesso ciottolio dei sassi nella risacca.

 

 

 


NEI CONSUETI LUOGHI

Cerco il tuo volto
nei consueti luoghi
del muoversi quotidiano.

Cerco il tuo sguardo
nel rincorrersi dei giorni
che sempre più ci separano
che mi affaticano
nell’inseguire il tuo ricordo.

Vorrei incrociare i tuoi occhi
ancora una volta almeno
per dirti tutto quello
che per banale consuetudine
non ho mai pronunciato.

Oggi che l’ovvio
non do più per scontato
e comprendo

come cieco
e sordo
e muto
io sia stato.
 

 



NUVOLE A CADERE

Nuvole a cadere
dalle scogliere d’oriente
avvolgono orizzonti grigi
e sfumati dallo sfarfallare
candido della neve.

Gelide acque
increspate appena
scosse da brividi di freddo
accolgono i fiocchi
dissolvendoli in un baleno
come le lacrime dei sogni.
 

 

 

 


 

 

NON È PIÙ ESTATE

No,

non c’è più nell’aria l’odore dell’estate
e il caldo del sole ha ceduto il passo
al calore delle ruggini d’autunno.
I girasoli dimenticati sono vizzi nei campi grigi
e le nuvole s’arrotolano sulle colline,
affondando fredde dita tra alberi impigriti.

La brezza della mattina fa apprezzare
le maniche lunghe e il calore del caffè
che scalda prima del lavoro.

Le spiagge deserte, le giornate più corte.

Anche il tempo pare rallentare il ritmo
lasciando il passo a serate sonnolente
nel ricordo chiassoso delle notti d’estate.

In attesa del sonno, davanti ad un televisore
gli occhi sono nella memoria
di boschi a quest’ora bui e neri
percorsi da un vento freddo che smuove i rami

dove ascolto

gli ultimi richiami striduli di una civetta
e lo scricchiolio di foglie secche
smosse dall’istrice in caccia.
 

 

 



A10

Tra terra e cielo
l’asfalto
si snoda per volo di viadotti
tra gallerie buie
che su istanti di mare
s’affacciano
per attingere luce.

 

 

 


IL CONTO

Pago il conto delle mie illusioni
per una vita troppo presto bruciata
da amicizia tradita per futili amori.

Pago la gioia violata dalla meschinità
di chi contava sull’apparenza pensando
che null'altro amassi se non la vanità.

Pago il tradimento della parola data
per responsabilità d’azioni compiute
pensando che chiunque l’avrebbe onorata.

Ma con oggi tutti i debiti ho rimesso
ed i conti ho strappato assieme ai creditori
il passato è cancellato e conta solo l’adesso.

 

 

 




SPRUZZI SALATI


Spruzzi salati
giungono da risacca
su riarse labbra.

Aspro è il mare che arsura
porta ai sogni miei.

 

 

 

 

 

 


VENTO 6

Soffia per amore
e per passione vera
vento di mare.



 

PARTENZA

Che strazio leggo
nei suoi occhi che non si staccano da te.

Come stonano

su quel suo sorriso tirato, di circostanza
che ti accompagna sotto la pensilina.
Le ultime raccomandazioni sussurrate
per non tradire l’emozione tremante

e le mani di madre
che non riescono a fermarsi come impazzite
a rassettare un bavero già in ordine
solo per rubare una carezza
per sfiorarti una guancia.

Gioia nei tuoi

che brillano per l’avventura
che ti porta lontano, ormai uomo
con la tua valigia dei sogni ancora intatti
a cercare il tuo avvenire.
Occhi impazienti curiosi e privi di timore
per questo mondo che senti tuo
per quel futuro che impaziente attendi.

Riflessi in un finestrino
vedo la malinconia nei miei.
La gioia per la tua gioia non basta
a scacciare da essi l’ombra dei pensieri.

Da oggi tutto cambierà di nuovo
come già vent’anni fa, quando giungesti.

 

 



HANA BI

Calda la mia fronte
fluidifica pensieri
normalmente solidi.
Sono sogni leggeri
che scoppiano espandendosi
sul panno nero della notte
fiori di fuoco
brillanti di colore
- hana bi -
che troppo presto sfumano
precipitando …

 

 

 

 

 


SABBIA

Scorre via la mia sabbia
tra dita nodose di mani deboli
che non sanno trattenere
il tuo nome, il tuo volto.

Solo
nel fondo di un bicchiere
cerco una realtà fittizia
dove tu m’accarezzi ancora
dove i tuoi occhi sono i miei
e così i pensieri, ma

il sogno si spenge lento

lento
come le lancette inesorabili
del mio tempo.
 

 

 

 



BALLERÒ UNA GIGA

Precipitano
i miei pensieri neri.

Sulle pendici del dolore
rotolano come lapilli
infuocati dall’odio
per un Olimpo blasfemo.

Non c’è più ragione
che riesca a rallentarne la corsa
o a mitigarne gli impatti
non c’è amore
capace di soffocare l’odio
e il rancore.

[siano maledetti i vostri baffi
e le vostre barbe
di assassini di sogni]

Mai più verrà
il tempo del perdono
neppure nel momento estremo

della Pietà

quando d'un fiato
berrò il vostro dolore
per dissetare la speranza
e nei sogni rinati
ballerò una giga.

 

 

 

 

 

 

 


IRREQUIETO

Vorrei in questo momento
al posto degli scogli
vedere le luci della valle
e i verdi crinali dei monti.

Lo stesso sarà domani
quando nella valle
penserò al rifluire delle onde
e ai torraioli sostituirò i gabbiani
mai contento
dello scenario del momento.

Irrequieto sempre

anche nel contemplare
ciò che più amo
siano essi i monti oppure il mare.


 

 


DAL TRENO

Brulla campagna
scorre dal finestrino.
Brune le foglie
sparse dal vento freddo
d’un autunno inoltrato.
Nudo l’albero dei sogni
che attende l’inverno
sapendo che più non verrà
la primavera.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA BALLATA DELL'AMORE MANCATO

Canto il dolore

di amori distanti
di sogni profondi
dalla realtà infranti.

Canto la ballata

di parole mancate
al momento opportuno
e di speranze scappate
per colpa di nessuno.

Canto la maledizione

di ogni poeta
perché l’animo mite
non porta alla meta

se non attraversando
le passioni e i dolori
di questo deserto
vuoto come il mio spirito
riarso dallo sgomento.
 

 

 



CASUALE INCONTRO (in haiku)

Riccioli d’oro,
come velo cadono,
sul tuo bel viso

e rosse labbra
sorridono come tuo
dolce vessillo,

invito d’amore
per le appassionate
notti d’autunno.

 


FUOCO

Vedo il fuoco
dei tuoi fianchi candidi
e il tuo ventre

umido ricevere
la mia voglia d’amore.

 

 

 


PASQUA

Camminavi tra la gente
e nessuno più ti vedeva,
tendevi una mano,
ma nessuno la prendeva,
facevi domande,
ma più non ti giungevano risposte.

Ti accorgesti allora di non esistere
se non nelle tue ossessioni
e t’immergesti nella sofferenza
per capire e analizzare,
ma senza nulla trovare
per giustificare le tue emozioni.

Scopristi che non c’èra alcun senso
nel restare abbarbicato a quel dolore

eri libero

libero dalle necessità dell’apparire
libero dalle convenzioni artificiose
dai falsi segni di amicizie vuote
dagli opportunismi di bandiera.

Libero finalmente di essere
in questa tua Pasqua della rinascita.
 

 

 

 

 



 

SAN MICHELE

Nel profumo
di resina e d’incenso
dei cipressi arroccati
a picco sulla scogliera
da San Michele
m’affaccio sul mare.
Piccoli punti bianchi
i gabbiani riposano
lasciandosi cullare sulle onde
lunghe
lente
come il trascorrere di queste ore
e l’orizzonte immutabile del mare
scruto in attesa …
 

 

 

 

 

 

 

 

 



VUOTO A PERDERE

Non trovo più
il mio spirito vuoto.

Mai più
lo potrò riempire
mai più vendere
e nemmeno
lo potrò giocare
al tavolo verde.

Forse era il destino

il destino
di un vuoto a perdere.

 

 

 

 

 

 

INSONNIA



Mi corico a sera
e sento i ricordi affluire
e ogni pensiero intridere
come pioggia fine di primavera
e montare e invadere
ogni stanza della mente
rendendo impossibile
ogni argine coerente
e ogni opposizione
fino a distruggere ogni pensiero
per erosione.

Il sonno, scacciato, s’accantona
e nell’immobilità della notte
continua della memoria il flusso
fino a trasformazione
della pioggerellina di marzo
in temporale estivo dirompente
di grandine e freddi lampi
che s’insinuano nella mente
che pensiero battono costanti
fino ad annullare il rumore del tempo
e in questo limbo di minuti immobili
del riposo fare scempio.

 

 

 

 



IL SUICIDA

Taglio
asettico e netto

recide le vene
facendo piangere i miei polsi
nella sua attesa.

Partecipata, nera signora.

Dolce notte s’avanza
e palpebre chiude
annullando gl’incubi
che fin qui
hanno condotto
le mie mani.

T’amo
nera signora che
attesa
vieni a consolarmi
in quest’ultima ora
con i tuoi freddi baci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



TRA LE NUVOLE

Volano in cerchio
tra nuvole di pioggia
bianchi gabbiani

sogni che si stagliano
contro gli scuri nembi.

 

 

 

 



UN ADDIO

I’m so bad …
but i can’t do anything else.

Poche parole di circostanza
a masticare fragilità soltanto tue

naufragate

tra speranze e false illusioni
traghettate da rime stentate
su isole di sensazioni

fatte solo di parole

che solo in apparenza
e soltanto fino a ieri
univano ai tuoi
i pensieri miei.

 

 

 

 

 



UN BACIO PER

Un bacio per
assaporare le tue labbra
dapprima delicatamente
appena sfiorandole
poi sempre più forte
nella pressione su esse
nel disegnarne i confini
nel sentire il tuo sapore
nel sentirti inarcare
nel momento del piacere
nel tuo sospirante aprirti

a un bacio

solo un bacio.

 

 

 

 



STELLE CADENTI

Volano in alto
tra il nero e il blu
ardenti sogni

bruciati in un istante
come stelle cadenti.

 

 

 



UN FLASH

D’amore
illudo la mia vita
sognando orizzonti
che sanno d’utopia.

 

 

 

 



RIMPIANTI

Tra le macerie di castelli artificiali
vagano i miei rimpianti.
Tra diroccate stanze i deboli pensieri
sono fantasmi di una vita ormai finita
per quella voglia di ricerca mai sopita.

Per quella voglia di vivere col vento in faccia
che dei giorni lasciati
mi fa perdere ogni traccia

Voglia di rimescolare i miei pensieri
scegliendo l’imprevisto dei giorni neri

alla noia di ieri.

 

 

 

 

 

 



RIFLESSI

Sono solo un flash
i riflessi turchesi d’acque salate
che sotto allo scoglio mostrano
profili guizzanti di sogni colorati
nel luccichio d’onde brillanti
nel sole d’estate.

 

 

 



LADRI DI SOGNI
(da New York a Beslan, passando per Madrid)

La terra accoglie inerme i corpi pallidi
con gli occhi vitrei fissati invano
sui sogni rubati e calpestati.
Arida terra secca per la corrosiva arsura
della follia indifferente alle lacrime

degli inermi.

Lacrime incapaci a fermare il delirio
dei martiri nel nome di un dio
[quello assassino]
che coi suoi preti benedice
l’oscena femminilità di lugubri vedove
[possano le loro anime dimorare
per sempre in pelli di porco].

Lacrime inutili, perse e inascoltate
nel vociare confuso di un occidente imbelle
dove i professionisti del turno elettorale
si danno battaglia sul giudizio di merito
anziché sul rimedio del male mentre
dai loro blindati tavoli dell’opulenza
sputano sentenze e di correità le accuse

che nessun sogno potranno ridare
a quegli occhi vuoti persi per sempre.

Intanto

l’uomo [tradito] non può che aspettare
il prossimo telegiornale fatto di Torri Gemelle
di stazioni Atocha e scuole d’Ossezia.



 

ICONA SHANGAI 1941
(ma poteva essere anche
L’Avana o Casablanca o …)



Erano lunghe le notti di Shangai
nell’umidità del monsone
in quegli ultimi giorni di quiete.

Brillavano le notti di Shangai
di perle e champagne
nel fumo stagnante di Luky Strike
e tra lenzuola di seta e pelle
odore d’amore.

Erano calde le notti di Shangai
nello sfarfallare di clarini lo swing
e fumo d’oppio a bruciare ricordi
di passioni spezzate

in sogni di celluloide.

 

 

 

 

 





E84

Ora come allora
canta Vandelli le sue melodie.
 
Chiudo gli occhi
a cancellare rughe e ciuffi bianchi
e in quel Ristorante d'Alice ritorno
e balzando in un tempo che non esiste
m'involo con un Angelo Blu
e rivedo quei giorni trascorsi
da non più di quarant'anni.
 
Ora come allora
nell'aria fresca di una sera d'estate.

 

 

 

 



SINUOSE CURVE

Sinuose curve
distese al caldo sole
profili amati

di colline toscane
coi cipressi in filare.

 

 

 

 



DIPENDENZE

Ansie diffuse
mutano in malesseri
d’evidente profondità.

Dove anche la speranza
si perde solitaria.

 

 

 

 

 



CRESCE L'ERBA

Cresce l'erba
anche col rosso brillante
del semaforo.

 

 

 

 

 



IN PIENA CITTÀ

In piena città
un bosco trascurato
sembra felice.

 

 

 

 

 



NEL TORRENTE

Nel torrente
le papere e i pulcini
ignorano i motori.

 

 

 

 

 

 



IMMOBILI GABBIANI

Brillano sull’acqua scintille di luce
come diamanti incastonati
nascondendo, nel freddo riverbero

gabbiani immobili

cullati nel tramonto dalle onde
come a ricordare la finita fatica
come a immaginare quella di domani.

Sembrano i miei pensieri

affacciati sul mare
per cogliere i colori dell’imbrunire
mentre cola via un’altra giornata
che come il riflusso dell’onda

se ne va.

 

 

 

 

 



LA SIESTA

Nel lento rollio dell’amaca
legata ai tigli giganti
che coi lunghi rami fanno cappella
solo un libro e il respiro del vento
a fare compagnia
lontano dai ginecei televisivi
e dalle risse di telegiornale.

Anche il libro si perde
mentre lo sguardo, distratto,
si mette a inseguire il volo isterico
di un moscerino intento
a dispetto della brezza
ad inseguire un raggio di sole.

Lontano,
lontanissimo

un cicalare di voci prese
nei racconti d’un inverno trascorso
l’una dall’altra lontane

e il volo di una ghiandaia.

S’appesantiscono le palpebre
e in quel cullarmi entro nel sogno.




 

 

 

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