| Dolci sogni | Soffio vitale | Il messaggio | Cosa c’è di male | |
| Il vento | Strane sensazioni | Una nuova vita | Il burattinaio | Tutto ciò che vorrei |
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Se
mi vuoi, io
son sempre qui… nella
luce del mattino, nel
primo raggio di
sole che illumina la
tua stanza, nel
soave canto di un
fringuellino, col
mio sguardo da
bambino. Se
mi vuoi, potrai
trovarmi sempre
qui nel
buio che avvolge
l’ immensità, la
mia luce che brilla
ancor di più
quando ti
pensa e ti ripensa… Se
mi vuoi, prendimi
così come
il più dolce dei
tuoi sogni, come
la mia anima che
per un po’ di poesia, canta
bellezza, come
quando da
solo nella mia dimora intono
un dolce canto, che
mi parla sempre e
solo di te. Se
mi vuoi, io
sono nato per
esser vero, in
ogni istante, per
regalare speranza, per
sconfigger il muro di
sdegnosa tracotanza che
ha afflitto la mia vita e
quella di chi mi
ha sempre deriso. Oh!…Vita
mia, piena
di angustiosi difetti,
di così poche gratifiche, quanto
ho dovuto lottare
per vedere un
sorriso amico, per
non esser nei tuoi
occhi nemico, che
mi aiuti a dimenticare per
quanti sono irriso… sì
lo ammetto, cerco
l’infinito, son
figlio della luna, odio
le ovvietà, non
son figlio di una
falsa società. Se
mi vuoi, la
mia vita è
densa di irrazionalità, di
sobrietà, ma
potrebbe straripare come
un fiume in
piena… se
non mi vuoi, non
è niente la
vita mia per
me.
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A
volte sogno di
essere una rosa, nata
in mezzo ad
un groviglio di spine, e
per questo esser
più prezioso, di
esser più malizioso… Sogno
di esser un
anguilla che risale la
corrente di un fiume, eterna
lotta con
la vita, di lasciarmi alle
spalle, un’agonia
infinita. Sogno
di poter essere una
goccia d’acqua che va a
posarsi su di un giallissimo
girasole, di
esser splendente e infuocato
come il sole. Sogno
di poter leggere nei
tuoi pensieri, nella
tua mente, di
poter viver così, serenamente
insieme a te. A
volte sogno di
raggiungere con un dito
l’infinito, l’indefinito
per non sentirmi nei tuoi
occhi smarrito. Il
mio sogno più grande sarebbe quello
di sconfiggere la
mia paura, viver e entrar
in comunione con
la natura… Sento
di riempire il vuoto che
mi circonda con
mille armonie, con
mille melodie, con
mille rumori, e
buttar via, dimenticare
la follia
collettiva, della città con
tanta sincerità, con
la soavità di mille parole dette
con l’anima.
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In
un attimo ascolto
il soffio vitale che
scorre via, come
il suono di mille violini…
tra migliaia di
inutili e insignificanti parole,
il mio canto si
leva fra mille voci
soffocato tra miliardi
di vite. Mi
ricorda quel che
sono, un cantore, vita
difficile per
chi ha ancora degli
ideali in
cui credere, mai
da rivedere, in
quest’epoca dei consumi. Parola
d’ordine “usa
e getta” riusa
e rigetta, smorzata
come la
cicca di una sigaretta, la
nostra vita globalizzata, vanificata
da diecimila gesti
inutili, futili cultura
ed arte resa innocua dal
denaro e dal mercato… Anime
perse, disperse, tra
i fatui canti di
mille sirene, siamo in
continua ricerca di
noi… abbiamo smarrito il
nostro ego, spaurito
nel prato
delle anime. Tra
mille illusioni, depressioni, tra
miliardi di incomprensioni,
delusioni, tra
toppe dimostrazioni
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Vita
difficile, per
chi dimostra genialità, forse
è solo vanità due
dita per sfiorare il
cielo, i
miei sensi raggiungono una
nuvola, sottile
e inerme canto di
come uno scalpello
che con sapienza
modella la
mia mente… Ronzio,
un
turbinio di idee di
astrazioni senza fine ed
volte inconcludenti, mi
assillano, mi snervano, uccidono
a poco a poco la
mia persona, l’illusione
di un attimo
infinito popola la
mia mente abita
questo corpo, con
contratto d’affitto pagando
la pigione all’abitudine, alla
solitudine restituendomi
come risultato
una dannata
inquietudine… Io
clandestino del mondo, forse
un marinaio d’acqua
dolce con
mille dilemmi e mille
virtù, a
volte vago per strade desolate
alla ricerca
di qualcosa, non
so precisamente cosa, magari
l’impossibile, un
oasi vivibile, in mezzo ad
un caos irrisolvibile, magari
solo un po’ di
poesia, in mezzo a
tanta follia. Ma
non c’è tempo per la
poesia, qui c’è spazio solo
per le movenze un
abile burattinaio. 1
Il
burattinaio:
il burattinaio del titolo non sarei io, ma sarebbe ma quella persona
che ci costringe, contro il nostro volere a comportarci in maniera
assolutamente innaturale, manipolando i nostri pensieri, le nostre
coscienze, rimpiendoci la testa di illusioni, false speranze e sogni
di vanagloria, facendoci apparire così ridicoli. Il burattinaio in
questo caso, potrebbe essere anche il nostro governo che sta
operando all’intera popolazione un vero e proprio lavaggio del
cervello. In tutti i sensi…
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Cosa
c’è di male nel
viver sognando, cosa
c’è di male nel
viver amando, cosa
c’è di male, nel
dare tutto se
se stessi a chi ci
vuol bene… con
chi con te ha
scelto di divider
goie e pene. Cosa
c’è di male nell’animo
esser ancora un
fanciullino, cosa
c’è di male nell’esser
un cantore, nell’esser
un sognatore di
curare l’animo recitando
poesie, nell’ascoltar
soavi
rapsodie, che
rapiscono cuore
e mente nell’emozionarsi
per
un tenero gesto
d’amore, cosa
c’è di male nel
sentir la vita scorrer
dentro di
se, nell’esser semplicemente
quel
che si è, cosa
c’è di male
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Vorrei
che un
raggio di sole, trafiggesse
l’oscurità che
mi circonda e
illuminasse la mia
anima… Vorrei
poter aiutare
un anima
pura come
e sentirmi
per una
volta come un
re. Vorrei
che cadessero
i sipari della
razionalità per
dimostrare che sono
un poeta. Vorrei
poter esser uno
spirito libero, vorrei
riscaldare il mio
cuore con un il
calore di un ardente
amore, vorrei
riuscire a
regalare un po’ di
speranza, vorrei
poter aver un
po’ più di baldanza… Se
non riuscissi ad avere
tutto ciò preferirei
morire,
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Un
soffio, un
sibilo, s’insinua dappertutto
sbatte
tutto ciò che incontra, porta
via con se, tutto
ciò che trova, muove
le gialle spighe di
grano, nei campi fa
rotolare via
i miei pensieri come
balle di fieno… E’
il vento, che
come un fastidioso fischio
porta via
le nostre vite, come
uno stormo di
rondini che
sul finir delle calde
giornate settembrine nel
cielo ombroso, misterioso
e tetro volan
via… per
ritornare la prossima primavera,
mentre il giorno si
scolora, nel tempo in cui la
città di fumi e puzze odora,
intanto che la folla, la
piazza di gente gremita si
tinge di mille colori, risuona
di mille discorsi, mille
rumori, di
tragedie che ogni giorno
lasciano il
segno in noi. Nel
silenzio della campagna, nella
brezza di montagna, nel
frastuono della città come
il vento volo,
soffio, e sibilo
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Come
un fiore denudato
di tutti suoi petali, strappati
via, di
ogni ricordo si spoglia l’anima
mia. E’
forse una sventura sentire
in se tanto amore soffocato
da troppo ardore che
non sapere a chi
farne dono somiglia
quasi a una
sciagura… E’
forse un male restar
qui solo mentre la
mia mente intona
un assolo e
sentir che la vita ancor
qualcosa vale… Eccomi
qui con tanta
rabbia in
corpo assieme a
mille falsi amici, forse
peggio dei nemici, vivo
e amorfo. Cuore
alla ricerca di un po’
di calore, di
distensione, refrattario
all’omologazione scaldati
al tepore
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A
volte avrei bisogno
di un amico, per
poter dimenticare il
male, avrei
bisogno di un
amore, di
un rinnovato ardore con
cui parlare nel dolore e
nel rimpianto, avrei
bisogno di un amico, per
scacciar via dalla mia testa ogni
pensiero nemico, avrei
bisogno di un
attimo infinito, di
un po’ di verità, lasciando
al caso le
mie emozioni, le
mie sensazioni. Ormai
sei dentro me, come
un immagine indelebile stampata
sulla mia coscienza, che
non voglio lavar mai
via dai miei ricordi così
sei il mio unico
pensiero, un
amore vero, sincero, a
volte ci vorrebbe un amico per
dimenticarti, nel dolore e
nel rimpianto. E’
un amore illogico, irrazionale,
ma denso di vita, per
una vita intera atteso, ma
a volte avrei bisogno di un
amicizia vera, di
qualcuno, con
cui ridere e parlare, con
cui lasciarsi andare,
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