| Grido solitario | Fragilità | Attimo infinito | Immensità | Paura d’amare | Ritratto di un bambino | Quiete |
| Oro nero | Sessualità | Il rumore dei miei pensieri | Inquietudini | Follia d’amore | Follia collettiva | Diversità |
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Piove, maledetta
tempesta, ira
funesta di un Dio che
di certo non
è il mio. Grido
solitario, un
divario di
un bizzarro clima, con
i miei pensieri ed
i miei malumori collima. Una
saetta di luce su
di una quercia si
scatena, simbolo
di una forza divina, della
superiorità della natura, è
forse una congettura, con
tanta disinvoltura, tra
tanta umana
spazzatura.
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La
quiete avvolge
la mia stanza, un
pensiero con perseveranza mi
consuma, mi denuda. Trasuda
in me il timore di
quello che siamo, creature
fragili e
allo stesso tempo malvagie, selvagge
in tanta dotta
inciviltà. Viviamo
in un esistenza segnata dal
dolore in
continua ricerca di onore per
far tacere un torpore che ci
consuma pian piano o
per nascondere il terrore
di una piatta esistenza senza
amore... E’
il vivere per sentire di non
essere inutili è
il vivere ogni momento nel
folle rincorrersi del tempo dei
minuti, delle ore, degli anni, per
non sentire tutti i nostri malanni. E’
il grigiore di una
cafona società, di
una diffusa villanità, di
una bizzarra mondanità in
una continua ricerca di felicità, o
semplicemente di un identità per sentir di non esser soli.
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Strano
il mio destino, vittima
o clandestino, nella
notte nel
mio letto resto supino, e
piango come un bambino. Rido
di situazioni tragiche,
ma io mi
vedo comico proiettato
in un domani senza
traiettorie. Strettoie,
vie che
conducono all’essenza in
cerca di un attimo
infinito, o
di un uomo già finito. Malato
di poesia, salvezza
o strazio per l’anima
mia, cura
il mio torpore, restituendomi
per un attimo la
mia vita.
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Son
qui dinanzi all’immenso, nel
buio pesto, io
mi immagino all’orizzonte uno
spazio incontrastato, pieno
di vita, le
luci nella vastità dello
spazio… Groviglio
di rami, cespugli occhi
selvatici, mi
scrutano è
il pulsar della vita in
una landa desolata e
infinita. Osservo
il cielo stellato, senza
fiato, il
mio pensiero alato, vola
su un astro, che
tra mille non ha cielo… è
la luce di chi è solo nell’universo.
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Si
può odiare, e
nello stesso tempo amare. Si
può tediare, ma
allo stesso tempo, capire,
osservando
le immagini di
un amore ridotto in
briciole… Osservare, il
tempo che trascorre e
consuma la mia vita, in
un attimo, per
non farmi del
male e
guardare in faccia la
mia immensa paura
d’amare.
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Dinanzi
allo specchio, osservo
il mio corpo,
la mia immagine, snello
e robusto, la
mia anima complicata
e fragile. Il
mio volto è
come quello di un
bambino i
miei occhi sono il riflesso
della mia anima, il
mio pensiero tramutato
in versi è
musicalità e sobrietà
è l’estensione
della mia
mente. Anima
mia, perduta
in esodi per
un po’ di poesia…
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Il
silenzio a
volte può valere più
di mille parole. Un
silenzio può esprimere,
sentimenti una
continua ricerca di
se stessi e di
onore.
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Osserva
il cielo, chiaro,
senza nuvole è
come il nostro destino, in
un lungo cammino, verso
le vie, i
bivi della vita. Sintesi
di una corsa infinita
contro noi stessi, contro
tutte le nostre
falsità, tutte
le nostre fragilità, tutte
le nostre maschere, contro
un ipocrita società. Ci
sono popolazioni sottomesse, sommesse,
distrutte, c’è
chi in nome di uno
spietato militarismo e
liberismo continua perpetrare
orrori, a
commettere gravissimi errori, per
il maledettissimo oro
nero.
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Sesso, nella
mia mente, il
pensier vibra come
un ossesso. Un
riflesso, complesso,
una malattia senza
amore, che
mi divora in
un insano torpore… E’
il pensiero del
sesso, malsano
riflesso di
aver vissuto senza
aver mai amato, provando
rancore per
ogni amor perduto. Corpi
che si intrecciano, che
si eccitano con
il loro afrore, sono
per me un amara
fissazione, una
maledetta ossessione una
condanna per chi come
me non ha mai conosciuto
la stagione
dell’amore.
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Un
rumore è
nell’aria, penetra fortemente
dentro me, nel
mio orecchio, nella
mia mente, inconsapevolmente,
trascina
tutti i
pensieri alla
deriva della mia
coscienza, della
mia conoscenza. È
come un ronzio, davanti
ai miei occhi appare, traspare,
come un
tremolio, è
un immagine indefinita, sfinita,è
l’immagine di
una rosa appassita,
di una vita
già finita, di
una storia che sembrava
essere infinita. s |
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Aver sensibilità, è
come annegare la
razionalità in
un oceano di emotività… Sensibilità, è
un eccessiva irrazionalità, è
forse un segno di
femminilità, o
più semplicemente di
umiltà. E’
il sottile confine che
demarca sogni
e realtà, tra
poeticità ed il non
esser una nullità… E’
la continua ricerca
di se stessi, è
come sprofondare negli
abissi, negli inferi, perduti
nei mari della
coscienza, di
una profonda conoscenza, di
un incerta esistenza. Sensibilità,
significa
riconoscere le
vie che portano all’essenza, è
vivere una “vita senza”, senza
amore… o
di soli amor perduti. A
volte è una
vita di solitudini, densa
di inquietudini, cercando
ogni volta il
senso di una vita.
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E’
il sentire di averti
al mio fianco che
mi rende più forte, che
cancella ogni paura
dalla mia sorte. E
non so cos’è, è
un sentimento strano,
che colora il
mio viso, accende il
mo sorriso, mi
fa sentire in paradiso,
mi fa dimenticare
a quanti sono
inviso… A
volte la tua voce per
me somiglia ad
un dolce canto che
non mi stancherei mai
d’ascoltare, vorrei
per ore rimanerti
a guardare nel
sonno, vorrei
ascoltare le
tue soavi parole per
me, ti
amo, per sei una
regina, sei
la vita, sei
la gioia infinita, io
senza di te sono
un anima smarrita nel
deserto della
solitudine, negli
abissi di una
profonda inquietudine
di vivere… Tu
che hai sempre parole
dolci per me, che
sai come amarmi e
ogni volta disarmarmi, tu
che sai penetrare nei
miei pensieri, nei
miei sogni, quando
sono in preda ad
una “lucida follia” alla
malinconia, sai riprendermi con una leggiadra rapsodia.
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Chissà
perché viviamo
in una follia
collettiva milioni
di anime perse alla
deriva, tra
favole pubblicitarie, e
cialtronerie parlamentari. Attore
tragicomico di
una vita fuori dai
binari c’è
chi inneggia alla
guerra che
divora vite umane, che
distrugge intere
popolazioni Io
bombarderei le
loro fortificazioni forse
io per
primo bombarderei gli
States la
loro democrazia a
stelle e strisce è
una grossa bugia, una
grandissima ipocrisia.
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Nella
mia testa ci
sono immagini, nella
quale la mia
esistenza ferma resta, soffio
vitale, di
una inquietudine infinita. La
mia personalità con
tutte le sue fragilità è
come un foglio spiegazzato, appallottolato,
strappato, con
un messaggio a
tratti denudato di tutta
la sua essenzialità, di
tutta la mia sensibilità… E’
il messaggio di voler
vivere all’insegna della
libertà, della
volontà di dire, di
fare, di essere di
pensare, di
non dover sottostare alle
stanche regole
del branco. Sognare, è
un vizio che non voglio perdere
mai, poetare, l’arte
di crear
versi, la
libertà e il lusso di
essere diversi. |