Monologo poesie
un
giorno su di un colle vidi Poggioreale
tutti
padiglioni alti a schiera e il mio cuore si strinse..
che
triste dover ricorrere a tanto
prima
scena; due atti; il pubblico deve poter riflettere;
durata
del tutto circa un'ora..massimo.
“quando
il pubblico ride troppo a teatro, non pensa mai di aver riso di se stesso, e
forse perciò dà del buffone all’attore che è riuscito a farlo ridere
troppo”
Eduardo
De Filippo
Buio;
sonno dolce, sereno di un povero uomo in carcere; la scena è la sua cella.
Rinchiuso
lì dentro da anni e sul muro, nel buio, appaiono stelle e parole, quelle che la
sua mente sogna scritte del tipo: (sconclusionate e giù un sorriso) nel più
insolente dei messaggi non viene mai scritto hai perso
buio
XXXX:
anche oggi si comincia anche oggi posso strappare con le unghie dal muro quella
calce sottile che ci divide l'uno dall'altro per segnare che anche un altro
giorno un'altra battaglia è terminata.
(si
alza dal letto guarda fuori il silenzio si lava la faccia si mette gli occhiali
e comincia a leggere)
XXXX:
(finito di leggere il piccolo biglietto estratto da una grande busta) i ricordi
per noi carcerati nessuno sa dire se ti danno il pane o ti danno la fine.. ma
non sei tu a scegliere ormai puoi scegliere poche cose devi mettertelo bene in
testa così si fa conoscere il direttore di questo posto ma non l'invidio
lui deve passare il suo tempo chiuso qui dentro con noi considerati e puniti
solo per le nostre colpe con chi volete che parli lui, il direttore, la vita gli
insegna "mai prendere la caramella da un estraneo dalla faccia triste e
dura e dal passato segnato.
(poi
all'improvviso scoppia a piangere per un minuto intenso di pianto in cui i 30
secondi finali si nasconde in un angolo per non farsi vedere dal mondo per
recuperare una piccola dose di dignità)
XXXX:
scusate.. ora posso realmente cominciare la giornata ora ho recuperato i nervi
per fare il forte per non ricordare il mio stato per vivere l'apparenza per
sognare ad occhi aperti e vivere la realtà nel sogno.. qui si fa così
altrimenti anche se un giorno ti faranno uscire coverai dentro molta più rabbia
di quando hai sbagliato e sei finito qui.. e pensate che qui ci sono molti che
non hanno nemmeno sbagliato e ci sono finiti lo stesso qui (pausa) dentro.
(XXXX
si rifà il letto completamente rubando alla giornata il maggior numero di
secondi possibili.. mette a posto quel poco che ha fingendo a volte di scegliere
il luogo dove posizionare lo sgabello sapendo già che lo rimetterà sempre al
solito posto)
XXXX:
qui siamo tanti solo in questo padiglione alto austero rigido e cupo siamo 500
ma non sentite nessuno fiatare fanno finta di dormire sono svegli rubano minuti
al giorno per regalarli alla notte più lieta e finta.
la
mattina è sempre il momento peggiore dove non puoi aggrapparti a niente sei
solo senza distrazioni.
XXXX:
io domani esco ma non so essere felice non posso la felicità bisogna lasciarla
fuori queste ore poche ore diventerebbero secoli e non uscirei vivo di qui; devo
fingere ancora... ma cosa farò fuori? rinascerò lanciato nel mondo veloce io
che per vivere facevo le cose il più lento possibile e forse voi (al pubblico)
state pensando che triste che brutto ho già i miei guai guarda questo che non
riesce proprio a farsi una risata amara.. voi avete ragione dovevate starvene a
casa e non venire qui sotto la mia finestra ma potete farlo ora io faccio finta
di dormire ancora un altro poco...
FINE
PRIMO ATTO
(XXXX
si risveglia dopo che sul muro sono comparse altre frasi come prima e si sporge
per vedere se c'è ancora qualcuno ad ascoltarlo)
(poi
si alza e fa le stesse identiche cose di prima)
XXXX:
la mattina è sempre il giorno più duro ma domani esco e non so se sarò tanto
forte da riuscirci.
Dentro
sono l'uomo più felice del mondo non scherziamo ma non so ancora dimostrarlo
vorrei fare una prova rispolverare un mio vecchio hobby di quei tanti sopiti,
raccontare barzellette.. vorrei provarci vediamo se ne rammento una carina (XXXX
non cambia però espressione del viso) (pensa) sì questa potrebbe andare.. devo
raccontarvela a bassissima voce potrebbero sentire e sentenziare che sono ormai
pazzo e addio libertà..
allora....(barzelletta
divertentissima) risata generale (XXXX non cambia espressione non può ancora)
(rifà
il letto per la terza volta si rigetta subito nel suo mondo.
subito)
XXXX:
siete ancora parecchi qui sotto non pensavo……..cosa avrà di
interessante un povero rinchiuso vivo che parla per passare il tempo per
arrivare a domani a domani quando uscirà. domani non verrete in giro con me ad
ascoltare quello che dico domani nessuno verrà con me non sarò più triste nè
rinchiuso vivo non proverete più pietà per me nè interesse.. domani forse
racconterò barzellette ma non saranno risate amare ma vere...
dal
pubblico viene una voce "come sei finito lì dentro, che hai fatto?"
(questa
voce nostra nel pubblico dall'inizio dello spettacolo potrebbe essere vista come
un inizio di dibattito forse qualcuno farà davvero delle domande e XXXX dovrà
rispondere calandosi nel vivo della sua parte) (se succede molto bello
altrimenti si continua da copione)
XXXX:
perchè sono qui anzi perchè sono stato qui ve lo dirò domani questa è
un'altra di quelle cose che qui dentro non si possono fare penserebbero che sono
ancora lucido al punto di poter rifare quello che ho già fatto e non mi
farebbero più uscire.
(XXXX
si zittisce pensa riflette si anima stringe i pugni capisce che non è ancora il
momento e si rimette a dormire)
apparenza
di un modo in cui il colore dei giorni è più simile a quello di un incubo
(questa volta invece di sorridere si contorce come in un incubo ma ne era
consapevole.. non doveva aprirsi così tanto)
FINE SECONDO ATTO FINE