Fabio Pacifico

                                         Monologo                                 poesie

un giorno su di un colle vidi Poggioreale

tutti padiglioni alti a schiera e il mio cuore si strinse..

che triste dover ricorrere a tanto

 prima scena; due atti; il pubblico deve poter riflettere;

durata del tutto circa un'ora..massimo.

“quando il pubblico ride troppo a teatro, non pensa mai di aver riso di se stesso, e forse perciò dà del buffone all’attore che è riuscito a farlo ridere troppo”

Eduardo De Filippo

 

 Buio; sonno dolce, sereno di un povero uomo in carcere; la scena è la sua cella.

Rinchiuso lì dentro da anni e sul muro, nel buio, appaiono stelle e parole, quelle che la sua mente sogna scritte del tipo: (sconclusionate e giù un sorriso) nel più insolente dei messaggi non viene mai scritto hai perso

buio

  

XXXX: anche oggi si comincia anche oggi posso strappare con le unghie dal muro quella calce sottile che ci divide l'uno dall'altro per segnare che anche un altro giorno un'altra battaglia è terminata.

(si alza dal letto guarda fuori il silenzio si lava la faccia si mette gli occhiali e comincia a leggere)

XXXX: (finito di leggere il piccolo biglietto estratto da una grande busta) i ricordi per noi carcerati nessuno sa dire se ti danno il pane o ti danno la fine.. ma non sei tu a scegliere ormai puoi scegliere poche cose devi mettertelo bene in testa così si fa conoscere il direttore di questo posto ma non l'invidio lui deve passare il suo tempo chiuso qui dentro con noi considerati e puniti solo per le nostre colpe con chi volete che parli lui, il direttore, la vita gli insegna "mai prendere la caramella da un estraneo dalla faccia triste e dura e dal passato segnato.

(poi all'improvviso scoppia a piangere per un minuto intenso di pianto in cui i 30 secondi finali si nasconde in un angolo per non farsi vedere dal mondo per recuperare una piccola dose di dignità)

XXXX: scusate.. ora posso realmente cominciare la giornata ora ho recuperato i nervi per fare il forte per non ricordare il mio stato per vivere l'apparenza per sognare ad occhi aperti e vivere la realtà nel sogno.. qui si fa così altrimenti anche se un giorno ti faranno uscire coverai dentro molta più rabbia di quando hai sbagliato e sei finito qui.. e pensate che qui ci sono molti che non hanno nemmeno sbagliato e ci sono finiti lo stesso qui (pausa) dentro.

(XXXX si rifà il letto completamente rubando alla giornata il maggior numero di secondi possibili.. mette a posto quel poco che ha fingendo a volte di scegliere il luogo dove posizionare lo sgabello sapendo già che lo rimetterà sempre al solito posto)

XXXX: qui siamo tanti solo in questo padiglione alto austero rigido e cupo siamo 500 ma non sentite nessuno fiatare fanno finta di dormire sono svegli rubano minuti al giorno per regalarli alla notte più lieta e finta.

la mattina è sempre il momento peggiore dove non puoi aggrapparti a niente sei solo senza distrazioni.

XXXX: io domani esco ma non so essere felice non posso la felicità bisogna lasciarla fuori queste ore poche ore diventerebbero secoli e non uscirei vivo di qui; devo fingere ancora... ma cosa farò fuori? rinascerò lanciato nel mondo veloce io che per vivere facevo le cose il più lento possibile e forse voi (al pubblico) state pensando che triste che brutto ho già i miei guai guarda questo che non riesce proprio a farsi una risata amara.. voi avete ragione dovevate starvene a casa e non venire qui sotto la mia finestra ma potete farlo ora io faccio finta di dormire ancora un altro poco...

FINE PRIMO ATTO

 

(XXXX si risveglia dopo che sul muro sono comparse altre frasi come prima e si sporge per vedere se c'è ancora qualcuno ad ascoltarlo)

(poi si alza e fa le stesse identiche cose di prima)

XXXX: la mattina è sempre il giorno più duro ma domani esco e non so se sarò tanto forte da riuscirci.

Dentro sono l'uomo più felice del mondo non scherziamo ma non so ancora dimostrarlo vorrei fare una prova rispolverare un mio vecchio hobby di quei tanti sopiti, raccontare barzellette.. vorrei provarci vediamo se ne rammento una carina (XXXX non cambia però espressione del viso) (pensa) sì questa potrebbe andare.. devo raccontarvela a bassissima voce potrebbero sentire e sentenziare che sono ormai pazzo e addio libertà..

allora....(barzelletta divertentissima) risata generale (XXXX non cambia espressione non può ancora)

(rifà il letto per la terza volta si rigetta subito nel suo mondo.

subito)

XXXX:  siete ancora parecchi qui sotto non pensavo……..cosa avrà di interessante un povero rinchiuso vivo che parla per passare il tempo per arrivare a domani a domani quando uscirà. domani non verrete in giro con me ad ascoltare quello che dico domani nessuno verrà con me non sarò più triste nè rinchiuso vivo non proverete più pietà per me nè interesse.. domani forse racconterò barzellette ma non saranno risate amare ma vere...

dal pubblico viene una voce "come sei finito lì dentro, che hai fatto?"

(questa voce nostra nel pubblico dall'inizio dello spettacolo potrebbe essere vista come un inizio di dibattito forse qualcuno farà davvero delle domande e XXXX dovrà rispondere calandosi nel vivo della sua parte) (se succede molto bello altrimenti si continua da copione)

XXXX: perchè sono qui anzi perchè sono stato qui ve lo dirò domani questa è un'altra di quelle cose che qui dentro non si possono fare penserebbero che sono ancora lucido al punto di poter rifare quello che ho già fatto e non mi farebbero più uscire.

(XXXX si zittisce pensa riflette si anima stringe i pugni capisce che non è ancora il momento e si rimette a dormire)

 

apparenza di un modo in cui il colore dei giorni è più simile a quello di un incubo (questa volta invece di sorridere si contorce come in un incubo ma ne era consapevole.. non doveva aprirsi così tanto)

FINE SECONDO ATTO                                                                                                 FINE

 

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