Virginio Serafini 

il suo indirizzo email:  vigirex@libero.it

Come del tempo le foglie gialle  Ignavia L'ultimo bacio Delicato Concupito Chiara

 

Come del tempo le foglie gialle

 

 

Urlo, l’eco nella valle,

Una piuma cade lenta, lacrima sul viso.

Cedri secchi e tondi

In mari di verde.

 

Chiuso nel proprio cuore

Uno sguardo sussurra tristezza

E la mente sorda, porta

Lentamente, solitudine.

 

Tra le fronde dei pini

E dei rari discorsi

Le ore a frapporsi

Ai nostri confini.

 

Cigola spesso il letto di rose

Guanciale di giovani spose

E prati racchiusi in inutili scrigni

Le facce di infinite medaglie.

 

Cade, ma senza rumore

Cade, non senza dolore.

 

Gli occhi, vecchi e stanchi

Si chiudono

E si riaprono,

foglie gialle

d’autunno.  

 

       

Ignavia

 

Il freddo pungente

Gelava il sangue,

spaccava le ossa.

Le piccole gocce sulla punta del naso,

pendevano,

dondolavano come una bimba

sull'altalena.

E poi giù,

si schiantavano sulla sabbia.

 

A piccoli passi

Avanzavo,

trascinavo il corpo per strada.

Imbacuccato fino alle orecchie,

e ubriaco di freddo,

tremante, camminavo a stento.

Se mi fermavo era peggio.

 

La gente intorno

Appassiva come una rosa,

non era per il freddo però.

 

L'ignavia delle persone,

il gretto materialismo,

e la vanità,

questo era.

Questo.

E quello non capivo.

 

 

L'ultimo bacio

 

L'alba arriva fiacca sul giorno qualunque.

 

Le persone vacue e scialbe,

che da sempre mi circondano,

osservano ingenue il futuro

passare a grandi passi

davanti ai loro occhi.

 

E tu, fissi il cielo

Ma non vedi niente

Non provi la gioia del nuovo,

non ami

e questo t'impedisce d'esser amata.

Il dentro, quel cuore secco,

s'espande e prosciuga le poche forze;

inaridisce la mente

e t'impedisce di pensare a te.

 

Lontano pare il giorno

Dell'ultimo bacio.

Di quel sussulto

Che il cuore desidera,

quella felicità cercata

e da sempre nascosta

per paura della sua vastità.

 

Lo sguardo permea l'infelicità

Che hai dentro,

del tuo cuore,

del poco amore che hai da dare

di quello che vorresti ricevere.

 

E tu, supina sulla sabbia

Di una spiaggia vuota

Ascolti la fredda melodia

Delle onde, di quel mare

Lontano e infinito.

E i ricordi affiorano

Come conchiglie attorno a te,

dentro di loro la mente si perde

e il cuore per brevi istanti

vola via, trasportato dal vento,

da quella leggera brezza,

da quel lontano pensiero

che soltanto tu puoi capire.

 

Lontano pare il giorno

Dell'ultimo bacio.

Di quel sussulto

Che il cuore desidera,

quella felicità cercata

e da sempre nascosta

per paura di perderla.

 

Lontano pare il giorno

Ma il sol ricordo

Di quel sussulto,

e il cuore fiorisce

come un giardino a primavera;

quella felicità cercata

e da sempre nascosta,

ora ti dono

con un bacio.

 

 

 

 

Delicato

 

Delicato, ognor che lo vidi.

 

Abbraccio con gaudio la mia amata,

l’immensa felicità assaporo con calma.

 

Fermo il tempo con un bacio,

che d’un istante resta il ricordo

nella mente ingenua d’un uomo.

 

Abbraccio con tristezza il ricordo,

l’immensa felicità torna alla mente.

 

Delicato, ognor lo rivedo.

 

Concupito

 

Pigro il giorno si spegne

trascinando freddo e buio,

nei miei occhi il crepuscolo.

 

Viandante zoppo

di questa storia,

amore bruciato

nel falò della vita;

cenere di un tempo che fu,

il ricordo.

Scaldo le mani sulle braci,

ancora calde,

del mio cuore spezzato.

 

Mi addormento

nella freschezza

del tuo profumo.

 

 

 

Chiara

 

Giungo stanco al giaciglio

e mi rifocillo di te,

del seno marmoreo

e degli occhi blu;

assaporo il sudore,

un magro antipasto,

ma la cena riposa

sulle tue labbra.

 

Romantica candelina

di questo banchetto

mi spengo dentro di te.

 

 

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