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NON OMNIS MORIAR
i miei sogni commuovono al risveglio cuori socchiusi ai refoli dell'amore sanno di poesia percepita dolce nell'aria e nel silenzio ballano e poi cantano e poi ballano ancora ansanti al ritmo di voci portate con grazia nell'eden ritrovato sospiri di bimbi sono farfalle lievi che portano acqua all'arsura del tempo in declino verranno in volo poi pensieri giovani e serenità daranno e rifugio eterno nelle brume assetate di eremi santi si vivranno istanti come pasque eterni ancorché a vista sappiano di futile e provvisorio
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Come un
fiore alla nipotina Beatrice
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alla nipotina Cecilia Maria
quand’eri desiderio ali d’angelo aprivi spavalda nei cuori e lievi li sentivi battere tra braccia amate
i sorrisi che spandi dicono oggi tutto il segreto di semine antiche
e silenzi s’aggiungono a soffi acri di nari - aperte al mondo - che il vento percuote
in te pallida rosa vidi stelle stese su letti bagnati di luce alta nel biancore mattutino
Varese, 8 set 2004.
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È un lampo che vaga nelle vene, il tuo sorriso - ed affolla l'anima - come, nel porto, vele spiegate in giorni di luce diffusa. Sento profumi aprire occhi nel letto di capelli, fioriti a sorpresa sulla sabbia indorata del mare a primavera. Di notte, s'alzano unguenti dolci, spalmati su braccia, ritrose alle veglie d'amore. L'alba bacia sogni, desti alla fonte lustra di mani in ascolto di voci, espanse in nicchie spaurite di labbra - salse - di madreperla. ..... Nessun vuoto ovatta fossati di spine di rose, sagome intrecciate a gorghi insidiosi su battigie di menzogne. Così ritorna - col disincanto - a spalancare, ribelle, bocche balbettanti sul ciglio della memoria, e a imbersi di pioggia di parole nostre, con mani sorprese su prati fioriti. ..... Il sole richiama alla mente arcobaleni di baci, aperti a battesimo tra conche commosse, invase di rose a pettine distese. Abissi risuonano d'echi improvvisi, compagni opulenti di soffici giacigli. Non so come calici d'argento trasognino eterei nell'aria leggera, macchia inattesa di cielo infusa in occhi felici. ..... Sorgenti slavate raccontano di misteri piovuti da sentieri di nubi ancestrali. Riecheggiano lontano soffi di silenzi, visitati aurei in grotte di patita allegrezza. Ancora è tempo di slargare sorrisi consueti a pensieri che a cerchio vorticano in cuori allertati ad armonia d'intenti. ..... Invernando, si scala a ritroso il viaggio d'andata alla casa d'origine, e lento il passo appare ad occhi amici che pressano silenti nei varchi del cuore... ..... Al limite si ridesta silenziosa la sera e con intrecci di refoli sonanti accoglie destini di coppie in gloria. Verrà poi il bisbiglio del mare a coprire di nuvole rosate in mostra sui banchi del sole nell'aria tersa con voli improvvisi. ..... L'imminenza d'incontri aggomitola corone di speranze al grido ansimato di cuori già spenti. M'avvedo - tra brividi - di spente finestre evase agli occhi fluttuanti su cieli turchini. ..... La forza del vivere viene dai germogli del cuore, quando l'anima inciampa in tremiti infiniti all'alzarsi del giorno. ..... Si spegne pacata la voce del canto tuo, miraggio inseguito nell'alveo d'acque azzurrine, e riappare alta la poesia in emozioni scavate - ardendo - nei veli della notte. ..... Traspare ancora tra i meandri del vento l'angoscia improvvisa di ferite a lungo incrociate a strepiti languidi d'uccelli, e a volte mi porta lontano a sospirare presenze il vapore di sguardi accorati, nella luce di cristallo di giorni estivi. Nebbia brillante ingoia paesaggi e dà voce a silenzi d'elezione quando l'anima si torce al gracidio caldo del camino. ..... - ho perduto passaggi tra pietre affilate al vivere sensato di là dal mistero del tormento - è la poesia il balsamo del canto sazio di parole e perdoni - non parla al poeta con lingua di cetra il soffio lieve del cuore giovane - e speranze lucidano prigioni di vita assente pavida di pensieri e fasciata di parole - è da tempo che voci languide crosciano vaghe nel fondo di laghi in bonaccia e il ritmo di respiri in affanno sale a tempo sul muro caldo del riposo notturno ..... - m'accarezza il sussurro di parole private e il gelo del groppo si dissecca rapido al bacio animoso di labbra d'avorio - desidero cercare con le tue mani l'amore abbandonato nella veglia di gabbiani tenuti dal vento in sospensione a pro del viaggio nostro - è ormai andato l’orgoglio del mare a fermare passaggi distesi nell’ombra di grotte ancestrali - calici di sole svuotano pensieri nel mistero dell’alba che s’imbeve a volte di voci colorate di bimbi cresciuti in strade senza dolori
Besozzo, 3 novembre 07 - 10 gennaio 08
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a Enrichetta A.
Se ti guardo so di stringere lembi di verità eterne, fluente la luce cade sugli occhi ad esprimere sogni velati dal forse, gli aliti si mostrano tiepidi su guance segnate di porpora sublime e danno alte risonanze di cieli lindi.
Nella tua voce sento fluire futurismi, si spezzano i rombi dell'ipocrisia, la vita dà ragione ai tumulti degli animi, accoglie i sospiri stesi sulla scia d'una Via Lattea lucente.
Salerno, 25-30.3.66 |
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L’anima versa gocce di tempo su fronti che mordono spazi diafani di cielo, padrone della notte di maggio.
E il cuore versa pagine di vita,
tese tra gridi di compagni, incontrati ancòra sotto portici misericordiosi di città aride di voci nostre.
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Io non so vedere luoghi, dove vibrano solenni i pensieri, dipinti di luce soffusa.
Non so vedere luoghi, slabbrati in menti lontane eppure assonnate.
E come potrei pensare di vergare parole desuete, in cuori non avvezzi a tenui vibrazioni,
se i giorni vagano sordi ai suoni di ugole, perse nel lindore di canti celestiali!
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I desideri trapassano fedeli nei baleni di occhi armoniosi, e brucano benevoli in prati riaccesi di luce vespertina.
Sento voci planare candide tra eclissi di palpiti, e oscure dolorano d'amore su erbe, sbocciate al chiarore di piccoli messaggi di canti d'uccelli.
Si dissociano in me colloqui al clamore appena accennato nel cuore della notte,
eppure assisto impunito ai sorrisi di sguardi languidi e vigorosi, all'alba di umori consumati alla face del tempo.
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Sento vagare sospiri nel vento tremebondi, voci colorate su onde invase d'armonie.
Memori salpano, su occhi di topazio, giorni sillabati in cerchi d'attese vespertine.
Abbisogna il cuore mio di tempi lievi, appesi all'ombra, dove sfilano senza fine pensieri incancellati.
Pende l'incenso nel vento, e ricama parole a cerchio, sulle ali dei ricordi infanti...
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- Si stende, lontana dagli occhi, la voce che invidia e gelosia al vento persuase di spandere invisibili a cuori che nell'aria biondeggiano gaia di liberi pensieri.
- Verrò a divorare fasci d'erbe, stanate pallide da corpi secchi di prati, allungati ad occidente per figurare sentieri di pace e libertà.
- Tutto sarà visto da occhi vividi, tra candele rimaste a lungo a sbirciare parole, raccolte in un canto, chine ad ascolti bianchi di speranze.
- Ma invano darà la notte al cuore fili di silenzi, che il vento ancora accende ad orecchi, aperti ai soffi policromi di bandiere nostre.
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...Hai amato forme mai più incontrate nei boschi ingialliti di foglie, scheletri sicuri di felicità appena spente.
Stridii di becchi, armati di paziente allegria, allungano scie di suoni ai cuori di alberi in pena...
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- Non è l’anima dei monti a indorare cuori, vaganti in piane assolate e senza alberi.
- Non è l’anima dei monti a dare respiro a pensieri, celati in silenzi di pena e amore.
- Non è l’anima dei monti a esaltare parole, tenute leggére in versi ammalianti.
- Non è l’anima dei monti a sancire ricordi, tra viottoli scoscesi di filari di rose.
- Non è l’anima dei monti a sondare passaggi silenti di piedi pellegrini.
- E' l’anima del cielo a indorare cuori vaganti, a dare respiro a pensieri, a esaltare parole leggére, a sancire ricordi, a sondare passaggi silenti.
- Non è l’anima dei monti.
- E' l’anima del cielo.
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La nostra casa nasconde raggi di solitudine, segnati da sguardi aperti all'attesa d'isole felici.
Orizzonti permangono al fondo, all'angolo di luce perversa, e immensi s'adagiano nell'azzurrità di cuori, fusi in onde bianche di sale estivo.
Alberi fanno nidi di parole liquide e danno sostegno profondo a rami svettanti, in cima all'ombra di luoghi ancestrali.
Chissà come verranno gli amori a invadere spiagge, conosciute nel tempo, all'alba di canti fugaci, ma sempre fissi nell'angolo del pensiero mio.
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Vibrazioni pensose attraversano sogni chiusi nel cielo di canzoni luminose.
Avrei voluto che il mio canto, come furia ardente, solcasse il mare del tuo cuore, e andasse - onda pacata - dritta al punto di non ritorno.
Libero sarei poi tornato ai raggi di sole al tramonto, ala imponente incontro al vento di colline in fiore.
Quieta mente, avrei sostato alla finestra, per incontrare il tuo sguardo fuso col mio, nel tremore di stelle d’autunno.
Ora ristagno languido, a guardare innocenze di bimbi, salvate in cerchi di porpora sublime, leggende ardite in campi di gioiosa bellezza.
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- In ginocchio, attraverso cieli di nuvole e venti, hai scalato gradini di sassi, apposti da lucertole in faccia ad albe di parole.
- Il bordo scattava allegro a scorgere passaggi di carri tra pozze di storia equina.
- E cani scartavano ruote, balzanti leggere nei cingoli di cuoio.
- E more succhiavano, rosse e nere, da cespi pungenti, a lato della via.
- Ho ascoltato ritto, al fuoco dell’idea, lamenti sordi di versi sublimi.
E ho meditato, in attesa, pensieri miei
- emozioni e musica -
assunte come vele, trapunte di gioiosa compostezza.
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NEL DUBBIO Si perde nel dubbio il dominio di passi tra foglie che il vento ha versato da pioppi levigati al sole caldo della foresta. Il cuore echeggia di desideri, lasciati riposare tenui al porto della notte. Si ama sorridere d'umane passioni in aperte armonie, toccate nel tempo in strade segrete. Ritornano i giorni a invocare speranze nell'anima lontana, sotto cieli turchini, versati in calici di puro cristallo. È tempo di soffi e canti di là tra fiori sottili, al riparo di geli notturni, e felici risorgono, all'ombra di stelle languide, sospiri di silenzi indolenti.
MELODIE IN GLORIA MUNDI |
STUPISCE Stupisce. Stupisce vedere misteri grevi tra campi di parole e musica. Nella nebbia scintillano antenne puntate gaie tra camini di tetti silenziosi. Seguo allora sentieri di pace - alla cieca - e intanto un filo di voce aspetta miraggi - nel sogno cercati -. E stupisce. Stupisce vedere misteri grevi tra campi di parole e musica. Le strade alzano suppliche a cuori indifferenti. Desideri esaudiscono affetti, e immagini spente raggiano sorrisi volati cauti nel vuoto della mente. E le parole disegnano di luce labbra di bimbi ed occhi e mani nel cielo asserenato vestito d'argento. E stupisce. Stupisce vedere misteri grevi tra campi di parole e musica. Stupisce. AL CUORE MIO È tempo - a sera - di vedere, tra rossori di fronde e lacrime d'erbe, occhi d'azzurra presenza al cuore mio, slargato sempre più da sorrisi di bimbi dei bimbi miei ormai ritti nell'età del pensiero alto. COME POTREI Non conosco giorni sorpresi al sole in fuga da mani consumate tra sassi scivolati su acque di putrida miseria. Né potrei visitare, tra lande libere di tumulti, segni dolci di parole come piaghe ardenti d'un cuore, librato con ali di canto, in mezzo alla furia del dolore che mai s'accheta. E come saprei stendere, tra i rami acuti del sapere. pietre morbide di pensieri, giunti agli occhi della notte tenui e a volte oscuri nella nebbia dei sensi appannati fluttuerei, onda di singulti pacati, nell'aria chiara di campi sperati, dal momento che allegria cominciò a vagare vibrante al tuo passaggio. |
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