Tommaso Piemontese

 

Come un fiore I sorrisi che spandi Nella tua voce  NEI_GIORNI_
DI_LUCE_DIFFUSA

NEL DUBBIO

STUPISCE  

MELODIE AL CUORE MIO COME POTREI IN GLORIA MUNDI
 
VIBRAZIONI EMOZIONI & MUSICA
L’ANIMA…

 

NIDI DI PAROLE SENTIERI DI PACE E LIBERTÀ INVERNO! GOCCE DI TEMPO NON SO INCENSO SENTO VOCI PLANARE
NON_OMNIS_MORIAR_                  

 

 

NON OMNIS MORIAR


i miei sogni commuovono
al risveglio cuori socchiusi
ai refoli dell'amore

sanno di poesia percepita dolce
nell'aria e nel silenzio

ballano e poi cantano e poi
ballano ancora ansanti al ritmo
di voci portate con grazia
nell'eden ritrovato

sospiri di bimbi
sono farfalle lievi
che portano acqua
all'arsura
del tempo in declino

verranno in volo poi
pensieri giovani
e serenità daranno
e rifugio eterno
nelle brume
assetate di eremi santi

si vivranno istanti
come pasque eterni
ancorché a vista
sappiano di futile
e provvisorio

 



 

 
Come un fiore

                                           alla nipotina Beatrice


Infine

ha pigolato
nel silenzio
la tua voce
tra caldi rivoli
d’acque

stamattina,

da mesi attesa
come un fiore
vasto
nei cieli
di primavera,

Beatrice.



Varese, 23 aprile 2003

 

 


 

I sorrisi che spandi

 

alla nipotina Cecilia Maria

 

 

 

quand’eri desiderio

ali d’angelo

aprivi spavalda

nei cuori

e lievi li sentivi

battere

tra braccia amate

 

i sorrisi che spandi

dicono oggi

tutto il segreto

di semine antiche

 

e silenzi s’aggiungono

a soffi acri di nari

- aperte al mondo -

che il vento percuote

 

in te

pallida rosa

vidi stelle stese

su letti bagnati

di luce

alta

nel biancore mattutino

 

 

Varese, 8 set 2004.

 

 

 

 

 

NEI GIORNI DI LUCE DIFFUSA

 

È un lampo

che vaga nelle vene,

il tuo sorriso

- ed affolla l'anima -

come, nel porto, vele spiegate

in giorni di luce diffusa.

Sento profumi aprire occhi

nel letto di capelli,

fioriti

a sorpresa sulla sabbia

indorata del mare

a primavera.

Di notte, s'alzano unguenti

dolci, spalmati su braccia,

ritrose alle veglie d'amore.

L'alba bacia sogni,

desti

alla fonte lustra

di mani

in ascolto di voci,

espanse in nicchie

spaurite

di labbra

- salse -

di madreperla.

.....

Nessun vuoto ovatta

fossati

di spine di rose,

sagome intrecciate

a gorghi insidiosi

su battigie

di menzogne.

Così ritorna

- col disincanto -

a spalancare,

ribelle,

bocche balbettanti

sul ciglio della memoria,

e a imbersi

di pioggia

di parole nostre,

con mani sorprese

su prati fioriti.

.....

Il sole richiama alla mente

arcobaleni di baci,

aperti a battesimo

tra conche

commosse, invase

di rose

a pettine distese.

Abissi risuonano

d'echi improvvisi,

compagni opulenti

di soffici giacigli.

Non so come calici

d'argento trasognino

eterei nell'aria

leggera,

macchia inattesa

di cielo

infusa in occhi

felici.

.....

Sorgenti slavate

raccontano

di misteri piovuti

da sentieri

di nubi ancestrali.

Riecheggiano lontano

soffi di silenzi,

visitati aurei in grotte

di patita allegrezza.

Ancora è tempo

di slargare sorrisi

consueti a pensieri

che a cerchio

vorticano in cuori

allertati ad armonia

d'intenti.

.....

Invernando,

si scala a ritroso

il viaggio d'andata

alla casa d'origine,

e

lento

il passo appare

ad occhi amici

che

pressano

silenti nei varchi

del cuore...

.....

Al limite si ridesta

silenziosa la sera

e con intrecci

di refoli sonanti

accoglie

destini

di coppie in gloria.

Verrà poi il bisbiglio

del mare

a coprire di nuvole

rosate

in mostra sui banchi

del sole

nell'aria tersa

con voli improvvisi.

.....

L'imminenza d'incontri

aggomitola

corone di speranze

al grido ansimato

di cuori

già spenti.

M'avvedo

- tra brividi -

di spente finestre

evase

agli occhi fluttuanti

su cieli turchini.

.....

 La forza del vivere

viene dai germogli

del cuore,

quando l'anima inciampa

in tremiti infiniti

all'alzarsi del giorno.

.....

Si spegne pacata la voce

del canto tuo,

miraggio inseguito

nell'alveo d'acque

azzurrine,

e riappare alta

la poesia

in emozioni scavate

- ardendo -

nei veli della notte.

.....

Traspare ancora

tra i meandri del vento

l'angoscia improvvisa di ferite

a lungo incrociate a strepiti languidi d'uccelli,

e a volte mi porta

lontano a sospirare presenze

il vapore di sguardi accorati,

nella luce di cristallo di giorni estivi.

Nebbia brillante

ingoia paesaggi e dà voce

a silenzi d'elezione

quando l'anima si torce

al gracidio caldo

del camino.

.....

- ho perduto passaggi

tra pietre affilate

al vivere sensato

di là dal mistero del tormento

- è la poesia il balsamo del canto

sazio di parole e perdoni

- non parla al poeta

con lingua di cetra

il soffio lieve del cuore giovane

- e speranze lucidano prigioni

di vita assente

pavida di pensieri

e fasciata di parole

- è da tempo che voci languide

crosciano vaghe nel fondo

di laghi in bonaccia

e il ritmo di respiri in affanno

sale a tempo sul muro caldo

del riposo notturno

.....

- m'accarezza il sussurro di parole private

e il gelo del groppo

si dissecca rapido al bacio

animoso di labbra d'avorio

- desidero cercare con le tue mani

l'amore abbandonato

nella veglia di gabbiani

tenuti dal vento in sospensione

a pro del viaggio nostro

- è ormai andato l’orgoglio del mare

a fermare passaggi

distesi nell’ombra

di grotte ancestrali

- calici di sole svuotano pensieri

nel mistero dell’alba

che s’imbeve a volte

di voci colorate di bimbi

cresciuti in strade

senza dolori

 

Besozzo, 3 novembre 07 - 10 gennaio 08

 

 

 

 

 

Nella tua voce 

                 

                                    a Enrichetta A.

         

Se ti guardo so di stringere

lembi di verità eterne,

fluente la luce cade sugli occhi

ad esprimere sogni velati dal forse,

gli aliti si mostrano tiepidi

su guance segnate di porpora sublime

e danno alte risonanze di cieli lindi.

         

Nella tua voce sento fluire futurismi,

si spezzano i rombi dell'ipocrisia,

la vita dà ragione ai tumulti

degli animi, accoglie i sospiri stesi

sulla scia d'una Via Lattea lucente.

 

 

 

 

Salerno, 25-30.3.66

 

GOCCE DI TEMPO

 

 

L’anima versa gocce di tempo

su fronti che mordono

spazi diafani di cielo,

padrone della notte di maggio.

 

E il cuore versa pagine di vita,

 

tese tra gridi di compagni,

incontrati ancòra

sotto portici misericordiosi

di città aride di voci nostre.

 

NON SO

 

 

Io non so vedere luoghi,

dove vibrano solenni

i pensieri, dipinti

di luce soffusa.

 

Non so vedere luoghi,

slabbrati in menti

lontane eppure assonnate.

 

E come potrei pensare

di vergare parole desuete,

in cuori non avvezzi

a tenui vibrazioni,

 

se i giorni vagano

sordi ai suoni

di ugole, perse nel lindore

di canti celestiali!

 

 

 

 

SENTO VOCI PLANARE

 

 

I desideri trapassano fedeli

nei baleni di occhi armoniosi,

e brucano benevoli in prati

riaccesi di luce vespertina.

 

Sento voci planare candide

tra eclissi di palpiti,

e oscure dolorano d'amore

su erbe, sbocciate

al chiarore di piccoli messaggi

di canti d'uccelli.

 

Si dissociano in me

colloqui al clamore

appena accennato

nel cuore della notte,

 

eppure assisto impunito

ai sorrisi di sguardi

languidi e vigorosi,

all'alba di umori

consumati alla face del tempo.

 

 

 

 

 

 

 

INCENSO

 

 

Sento vagare

sospiri nel vento

tremebondi, voci colorate

su onde invase d'armonie.

 

Memori salpano,

su occhi di topazio,

giorni sillabati

in cerchi

d'attese vespertine.

 

Abbisogna

il cuore mio

di tempi lievi,

appesi all'ombra,

dove

sfilano senza fine

pensieri incancellati.

 

Pende

l'incenso nel vento,

e ricama

parole a cerchio,

sulle ali dei ricordi infanti...

 

 

SENTIERI DI PACE E LIBERTÀ

 

 

- Si stende,

lontana dagli occhi,

la voce che

invidia e gelosia

al vento persuase

di spandere 

invisibili

a cuori che nell'aria

biondeggiano

gaia

di liberi pensieri.

 

- Verrò

a divorare fasci

d'erbe, stanate pallide

da corpi secchi

di prati, allungati

ad occidente

per figurare

sentieri

di pace e libertà.

 

- Tutto

sarà visto

da occhi vividi,

tra candele rimaste 

a lungo a sbirciare parole,

raccolte in un canto, chine ad ascolti

bianchi di speranze.

 

- Ma invano

darà la notte

al cuore fili

di silenzi,

che il vento

ancora accende

ad orecchi, aperti

ai soffi policromi

di bandiere nostre.

 

 

 

 

 

INVERNO!

 

 

...Hai amato forme mai più

incontrate nei boschi ingialliti

di foglie,

scheletri sicuri

di felicità appena spente.

 

     Stridii di becchi,

armati di paziente

allegria,

allungano scie

     di suoni

ai cuori di alberi

     in pena...

 

 

L’ANIMA…

 

- Non è l’anima dei monti

a indorare cuori, vaganti

in piane assolate e senza alberi.

 

- Non è l’anima dei monti

a dare respiro a pensieri,

celati in silenzi di pena e amore.

 

- Non è l’anima dei monti

a esaltare parole, tenute

leggére in versi ammalianti.

 

- Non è l’anima dei monti

a sancire ricordi, tra viottoli

scoscesi di filari di rose.

 

- Non è l’anima dei monti

a sondare passaggi silenti

di piedi pellegrini.

 

- E' l’anima del cielo

  a indorare cuori vaganti, 

    a dare respiro a pensieri,

      a esaltare parole leggére,

        a sancire ricordi,

          a sondare passaggi silenti.

 

- Non è l’anima dei monti.

 

- E' l’anima del cielo.

 

 

 

 

 

NIDI DI PAROLE

 

 

La nostra casa nasconde

raggi di solitudine,

segnati da sguardi

aperti all'attesa

d'isole felici.

 

Orizzonti permangono

al fondo,

all'angolo

di luce perversa,

e immensi s'adagiano

nell'azzurrità

di cuori, fusi

in onde bianche

di sale estivo.

 

Alberi

fanno nidi di parole

liquide

e danno sostegno

profondo a rami

svettanti, in cima

all'ombra

di luoghi ancestrali.

 

Chissà come verranno

gli amori

a invadere spiagge,

conosciute nel tempo,

all'alba di canti

fugaci, ma sempre fissi

nell'angolo del pensiero

mio.

 

 

VIBRAZIONI

 

 

Vibrazioni pensose

attraversano sogni

chiusi nel cielo

di canzoni luminose.

 

Avrei voluto

che il mio canto,

come furia ardente,

solcasse il mare

del tuo cuore,

e andasse - onda

pacata -

dritta al punto

di non ritorno.

 

Libero

sarei poi tornato

ai raggi di sole

al tramonto,

ala imponente

incontro al vento

di colline in fiore.

 

Quieta mente,

avrei sostato

alla finestra,

per incontrare

il tuo sguardo

fuso col mio,

nel tremore

di stelle

d’autunno.

 

Ora

ristagno languido,

a guardare innocenze

di bimbi, salvate

in cerchi di porpora

sublime,

leggende ardite

in campi

di gioiosa bellezza.

 

 

 

 

 

EMOZIONI & MUSICA

 

 

- In ginocchio,

attraverso cieli

di nuvole e venti,

hai scalato

gradini di sassi,

apposti da lucertole

in faccia ad albe

di parole.

 

- Il bordo

scattava allegro

a scorgere passaggi

di carri tra pozze

di storia equina.

 

- E cani

scartavano ruote,

balzanti leggere

nei cingoli

di cuoio.

 

- E more

succhiavano,

rosse e nere,

da cespi pungenti,

a lato della via.

 

- Ho ascoltato

ritto,

al fuoco dell’idea,

lamenti sordi

di versi sublimi.

 

E ho meditato,

in attesa,

pensieri miei

 

- emozioni e musica -

 

assunte come vele,

trapunte di gioiosa

compostezza.

 

NEL DUBBIO

Si perde nel dubbio il dominio
di passi tra foglie che il vento
ha versato da pioppi levigati
al sole caldo della foresta.

Il cuore echeggia di desideri,
lasciati riposare tenui
al porto della notte.

Si ama sorridere d'umane
passioni in aperte armonie,
toccate nel tempo in strade segrete.

Ritornano i giorni a invocare
speranze nell'anima lontana,
sotto cieli turchini, versati
in calici di puro cristallo.

È tempo di soffi e canti
di là tra fiori sottili, al riparo
di geli notturni, e felici risorgono,
all'ombra di stelle languide,
sospiri di silenzi indolenti.

 

 

 

MELODIE


- Ho ingoiato lacerti di neve
sorpresa in volo su sentieri
di ghiaccio, quando l'aria

prestava la sua voce ai miei
pensieri, docili come libellule,
sussurrati tra vapori di parole nostre.

- Pietre su pietre addossate
coprivano fossati, scavati
tra tunnel di nebbie urlanti.

- Nessuno sapeva delle trame
insegnate da mani ardite,
al ritmo di canti oscillanti
nel vuoto di valli in fiore.

- Melodie intanto danzavano
tra rami secchi di cotogni,
al freddo lucente d'organi
saturi di versi e pulsioni,

mai dimentichi di note,
nate al buio tra coltri
di foglie di granoturco
passate al setaccio.



 

IN GLORIA MUNDI


- Cresce a cicli di spire
il pensiero tuo
nei giorni di luce
diffusa,

e sale principiando
tra gradini di marmo
dolce,
a interrompere viaggi
virtuali in gloria mundi.

- La fine succede
ad alleanze vere
tra uomini
di buona volontà,

giunti al perdono
con animo sereno,
tra greggi al pascolo
in piane sempreverdi.
 

STUPISCE  


Stupisce.

Stupisce vedere
misteri grevi tra campi
di parole e musica.

Nella nebbia
scintillano antenne
puntate gaie
tra camini
di tetti silenziosi.

Seguo allora
sentieri di pace
- alla cieca -
e intanto un filo di voce
aspetta miraggi
- nel sogno cercati -.

E stupisce.

Stupisce vedere
misteri grevi tra campi
di parole e musica.

Le strade
alzano suppliche
a cuori indifferenti.

Desideri
esaudiscono affetti,
e immagini spente
raggiano sorrisi
volati cauti
nel vuoto della mente.

E le parole
disegnano di luce
labbra di bimbi
ed occhi
e mani
nel cielo asserenato
vestito d'argento.

E stupisce.

Stupisce vedere
misteri grevi tra campi
di parole e musica.

Stupisce.




AL CUORE MIO


È tempo - a sera -
di vedere, tra rossori
di fronde e lacrime
d'erbe,
occhi
d'azzurra presenza
al cuore mio,

slargato
sempre più
da sorrisi di bimbi
dei bimbi miei
ormai ritti nell'età
del pensiero
alto.




COME POTREI


Non conosco giorni
sorpresi al sole
in fuga da mani
consumate tra sassi
scivolati su acque
di putrida miseria.

Né potrei visitare,
tra lande libere
di tumulti,
segni dolci
di parole
come piaghe ardenti
d'un cuore, librato
con ali di canto,
in mezzo alla furia
del dolore
che mai s'accheta.

E come saprei stendere,
tra i rami acuti del sapere.
pietre morbide di pensieri,
giunti agli occhi della notte 
tenui e a volte oscuri
nella nebbia dei sensi appannati

fluttuerei, onda di singulti
pacati, nell'aria chiara
di campi sperati,
dal momento che allegria
cominciò a vagare
vibrante al tuo passaggio.









 

 

 

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