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(Bibbiale) Naufraga
stele piombata nel vimine
della morte. Un
taglio lucente e l'iride in
frammento si sgrava
minuzze dell'antica
parola. E plurimo
sorse sulle
polveri, stille
grondate nel grembo
ignaro, sangue d'
aurore putrido. Trasse i
dadi: "le
sabbie arse e pollini
eterni mescerai nel nome
interrato". In nome suo affondarono
ferree convinzioni,fin
dentro la carne
scura; Il giogo
felice divorato dai tarli
viziosi. Eburnea la
tua stele, corre
chiazzata di quel
sangue, e di altri e
di molti secoli,crocifissi al legno
della vita. Soffia la mia
inerzia, dentro l'
ampolla vuota. trucida
bestemmia, vagante sulle
salive del cielo o piaga
multiforme dell'uomo dolorante?
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fredda ode richiusa,cinta al mirto nell'iride,grava tuo odore al vento giunto,irta di bellezza. Erano miriadi sciee le vesti purpuree,vertigini snodate sulle labbra violacee, antica innocenza sulle mie schiume,di bestia.
la
trave sostenuta
rigetto
lacune febbrili
fiuto
la ragione
verde
speranza, non
rosso
sara'il cuore,
Si
naufraga in esso
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