Silvano Mecozzi


Marine

Abbasso la guerra

BAGDAD

 

 

Marine

Lungo il molo

pescatori

seduti su sgabellini

attenti

osservatori

dell’increspare delle onde

            

            Al riparo

            di anonimi ombrelloni,

            una piacente signora,

               disattenta lettrice,

            di una coloratissima rivista.

 

Giovanotti abbronzati

adoni in posa

davanti             a ragazze distratte

distese al sole.

 

A riva,

ad un passo dalla battigia,

schiamazzanti  bambini

tra palloni e salvagenti

 

 

 

Un pino solitario

ricacciato dal vento marino

stende la sua ombra

su un chiosco di gelati

 

            Tra  le onde

            un rumoroso scooter acquatico

            attira l’attenzione,

            mentre un silenzioso windsurf

             s’allontana

 

Un vu’ cumpra,

e poi ancora  un altro,

e un altro ancora,

e la spiaggia

diventa un allegro bazaar.

                                               

  Ottobre 2001


 

Abbasso la guerra

 

Di migliaia  d’iracheni gasati

ce lo siamo ben dimenticati,

e dei curdi che vivono nel nord del paese

dall’ira di Saddam chi ne prende le difese?

 

In piazza milioni di pacifisti

per fermare gli americani oltransisti,

tutti vogliono la pace

mai in alcuni il cervello tace.

 

Anche noi vogliamo fermare la guerra

e dare serenità a quella terra,

ma non perché siamo antiamericani

ma per far più bello il domani.

 

La folla grida: americani assassini,

mentre Saddam uccide anche i nipotini,

il potere lo detiene con disonore

e lo difende con il terrore.

 

Siamo anche noi per la fine dell’ostilità

e gridiamo forte finchè tutto non finirà:

fermiamo le bombe e il dolore

ma anche il terribile dittatore.

 

 

 

 

 

 

 

BAGDAD

 

 

Un vento si è elevato,

un vento particolare,

un vento che promette giustizia

e lascia dietro di se solo dolore.

 

Li a sud – est

soffia un vento non carico di sabbia

infatti non è il ghibli,

soffia forte

non è lo scirocco

vento caldo che viene dal deserto.

 

E il vento di guerra

che si è elevato alto,

e soffia terribile,

lasciando lacrime dietro si se.

 

Bagdad ,

città di favole e di sogni,

cosa resterà di te

quando il vento

cesserà di soffiare.

 

Bagdad

città dei miei sogni,

le mie lacrime

oggi sono per  te.

 

 

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