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BLUFF
e i colori del vespro scioperano
e i colori del vespro non sono che rottami
e l'autunno ha una grazia distorta
(tartaruga miope fra le lamiere del vero)
e la sera è un suono che macchia
e le altalene dondolano senza compagnia
e la compagnia è un'ombra troppo scura
per essere vestita a festa
e il destino bisogna saperlo adoperare
prenderlo in affitto, forse
e lo sgomento degli alberi è analfabeta
e la cena della luna è uno sbaglio
mentre io battezzo aiuole
il mio vuoto non cambia postura
come un dogma, un ricovero, un bluff.
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ho
smesso di amare
cado su me stesso
mi seppellisce la frana dei sentimenti
l'alba è una schiena umida
la luce è l'ambulanza del vero
le nuvole sono i tamburi più sordi
tua reliquia dell'assenza.
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