Poesia
"nonsense"
Il nonsense e il
gioco di parole (o calembour) partono dall’assunto della
creatività del linguaggio.
Essi consistono nel lavorare sul corpo sonoro delle parole per trasformarle in
altre parole. Questo lavoro può arrivare a costruire nuovi composti (parole
doppie: che si chiamano parole-valigia, parole-appendiabito, parole-macedonia)
e, al limite, alla formazione di linguaggi affatto inventati.
Ma in realtà il nonsense può agire tranquillamente con le
parole "normali": solo che cercherà di combinarle non in base al loro
significato e alle previsioni del buon senso, bensì in base al loro suono e ciò
porterà ad accostamenti impensati e a sorprendenti congiunzioni.
Ma il nonsense può essere costituito, nella poesia di ricerca attuale, dalla pura e semplice costruzione dell’illogico, anche a prescindere dalla sonorità e ritmicità del discorso. Di fronte alla richiesta di produrre un senso (sia pure "altro" rispetto a quello convenzionale, eppure comunque riconoscibile o almeno interpretabile) il poeta si rifiuta: allora prova a mettere insieme le parole in modo che non abbiano nessun senso. Ed è un esperimento tra i più difficili, perché in ogni caso ogni parola mantiene il proprio significato: il montaggio poetico cerca quindi di disporle in modo che i singoli significati non possano collegarsi in tutto o in parte.
Il Limerick
E' un genere nonsense (senza
senso), tipico della letteratura inglese dell'800. Il limerick è
una composizione in 5 versi in rima baciata (AA BB)
Esempio:
So di una volpe, una volpe di Torriglia
assai golosa di gelato alla vaniglia.
Ne mangia a tutte le ore
e poi deve chiamare il dottore.
Quell'ingorda volpe di Torriglia.
Ecco le istruzioni:
Primo verso: si sceglie un personaggio e un paese o una città (es. una volpe di
Torriglia );
il secondo verso deve fare rima con il primo e deve spiegare gio' che fa il
personaggio o un suo difetto (es. golosa );
il terzo verso e il quarto raccontano ciò che succede e fanno rima fra loro (es.
ne mangia a tutte le ore \deve chiamare il dottore);
l'ultimo verso riprende il primo (es.quell' ingorda volpe di Torriglia.)
Il nonsense è frutto di una profonda meditazione, studio ed espressione emotiva. Vuol significare quello che non dice, vuol dire piu' del dicibile. Il filo conduttore è la melodia che lo attraversa e trafigge. Dentro c'è un'anima struggente potenzialmente esplosiva, fortemente dinamica. (Giuliano Bartolozzi)
La Rosa del Gesso era Buia |
AL MAESTRO CHE DIRIGE I VIOLINI
DELLINVERNO Enrico Cardiello |
" La Rosa del Gesso era Buia. I Contorni del Piano risalivano su, per Films mai esecrati e le Donnole, pie sulle Gondole, calpestavano rozze Statue di Fumo. I Ceri , a volte Si a volte No. Quando potro' piovere? E se, come!. L'Aspro Amore di Sicomori caldeggiava la vista del Silenzio, ma non sempre! Tornando in gloriosi Cigli, le Rocce dormivano. Intorno, tutto era stridore di Gomma, profumo di Onice! Se i Ponti ridono ed i Grattacieli abboccano, dove sara' la Polvere? Sempre la stessa Iniziazione! Per quanto ci si stirasse, le Rane incolori franavano alle luci basse, gli amati Peperoni si turbavano del Sale e le Care, Care, Care, s'inebriavano di fantasmatici Astri..."
Giuliano.Bartolozzi 1992.
Ancando alla luce di un bar, sempre bellezze sorridono intorno, rabdomando cogli occhi chi c'e'. E' il colore di un basso livello, o il ritmo di una orchidea, o l'idea di un sogno che avvampa, il movente di tanta freschezza? Oggi cerco. La strada ne e' piena. Non so scegliere il frutto da mordere. No, non perdo il tempo con bianchezze diafane ed esterne. Il tesoro e' qui!. Tangibile, senza veli. Matura sotto questo stesso cielo ed ogni giorno nuovo e' pieno di nuove sorprese. Non e' caso ne' rarita' che sono qui...
Pag. 76. Quaderno: "Palabras".
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