Nino Inzerillo
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Il tramonto rosa Le notti di Marzo NON CONOSCERAI RUGHE IL CERVELLO E’ INUTILE Neljäs linja Amore in grappoli

 

 

NON CONOSCERAI RUGHE

 

Come sei bella

quando ti chini

a raccogliermi

dal mio psichismo profondo.

Amo la vita

quando sento

il fresco calore

delle tue mani,

che cancellano

le macchie del tempo

depositate dall’ansia

e dal rotismo

degli orologi.

Mi carezzi

fino al sonno,

che si tramuterà

in sogno.

Al risveglio,

sarò io a curarmi

che la pelle del tuo viso

non conosca rughe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CERVELLO E’ INUTILE

 

 

Muti

S’incollano al suolo

Gli occhi,

mi rifiuto

d’essere sepolto

da un’altra notte.

Inscritto

Nell’inconscio,

dicono

ci fosse

il mio destino,

il tuo ed il suo,

mille universi

paralleli,

c’incontreremo davvero

solo

dopo la morte.

Ho sognato

Di non respirare

Lentamente

Me ne vado.

Il cervello

È un peso inutile

Voglio bruciarlo

Come fosse

Carta straccia.

Lentamente

Mi separo

Dalla vita.

 

Neljäs linja

Leggera ,sottile
la malinconia
della tua magica Helsinki,
si dipana
nell'attesa.
Raccontami
la tua storia
mentre sorseggi
la tua tazza di tè caldo.
T’aspetto
non saprei separarmi da te
ed ecco che torni
ti sciogli i capelli
e liberi i miei occhi.
Ti vedo sorridere
sono seduto al tuo fianco, mentre ti prometto
di non scordare
il tuo compleanno.
è la meraviglia
che riempie le tue labbra
e le allarga
in un sorriso aperto.
Mi hai accolto
in casa tua, quando avevo deciso di sedere
sulla mia disperazione.
So che vai a dormire
resterò accanto ai tuoi vestiti
che spandono profumi
dal cioccolato fino alla liquirizia
per sgorgare nello champagne.
Si confondono le ombre
di questa neve
che copre la notte.
Neljäs linja
s’acquieta
ed io, in silenzio
ti lascio queste righe
come se fossero
fiori cantati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Amore in grappoli

Grappoli
come ciliegie
s’intensificano
le nostre interazioni,
atomi attratti
dal nucleo,
dalla sete d’amore
e di parole
di gesti rassicuranti
e di conferme.
Grappoli
che si dissolvono
in pochi giorni,
come se la mia vita cessasse
o le altre luci,
divenissero più brillanti
ai tuoi occhi.
Si fa grigio
,
piove
,
Dio
crea l’arcobaleno,
torniamo a cercarci,
con la tua paura
d’amarmi,
col comune terrore
di perderci
per sempre.

Convivono
tutti quei sentimenti
in aperta dissonanza.

 

 

 

 

 

 

Il tramonto rosa

 

È il trionfo degli acquerelli

questo amore di carta,

dalle trame

di riso giapponese.

Soffiato sulla punta

delle dita,

vissuto nel silenzio

timido,

poggiato

sui passi

appena accennati.

Pieno di linfa

ed invariabilmente

capace di levitare

una pila di lettere

gentilmente tenute

da un nastro

che sembra uscito

da un quadro

di Chagall.

Pensieri avvolti

nella stessa semplice carta

nella quale porti il pane

che dimentichi di mangiare

quando stanca,

ti concedi

un sogno.

Foglie dipinte da Ungaretti

in precario equilibrio

tra vita

che aspira al cielo

e morte al suolo,

eppure rutilanti

se chiudo gli occhi,

mi sento un albero

appena li apro

ho la corteccia cerebrale

incisa dalle frasi d’amore

sottratte al cacao vilipeso.

Mai copierò

né sarò banale,

per narrarti

il colore delle foglie,

così come le vedo

quando ti penso.

Vacui girotondi

che s’interrompono

al primo sigaro

quando noto la tua assenza,

fogli che bruciano

per la secca delusione,

vorrei tenerti

tra le braccia.

Foglie smorte

come il mio amore

marcio

di frustrazione,

se fosse donato

ad una perla coltivata.

Sorgo e tramonto

ogni giorno

sul golfo

di Gela.

 

 

 

 

 

Le notti di Marzo

Torno a cercarti
invariabilmente
ad ogni notte
che ricordi
marzo,
oppure quando il buio
si solidifica.
Cristalli pesanti
e costruzioni oscure
in questa mente
che oscilla,
vacilla
pericolosamente prossima
alla morte.
Fatico
a seguire
I tuoi occhi veloci
e le lunghe gambe
che ti portano a saltare
oltre il mio orizzonte.
Ti ho deluso
non riesco a scendere
sulla terraferma.
Autismo indotto
dalla fragilità
degli ideali
sanguinanti.
Togli questo
valzer triste
dal cuore,
allontana Sibelius,
canta
nel tuo dialetto,
dimmi
che sono fuori,

fallo
con le labbra rosse
per la gioia.

 

 

 

 

 

 

 

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