M.G.

 

Che beffa MIA MADRE A volte mi perdo

 

 

A volte mi perdo
precipito in un baratro oscuro e perverso
identità smarrita,
debole vulnerabile
nubi nere nel mio cielo
nessuno intorno a me
solo io a farmi compagnia
solo io a darmi forza

Come un salmone
controcorrente
provo a risalire il torrente
fatico annaspo
cerco un appiglio...

D'un tratto
scopro il mio nemico...
quel volto...
me stessa...
è contro me stessa
che lotto
lo, allo specchio
di un'eterna dualità,
debolezza e forza
coraggio e viltà

La vetta è lì
custodisce la vita...
nella disperazione la forza
di conquistarla
nell'illusione della conquista
la paura di perderla
 

 

 

 

 

 


 

 

Che beffa
la vita!
Ti illude in giovinezza
regalandoti
speranze
e desideri.
Ma poi
quanta amarezza
quando
ormai maturo
scopri
che la realtà
è così
lontana
dai tuoi sogni!
        
 

MIA MADRE

Eri bella
nel tuo abito bianco
e felice
pensando all'oscurità
che ti avrebbe abbandonata
per lasciar spazio
a nuova vita
ad amore
e felicità!
Sei bella ancor ora
anche se un nuovo
dolore
prese il posto del
vecchio.
Dell'amore
che ti diede dei frutti
poco è rimasto,
lapidato
da incomprensioni
ed amarezze.
Sei bella ancor ora
e forte
perché forza ci vuole
per curare
quel frutto
che più degli altri
ha bisogno di cure e di amore
di cui è
pieno il tuo cuore.

 

 

 

La proprietà letteraria è dell'autore. Ogni riproduzione è vietata.

 

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A volte mi perdo
precipito in un baratro oscuro e perverso
identità smarrita,
debole vulnerabile
nubi nere nel mio cielo
nessuno intorno a me
solo io a farmi compagnia
solo io a darmi forza

Come un salmone
controcorrente
provo a risalire il torrente
fatico annaspo
cerco un appiglio...

D'un tratto
scopro il mio nemico...
quel volto...
me stessa...
è contro me stessa
che lotto
lo, allo specchio
di un'eterna dualità,
debolezza e forza
coraggio e viltà

La vetta è lì
custodisce la vita...
nella disperazione la forza
di conquistarla
nell'illusione della conquista
la paura di perderla
 

 

 

 

 

 


 

 

Che beffa
la vita!
Ti illude in giovinezza
regalandoti
speranze
e desideri.
Ma poi
quanta amarezza
quando
ormai maturo
scopri
che la realtà
è così
lontana
dai tuoi sogni!
        
 

MIA MADRE

Eri bella
nel tuo abito bianco
e felice
pensando all'oscurità
che ti avrebbe abbandonata
per lasciar spazio
a nuova vita
ad amore
e felicità!
Sei bella ancor ora
anche se un nuovo
dolore
prese il posto del
vecchio.
Dell'amore
che ti diede dei frutti
poco è rimasto,
lapidato
da incomprensioni
ed amarezze.
Sei bella ancor ora
e forte
perché forza ci vuole
per curare
quel frutto
che più degli altri
ha bisogno di cure e di amore
di cui è
pieno il tuo cuore.

 

 

 

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