Confidenze
Al
punto-soglia della vita al
bivio di coscienza (quattro
vie per l’incertezza) ad
un tiro di menzogna da
inseguite confidenze la
mente è un voltafaccia a
direzioni di sorpresa quel
che è lieve è
sfumatura (non
coinvolge) e
il vuoto che fuggiva tra le fasi è
istinto che
a momenti si ricuce. Dal
grembo di una donna dal
seno che fortifica i ricordi un
gesto di saggezza un
volo di sabbia sulla pelle un
crepuscolo che vibra nell’asprezza
del silenzio. Al
tavolo di prospettive convocato
di prudenza si
apparecchia il sogno nuovo si
studia il metabolismo dell’errore senza
illudersi ma
senza dimenticare.
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E
sei neve
(a
Giusy)
Come
l’intensa nudità di
una luce che sconvolge come
un accenno di rivelazione che
a veli (dall’immenso) s’irradia
sugli angoli di un giorno come
acqua dei ricordi sollevi
al cielo (un diluvio) e
sei neve. Da
un ristagno di rossore sulle gote da
un fiume di dolcezza bruna celi
l’alveo di
luna inviolata come
astro del silenzio sveli
il tuo discorso agli
ascolti già disposti dell’intimità. Come
un respiro di sale che
scorre all’onda cieca (e
quasi annega) nel
timore di uno scoglio come
ardore celeste
che
piove sulle mani e
tenero poi sfuma sulle
rotaie dell’attesa entri
in me come
orma sulla sabbia come
tocco che fa quadro di
un’immagine invivibile. Forte
come l’edera agile
come un nodo di fieno per
amore oscilli di
un profondo movimento puntuale come
un pendolo di fedeltà instancabile
segni l’inerzia
dolcissima del cuore.
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