Maurizio Viola  1 - 2

AMORE NUCLEARE

Amore d’argento

Silvia e la Luna

CATERINA

Un uomo chiamato Angelo
Il mondo sei tu 
(premiata nel concorso letterario: "Madre terra e sorella luna" Assisi 
Una rossa rossa 
LA VACANZA ‘RTERNATIA  
(in dialetto)
Storia di una nonna VORREI

 

AMORE NUCLEARE

 

Come può un uomo sentirsi normale

quando al termine della sua giornata di lavoro

torna a casa e viene tormentato dal telegiornale

ogni notizia fa riferimento ad un luogo sicuro

che in questo mondo privo di valore

non si trova nascosto dietro un muro

ma è nella speranza che esista l’amore

Come può un uomo definirsi moderno

quando uscendo dalla propria abitazione

deve lottare per non finire all’inferno

da ogni diabolica tentazione

amore e rabbia nel traffico cittadino

imprigionato nell’auto piccola oasi privata

segue stressato il suo destino

aspettando inerme che la candela sia consumata

Come può un uomo avere un’anima serena

quando dentro ogni suo pensiero

è scomparsa la semplicità della vita terrena

uccisa dall’ansia dello stress giornaliero

l’amore questa grande forza che muove il mondo

che quando l’hai perso preghi per farlo tornare

l’amore questo grande amore vagabondo

se n’è andato e nazioni intere stanno ora a tremare

Come può un uomo pregare per vincere una guerra

sperare che un Dio l’ascolti

per cancellare un popolo dalla faccia della terra

guerra povera guerra santa per religione o per abbondanza

di gente ne è morta poca ancora non è abbastanza

uccidere per vendetta o per disperazione

uccidere chiunque per soddisfazione

il frastuono delle bombe ancora non si smorza

il pugno si chiude per mostrar la forza

nuove armi più micidiali più devastanti

il progresso non si ferma deve andare avanti

armi chimiche batteriologiche armi convenzionali

armi da provare con azioni criminali

lo sdegno di tutti con il senno di poi

lo sdegno che ricade sulla testa di ognuno di noi

e l’amore che inaspettato ricompare

potente improvviso come solo pochi sanno dare

un amore dal sapore nucleare

 

Terni li. 16/10/2001   

 

Amore d’argento

sono qui seduto in questa stanza

a guardare mentre ti arrovelli

impegnata a preparare una pietanza

armata di fantasia tra i fornelli

rifletto da solo davanti al televisore

che mi parla inascoltato

e vedo te dolce amore

sempre bella anche se di tempo ne è passato

eravamo giovani pieni di forza e di allegria

bastava guardarci negli occhi

ed il resto del mondo volava via

oggi forse qualcosa è cambiato

un figlio il lavoro la vita che va di fretta

un genitore anziano che deve essere aiutato

in fondo è anche colpa tua se ho messo su pancetta

ma quando ti guardo per me il tempo

non è mai passato

ne un giorno ne un ora neanche un momento

e questi quattro capelli  bianchi che ho in testa

del colore dell’argento

attendono la carezza della tua mano mesta

per incendiar l’animo d’un sentimento

che venticinque anni vissuti insieme

non hanno mai spento

giorni felici giorni duri

affrontati insieme sempre calmi e sicuri

sarebbe stato troppo bello

vivere senza  problemi e senza pensieri

senza pensare a questo o quello

ma solo a sogni e desideri

giorno dopo giorno seguendo il destino

che ha disegnato fin qui il nostro cammino

ho capito che al mondo esiste un solo grande valore

quello che ancora ci vede insieme uniti nell’amore

accendi pure il fuoco del tuo fornello

cucina la pasta se vuoi o magari l’agnello

ma se ti volti sentendoti osservata

non ti spaventare se ti afferro e ti ho già baciata

che importa se il viso del tempo conosce fatica

l’amore è per sempre e lascia che sempre io te lo dica

 

Silvia e la Luna

 

E' notte e non dormi

sola nella tua stanza pensi ad un ragazzo

e ti senti agitata

cos’è che ti solca il viso

perché l’aria sembra gelata

una lagrima una smorfia un sorriso

un brivido corre lungo la schiena

ti alzi e la vedi candida e serena

quello che le dici è una preghiera

domani ti sposi

la tua anima è leggera

pensi ad un ragazzo e ti senti agitata

poco lontano con il cuore in gola

Giorgio si sveglia

getta via le lenzuola

lui ti ama non preoccuparti

sembra dire la luna ammiccando sorniona

Silvia ti amo e vivrò per amarti

ogni giorno con te

è un anello di questa catena

che mi lega per tutta la vita

due giorni ormai sono passati

la luna lassù sorride a due ragazzi innamorati

Silvia è felice sempre più bella

lei la vede e coglie una stella

con un dolce soffio di vento

veste il suo corpo di una luce d’argento

due ragazzi si sono abbracciati

due cuori battono un ritmo lento

due corpi sono allacciati

nell’eterno grande momento

la luna sogna e con un sospiro

regala a Silvia il suo destino

due ragazzi riposano abbracciati

mentre fuori è già mattino

nel prato la vita comincia con un fiore

la vita di Silvia comincia con l’amore

 

CATERINA

 

    

In una bellissima notte stellata

sfreccia silenziosa una cometa

una lunga scia d’argento

che illumina al passaggio il firmamento

 

polvere di stelle cade sulla terra

i fiori sbocciano in ogni prato in ogni serra

granuli di luce

accendono nel cuore attimi di pace

 

sei arrivata a noi dal paradiso

il sorriso degli angeli sul tuo viso

con te è tornata l’armonia

la vita la speranza la poesia

 

come in ogni favola più bella

sei arrivata cavalcando la coda di una stella

apparsa all’improvviso dentro un bel sogno

portando l’amore a chi ne aveva bisogno

 

amore e gioia per chiunque ti è vicino

donare amore è questo il tuo destino

ogni pensiero ogni rancore ogni brutta cosa

li hai sepolti per sempre con un fiocco rosa

     Terni li 10/01/2002

 

 

Il mondo sei tu

 

E’ amore, è amore quando al mattino

mi preparo per uscire

e ti sfioro le labbra senza far rumore

per non svegliarti,

ma tu sei già sveglia ed aspetti

il mio bacio

facendo finta di dormire.

E’ amore, è amore quando in ufficio

alzo gli occhi e vedo nuvole

e cieli azzurri

ed uccelli che volano, che si inseguono

descrivendo cerchi ed infinite geometrie,

instancabili,

per depositare un insetto

in un piccolo becco aperto.

E’ amore, è amore quando i bimbi

giocano felici sui prati,

corrono, ridono,scherzano,

d’improvviso

litigano per nulla,

solo perché sono bambini

poi piangono e gridano il tuo nome

di mamma.

E’ amore, è amore quando torno

ed i tuoi occhi cercano i miei,

le tue mani cercano le mie,

le tue labbra cercano di me,

tutto sparisce

non esiste più niente,

solo io

solo tu

il resto non esiste,

il mondo non esiste

e mi perdo nel mondo

perché il mondo sei tu

 

Terni li. 10/05/2002  

 

 

Un uomo chiamato Angelo

  

Era bella, era dannatamente bella

era sola in mezzo alla folla

con il suo braccio alzato

con lo sguardo di lacrime velato

Il treno crudele esegui la sentenza

era giunto il momento della partenza

mi strappò da lei e dalla sua vista

il nostro dolore si spargeva lungo la pista

Il paese non offriva un futuro di vita

nelle mani il coraggio nel cuore una paura antica.

Una nuova città nuova gente

nel capoluogo pugliese

solo lo stipendio era sicuro alla fine del mese

ogni sera una preghiera prima di dormire

oh Signore facci tornare insieme non farci soffrire

Tanti anni passarono in un momento

tanti anni di lavoro in uno stabilimento

finchè un giorno la giusta conclusione

il matrimonio che apriva una nuova dimensione

troppo bello avere una famiglia

troppo bello veder nascere la prima figlia

l’amore al di sopra di ogni altra cosa

ogni giorno nasceva con un’alba rosa.

Ma c’era aria di crisi nella siderurgia Italiana

l’Ilva crollò con il rumore di una frana

chiuse Taranto chiuse Bagnoli

chi non venne trasferito rimase fuori

non c’era pace non c’era tranquillità

un’altra partenza un altro treno un’altra città

senza radici è il mio destino

un nuovo lavoro di nuovo in cammino.

La verde umbria salutò il mio arrivo

il posto migliore per sentirmi vivo

nella bella città di questa regione

mi sono fermato per andare in pensione

adesso mi volto indietro e mi rendo conto

che ho sofferto si

ma sono l’uomo più felice del mondo.

  Terni li. 13/09/2002  

 

 

 

 

Una rossa rossa

 

Oggi è domenica è un giorno di festa

ti prego dai prova ad alzare la testa

il paese già sorride alla nuova primavera

solleva gli occhi e scaccia il buio della sera

da tempo ormai nelle tue braccia non c’è più forza

da tempo ormai dalla tua gola non esce più voce

la donna fiera dallo sguardo pieno di luce

così forte da passare attraverso una guerra

senza mai chinare il capo verso la terra

è ormai un lontano ricordo del passato

il tempo lento ed inclemente

si è accanito sul tuo corpo affaticato

e della giovinezza ha lasciato niente

cara madre tu che ci hai donato la vita  

tu che ci hai cresciuti e poi seguiti

tu che ci hai sempre dato buoni consigli

ci hai insegnato a volerci bene ad essere uniti

ora sei qui a respirare l’amore dei tuoi due figli

ma dove sono finiti i verdi prati dove sono le stelle

ormai non vedi più niente da quella sedia a rotelle

la mente è vuota lo sguardo è assente

solo sofferenza e dolore ti riserva il presente

l’aria si muove una rondine vola veloce

viene verso di noi  ci chiama a gran voce

vincendo i dolori con sforzo sovrumano

sollevi un braccio e distendi la mano

mi guardi la indichi con un dito

non parli ma io ho capito

un volo di gioia un barlume di ragione

un vero miracolo forse qualcuno lassù

ha avuto compassione

cado in ginocchio ti bacio ti stringo

un fiume di lacrime sul tuo volto dipingo

è stato un attimo un attimo solo

poi hai chinato il capo e la rondine ha proseguito il suo volo

Dio buono Dio benedetto

hai affondato le mani e mi hai strappato via il cuore dal petto

se sei geloso anche del suo ultimo sorriso

allora prendila, prendila e portala con te in paradiso

lei tornerà a darci buoni consigli

veglierà su di noi e sui nostri figli

ma prima che si compia il suo destino

dammi il tempo per farle questa promessa

ruberò ogni giorno al sole del mattino

un raggio dorato in modo che per lei io possa

illuminare per sempre una rosa rossa

  

Terni li. 10/05/2002

 

 

 

LA VACANZA  ‘RTERNATIA

 

Quist’anno io e Peppinella mia

decidettimo de fa na vacanza ‘rternatia

ce l’ea cunsijata n’amico bbonu

uno de quilli che sanno tutto e sanno fa tutto loro

stete sicuri c’ea dittu nun è na fregatura

e po volete mette a sta a contattu co la natura

cusci anziché annà a Rimini o a Riccione

su lu solito alberghittu a mezza pinzione

cumprassimo na tenda canadese

una piccola senza tante pretese

po’ scerta la località balneare

partissimo avennoce nell’occhi na spiaggia e lu mare

nun vedessimo l’ora de raggiunge la meta

lu posto era bellu sotto na pineta

c’era n’cartellu co scrittu campeggio sole e mare

peccato però ch’era nfestatu da le zanzare

tra nu schiaffu su la capoccia e n’antro su la faccia

ce semo sderenati da la gran faticaccia

arpiegati com’erimo e co li dulori là la schina

riuscissimo a la fine a piazza la tendina

pe entracce dentro ce volle quasi n’ora

ma lu probblema seriu fu quillo da riscappacce fora

noi che semo sempre stati pe’ la magnata

ce rendessimo contu solo allora

de quanno la panza s’era ngrassata

cuscì a forza de striscià e rotola e nvocà gni santo conosciuto

ce mettessimo a strilla pe’ cercà npo po’ d’aiuto

pe lu gran movimentu c’arvordigassimo una sull’andro

ma chi arrivò pensò che stessimo a fa quarcos’andro

ce s’attorcijò addosso la tenda co tutti li picchetti

quarcuno disse: ammazza se quanno so’ focosi sti vecchietti

se n’annarono tutti anche npo’ nvidiosi

lasciannoce aggrovijati n’mezzo a quelli cosi

quanno ce liberassimo sembrava essimo fatta na guerra

arcoijessimo su la robbetta nostra da giu per terra

la buttassimo dentro la macchina senza manco arpiegalla

e po’ via de corsa ndo l’estate è più comoda e tranquilla

arpenzannoce mo

non sarebbe manco stata na brutta vacanza

ma ce bastò n’giorno pe aveccene abbastanza.

 

Terni li. 28/10/2002

 

 

 

 

Storia di una nonna

 

come sempre anche oggi il giorno è finito

ti distendi stanca mani giunte sotto il cuscino

i tuoi occhi si chiudono su un altro giorno

ma sai già che non riuscirai a prendere sonno

 

il giorno che finisce il giorno che muore

intorno a te nessun rumore

mani giunte nel silenzio di una preghiera

sei sola in casa anche questa sera

 

parli con Dio ti confidi sottovoce

apri gli occhi guardi intorno poi accendi la luce

la solitudine si sopporta il buio non ti mette paura

pensi ai tuoi figli e già ti senti più sicura

 

ormai sono grandi hanno la loro vita

è lontano il tempo di quando eri la loro guida

li prendevi per mano e gli insegnavi il valore

di seguire la strada che conduce all’amore

 

ci pensi e sorridi i sacrifici di una vita valgono un tesoro

tutto ciò che hai fatto lo hai fatto per loro

è giusto così in fondo cosa vuoi che sia

se alla fine del giorno non c’è nessuno a farti compagnia

 

verrà ancora domani sarà di nuovo mattino

ti affideranno con gioia qualche nipotino

il tuo cuore sarà sempre un rifugio sicuro

come ieri lo è oggi ed ogni giorno futuro

 

qualcuno andrà a scuola altri al lavoro

ti prenderai cura di ognuno di loro

sei tranquilla hai l’anima serena spegni la luce

ringrazi Gesù e ti addormenti felice.

  

Maurizio Viola

Terni li. 21/10/2002

 

 

 

VORREI

 

  Vorrei prenderti per mano

e passeggiare con te lungo un viale alberato

calpestare le foglie in autunno

o inebriarci con il profumo delle rose in primavera

Vorrei essere ricco

per adornare il tuo collo di pietre preziose

per avvolgere il tuo corpo con un vestito

firmato da un sarto famoso

poi scoprire che nessun vestito nessuna gemma

è preziosa quanto te

Vorrei essere povero

possedere solo un pezzo di pane

per fartene dono

e dirti, ecco prendi, è tutto ciò che ho

non posso darti più nulla oltre al mio cuore

Vorrei possedere il mondo

e darti cento mille cose

ma non posso

non posso perché basta che ti guardo un attimo

negli occhi

per dimenticare tutto

basta che ti guardo un attimo negli occhi

e riesco solo a dirti

ti amo

 

M. Viola

Terni li. 22/10/2002  

 

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