Maria Luisa Vanacore

nata a Torre del Greco (NA) il 30 luglio 1963

diplomata presso l’Istituto magistrale “Quintiliano” di Siracusa

iscritta alla facoltà di Scienze dell’educazione presso l’università di Catania

abilitazione all’insegnamento nelle scuole dell’infanzia

insegnante elementare di ruolo dal 1992

coltiva diversi hobby tra i quali: pittura (varie tecniche), collezionismo, bricolage (varie tecniche), scrittura creativa (poesia, preghiera, racconti brevi, testi teatrali per l’infanzia), lettura (principalmente genere spirituale), ecc.

Finalista tra i primi dieci alla IV edizione del premio letterario permanente on-line “FINALMENTE POESIA!” svoltosi presso l’Isola di Procida durante la Settimana della Cultura – Isola di Arturo – Elsa MORANTE (8-13 settembre 2003).

Diploma di merito al Premio “Fra Urbano della Motta”, una poesia per il Natale 2003 dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” di Catania.

 

Moderne melodie Le fermate della vita Specchio  

 

 

Moderne melodie

 

Suonano

lontane le melodie

è un’orchestra

moderna

la vita

autori gli esseri umani

come automi procedono

vagano come spettri

ubriachi

sigaretta in mano

zaino in spalla

sorriso bonario

niente più.

Corpi vaganti

fuggenti

migrano di luogo in luogo

senza trovare la meta

solo la musica

li accompagna

assordante

come tamburo che batte.

Non resta altro

che non pensare

inebriarsi del nulla

tuffarsi

nella mediocrità del quotidiano

non ha senso ragionare

postulare ipotesi

formulare teorie.

Non alzare la testa

allora

chino percorri vuoti sentieri

anonimo sei individuo

carente per scelta

inutile per vocazione

felice di essere nessuno

fra mille sconosciuti.

 

 

 

 

 

 

Le fermate della vita

 

Il tubo metallico

assiepato di gente assonnata

rumoreggia su livide rotaie

levigati binari di vita

trasportano nugoli di emozioni

fiati sul collo

mani aggrappate

sobbalzi a ondate

fermate veloci

per una corsa col tempo.

Libro in mano

parole semoventi

come la mente

persa a percorrere ricordi

sprazzi di passato

tasselli di lontane memorie

mentre sfreccia nervoso

il lungo serpente d’acciaio

macinando chilometri di storia.

Nuova fermata

si spezza l’incanto del pensiero

assorto nei meandri

del lontano ricordare

è tempo di andare

non v’è spazio per il passato

Londra richiama la mente

riportandola al presente.

E riprende la corsa

il tubo sinuoso

si snoda tra un ricordo e l’altro

mentre il Times traballa in mano

ondeggiano i caratteri grafici

mentre la mente va

a ruota libera

per un’altra corsa della vita.

 

 

Specchio

 

I tuoi occhi sono

specchio per l’anima mia

e il rispecchiarmi

conforta il lacerato mio cuore.

Specchio sono i tuoi occhi

smarrito è il loro sguardo

ma tenera ivi nasce una richiesta:

dove sei?

Ho perduto di nuovo il cammino

mi aggiro desolata fra la folla

cerco ma non trovo.

Cerco e spero.

Vana speranza è un incontro

l’incontro con uno specchio

con lo specchio del mio cuore.

Apro i miei sentimenti

e finalmente ritrovo

l’adorato specchio del sofferente mio cuore

lo specchio dell’anima mia:

è un abbraccio d’amore

è gioia per il cuore

è un sollievo infinito!

Non disperare, non ti lascerò solo

nel percorso doloroso della vita

lume sarò se tu vorrai

acqua sarò se sete avrai

cibo diventerò se fame avrai

tutto sarò se solo tu vorrai.

Apri il tuo cuore e…

amore sarò.

 

 

 

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