Una raccolta di poesie: Frammenti (1995 - 2000)
Prigionier
Senza
speranze
muore
la mia anima,
ombra
vivente
solamente
sono.
Lignano
Riviera, 1995.
Non
dimenticarti di me, spirito lieve,
sotto
questa pioggia grigia
il
mio volere è tuo.
Vanità
e sicurezza scompaiono
…io
me ne sono andato.
Pronuncerai
il mio nome, ora?
Cremona, 1995.
5
Tra
queste nubi di cenere
sognare
è possibile.
Mi
sento così bene quando sprofondo nella notte.
Cremona,
1995.
La
notte così profonda
nel
mio cuore
accecato
dalla tua immagine.
O
dolce veleno,
il
dolore e le pene sono così reali,
muoio
nell’illusione
perché
non ti accorgi di me.
Cremona,
1996.
Angoscia
Accarezzami
una volta ancora,
bacia
via il mio dolore
e
poi lasciami solo.
Il
paradiso è facile,
un
pianto senza fine
nel
gelido inverno del mio cuore.
Cremona,
1996.
dolce
essere che si ciba del mio cuore.
…ed
io vivo per lei.
Cremona,
11 giugno 1996.
Eco
lontana
La
tua dolce voce…
come
un incanto.
Il
tempo si ferma
e
la mia mente ritorna al passato.
Per
un lungo istante la malinconia è sconfitta,
la
fiamma della gioia arde nel mio cuore.
Poi
nuovamente il silenzio…
E
la notte ritorna,
bagnata
dalle mie lacrime.
(dedicata
ad Isabella Nocent).
Cremona,
11 giugno 1996.
Manfred von Richthofen
Lassù,
oltre
le nubi evanescenti,
un
lampo rosso squarcia il cielo.
La
morte vola veloce accanto a lui:
quante
vite,
quante
speranze,
falciate
dalla sua pioggia incandescente,
quanti
amori infranti!
Il
rombo di un motore…
Attento
Inglese!
Ti
volti e guardi,
poi,
spalanchi gli occhi, terrorizzato.
Batte
veloce il tuo cuore…
In
picchiata,
vira,
cabra…
tutto
inutile,
il
mitico Fokker è sempre nella tua scia,
rosso…
come
il sangue che presto bagnerà il verde prato laggiù.
Ma
la morte amante,
compagna
di ottanta vittorie,
può
essere anche nemica.
Non
è vero, barone?
E
così,
un
giorno,
mentre
eri impegnato in un’altra gloriosa missione,
un
umile proiettile,
sparato
dalla vile terra,
mise
fine al tuo sogno.
Cremona,
22 giugno 1996.
Mio
idolo
(dall’eburneo
animo)
le
tue spoglie mortali io non conosco,
ma
poco importa
che
nell’oscurità dei sensi,
ho
veduto la tua vera e meravigliosa natura.
Lignano
Riviera, 11 agosto 1996.
per
me, Primavera è svanita.
Demone
Affanno, stretto nella tua morsa perdo vita e speranza.
Fossano,
19 settembre 1996.
Di
questa vita, io muoio.
Tragedia
di ombra allucinata è il dolore del mio cuore (ebbro di te).
Le
rondini piangono nel vedermi quaggiù.
Fossano,
20 ottobre 1996.
Ho
combattuto la “mia” battaglia priva di senso.
Dolore,
dolore, solamente dolore…
D’improvviso,
uno schianto nel petto,
le
gambe non mi reggono
piego
le ginocchia,
in
un istante cado al suolo
e
vedo sangue ovunque.
I
miei fratelli, distesi l’uno accanto all’altro,
io
con loro.
Acre
è il puzzo di morte nell’aria…
Non
avverto più nulla.
Verso
la mia ultima lacrima per una ragazza lontana.
Fossano,
20 novembre 1996.
Regalami
un bacio,
sogno
d’amore.
Nelle
tempeste dell’incertezza,
un
dolce velo che mi avvolga
e
mi soffochi, tra il profumo della tua pelle.
Fossano,
26 novembre 1996.
3
Oggi
ho vomitato l’anima
e,
immobile, ho lasciato che morisse ai miei piedi.
Lieto
che tu non fossi con me, amica mia.
Oggi
sono morto,
una
volta ancora hanno pugnalato il mio cuore stanco.
Me
ne sono andato sofferente.
Lieto
che tu non fossi con me, amica mia.
Milano, 3
gennaio 1997.
Mi
perdo nei tuoi occhi
sterminati
prati in fiore
ed
infiniti cieli.
L’eterna
primavera è così vicina,
quasi
tangibile
in
te.
Cremona
18 febbraio 1997.
Com’è
dolorosa questa caduta,
infinito
tormento
guardare,
tra le lacrime, il mio mondo perduto,
lassù,
oltre le nubi.
Il
sole ormai mi acceca,
la
mia pelle candida ora brucia,
ma
non arde quanto il mio cuore.
L’odio
mi pervade,
io
che vivevo solo e per amore…
E
non ho più un’anima.
Cremona,
22 febbraio 1997.
11
Vago
al di fuori del mondo
smarrito
nel mio unico pensiero.
Ombra
nell’ombra
desidero
la tua fiamma, viva ed acerba.
Lascio
che il dolore mi assalga
e
laceri il mio corpo di stupida marionetta.
Milano,
30 marzo 1997.
22
O
lieve battito,
sospiro
d’agonia:
in
te tutta la mia vita.
Lontana
tu
così
lontano io.
Milano,
14 aprile 1997.
Sorride,
sempre.
Oscura,
si staglia nel profondo nulla
e
attende.
O
paziente ammaliatrice,
un
flebile ardore scuote la tua esile figura quando pronunci il nome dei tuoi
amanti.
Volubile
dama
nulla
t’importa.
Mille
soli muoiono
e
non sei mai triste,
perché
noi tutti ti apparteniamo.
Milano,
28 maggio 1997.
Stordimento
Si
chiudono gli occhi,
mentre
la mente vaga tra dubbi amari e sogni, tra ombre alate, tra sospetti ed
illusioni…
Non
ricordo nulla.
Cado,
ma
non v’è dolore
qui,
oltre lo specchio.
Milano,
16 giugno 1997.
Odo
voci di spiriti:
lievi
sussurri
in
un crescendo d’angoscia.
Ogni
attimo,
nell’illusione
della vita,
ogni
istante,
nel
sogno della notte,
penso
a te dolce amica.
Mio
unico amore.
Milano, 3
luglio 1997.
Madre
mia,
con
gioia ed angoscia attendo il tramonto.
Ti
rivedrò una volta ancora
e
di nuovo sanguinerà il mio cuore.
Sospiro,
perchè
so che non abbraccerai mai più il tuo figlio rinnegato.
E
mi mancano le tue carezze
ed
i tuoi baci.
Milano, 4
agosto 1997.
51
ra
sono solo.
La
mia anima viene trascinata distante dalla pavida brezza di questo giorno
d’estate,
mentre
tutte le parole rubate spirano tra le mie labbra.
L’unico
pensiero che possiedo torna a te,
costante.
“Dove
sei?”, mi domando.
Conosco
la risposta
ed
il cuore non mi da pace.
Spirito
libero
ti
affido il mio sguardo.
Recalo
all’amata, lontana tentazione,
che
possa lenire il mio dolore.
Cremona,
10 agosto 1997.
Nei
sogni e nella realtà,
vedo
riflessi di pallide ombre:
scolorano,
assumono un profilo indefinito,
come
quello del tuo volto quando non sei con me.
L’immagine
di due teneri amanti trascende l’assolutezza del mio concetto di bellezza.
È
come se un tenue raggio di luce si facesse strada tra le sfumature grigie della
mia esistenza.
E
anch’io, per un istante, sono felice.
Cremona,
7 ottobre 1997.
Io,
principe dannato,
non-morto
tra i vivi,
questa
notte, placando il mio desiderio, ritrovo il mio passato.
E
con esso, me medesimo.
Cremona,
17 novembre 1997.
Scrivo
e
libero un’anima.
Come
dietro ad uno specchio,
oltre
la mia vita vi è un’altra (antica) esistenza
scevra
di banalità,
riflesso
impercettibile:
uno
spirito di giada che dona conforto e pena al mio cuore.
Cremona,
3 gennaio 1998.
Ogni
Selene, fiera risplende
ed
illumina la tua venusta figura.
Il
mio sangue ribolle,
spinto
da un’irrefrenabile pulsione.
Io
ti adoro dal profondo del mio osceno cuore di lupo.
Cremona, 4 gennaio 1998.
Non
esiste un fato immutabile,
le
stelle sono solamente volgari incantatrici.
In
un sogno
vivo
i
mille attimi sfuggiti al tedio della vita.
Cremona,
15 gennaio 1998.
Un
tuo bacio
Da
un solitario baleno
sgorgano
mille impressioni.
Roboante
ondata di seducente calore che investe la mente,
il
corpo.
Ossessivo
velo d’innocenza
intriso
d’illimitato piacere,
al
quale costantemente anelo.
Cremona, 18 gennaio 1998.
Nel
mio spirito
Nel
mio spirito:
sospiri,
in
rigidi moti si disperdono.
Mentre
il dolore prende gradatamente forma
come
onda gelida.
Fasi
esistenziali si susseguono,
metafore
prive di senso
quali
sporadiche presenze di nulla.
Milano,
20 gennaio 1998.
Come
innocente respiro di Selene
fresca
brezza d’infinito
cullami
nell’ora del silenzio
e
donami ombra di tranquillità
Milano,
29 gennaio 1998.
12
Bevo
una piccola lacrima di rondine
e,
tra i cieli del tramonto, io ti scorgo, amore lontano.
Il
mio cuore trema,
quale
intensa emozione!
La
gioia che avevo dimenticato ora ritorna,
più
viva che mai
…e
mi annienta.
Milano,
29 gennaio 1998.
18
Cadavere
giovanile in un giorno di festa privo di sentimento,
mi
trascino per le strade di questa città onirica
fingendo
di cercare il mio destino,
ormai
lontano.
Fanciulla
del desiderio,
io
ho smarrito nuovamente me stesso.
Cremona,
22 febbraio 1998.
21
Innocente
fanciulla, ti ho incontrata nel delicato mondo dove i fiori nascono,
tremavi
nonostante
il calore del sole vivo,
nonostante
le tenere parole sussurrate dal vento.
Immobile
nella fatua notte, ti osservavo meravigliato
quasi
rapito…
Posasti
i tuoi occhi virginali su di me
e,
in un istante, mi strappasti dalle braccia della Luna.
Cremona,
26 febbraio 1998.
22
Come
in un nebuloso sogno
il
mio sguardo si perde in te infinita,
campagna
nel crepuscolo.
Paesaggio
familiare,
ora,
non ti avverto più mio:
verde
ed azzurro paiono spenti,
la
terra triste…arida.
Il
mio affetto maggiore è distante
ed
il cuore s’è assopito.
Milano, 3
marzo 1998.
25
Cadavere,
tra diafane immagini, vivo.
Inghiottito
da te, il mio cuore fanciullo.
Cremona,
18 marzo 1998.
28
Le
urla nel mio spirito sono divenute una costante,
un’eco
infinita, che mi strazia.
Desidero
un mondo, unico
per
me.
Un
tunnel oscuro da illuminare.
Cremona,
20 marzo 1998.
29
Brillerai,
spirito d’argento
delicato.
E
la Luna e le stelle si offuscheranno ancora.
Ricordati
di me, l’indomani
offrendomi
una lacrima.
Come
ora io a te dono le mie.
Cremona,
28 marzo 1998.
32
Che
cosa racchiude lo sguardo di un corvo?
Brillanti
riflessi neri,
lacrime
preziose…malinconia.
Che
cosa è lo sguardo di un corvo?
Un
semplice e dolce sogno smarritosi nella tranquillità della notte.
Cremona,
7 aprile 1998.
33
Tenue
candore
ti
sogno
ed
il cuore va in pezzi
(immagine
di stelle).
Non
vi sono parole per l’anima.
Milano, 7
aprile 1998.
35
Anche
oggi, la pioggia non cancella l’illusione:
la
spirale di sogno che imprigiona il cuore.
Vivo
un’agonia priva di tramonto
e
l’egoistica folla di nessuno mi soffoca.
Ti
cerco, dolce amica,
ma
non posso averti:
un
lieve sospiro di materia ci divide
ora…da
troppo tempo.
E
la mia esistenza è grigia quanto questo strano cielo d’aprile.
Milano,
16 aprile 1998.
Zombies
Zombies…ogni
notte io sogno zombies.
Città
morte
macerie
e cadaveri,
ma
tutto è perfetto sotto questa strana luce di Luna.
Oh…non
ho più bisogno del nero,
non
ho più bisogno di nascondermi…
sono
libero,
libero
da una vita non mia.
Milano,
28 aprile 1998.
39
Oggi,
posso essere divertente,
ma
non sono felice.
Non
ho dolore in eccesso da donare,
volendo,
di un poco di grigiore posso privarmi.
Mi
sento nauseato…
quasi
svuotato nel cuore.
Ma
non urlo,
non
mi agito: sono il lupo che ha bevuto il veleno della rosa.
Milano,
28 aprile 1998.
40
Io
veglierò, una volta ancora non ho sonno.
Questa
notte le mie lacrime di sangue bagneranno le tue gote,
ma
non avvertirai nulla.
Forse
un poco più dolce sarà il tuo risveglio.
Milano,
28 aprile 1998.
41
Voglio
dare un addio.
Addio
ai riflessi iridescenti negli occhi d’Amore.
Ora,
la bellezza non mi dona più sentimento,
non
provo emozione alcuna:
sono
cieco, del tutto insensibile.
I
visi d’Afrodite ed Adone sono diventati sterili
e
Narciso è morto, da tempo immemore.
Non
è perfezione ciò che desidero,
solo
un poco di viva forma mortale.
Cremona,
3 maggio 1998.
47
Insieme,
noi due.
Guardo
il mondo e non vedo che te, radiosa.
Quando
il cielo si oscura, piango.
Tra
migliaia d’ombre confuse, un ricordo…
E
ti ritrovo, amore, tra i fiori del sonno.
Cremona,
9 giugno 1998.
55
All’ombra
di una lacrima
ho
nascosto la mia anima.
Nella
notte calante, dolce carezza,
il
silenzio m’è incanto.
Cremona,
4 settembre 1998.
59
Nel
dolore amaro ti ho ritrovata:
vita,
come mille altre…
eppure
così diversa.
Enigma,
io non ti comprendo
ed
una nuova ferita si apre nel mio cuore.
Cremona,
28 settembre 1998.
62
O
notte,
volgo
il capo al nulla
ma
sono cieco.
Non
esiste verità priva di dolore,
non
esiste verità che io non conosca.
Sfioro
il gelo
ed
esso si ritira…da me.
Cremona,
15 ottobre 1998.
67
Ombre
si accompagnano, adagio
per
lunghi viali;
la
pioggia d’autunno cade e scivola
via,
da volti grigi
via,
da fiori appassiti
via,
da grevi ricordi…
penetrando,
una volta ancora, la terra bruna
mai
sazia.
Le
foglie cadono a centinaia.
E
non hanno alcun significato
come
i nomi che popolano questo luogo
strazio
del cuore.
Cremona,
17 ottobre 1998.
68
Adoro
la luce morente di una giornata invernale.
Non
chiedo null’altro alla vita:
un
bacio ed un brivido
nel
gelo, tra la gente.
Cremona,
31 ottobre 1998.
69
M’è
difficile pensarti, serenamente.
Osservo
senza meraviglie, un dubbio e la distanza.
Essa
ha maggior vigore.
Come
lenire la malinconia
se
non v’è cagione?
Cremona,
3 novembre 1998.
76
Lievi
sogni accompagnano le mie lacrime.
Attraverso
questa oscurità,
bellezza
di mille notti,
il
cuore s’infrange contro la tua immagine, tremante.
Avverto
il profumo delicato del mio sangue.
Cremona,
13 ottobre 1999.
Io
& Te, un sogno proibito
La
tentazione del demonio è una vertigine lieve:
il
palpitare di un fiore innanzi alla morte.
Cremona,
21 gennaio 2000.
Quiete
morente
Ho
udito il tuo nome, tra i sussurri degli spiriti notturni.
Un’eco
delicata
che
tarderà a svanire.
Cremona,
18 febbraio 2000.
79
Hai
mai danzato nel giardino delle fate?
Forse
un giorno vi andremo,
io
& Te
soli.
Cremona,
22 febbraio 2000.
80
Ho
sacrificato me stesso sull’altare del tuo tempio
in
turbini di sangue, lentamente, ho veduto l'anima consumarsi, per poi spegnersi.
Ora,
da fiamme opache il corpo è divorato.
E
rimane solamente il dolore, in questo mio nulla.
Milano,
30 marzo 2000.
81
Nubi,
come incubi.
Tra
le foglie-morte
di
questo aprile deserto
io
penso solamente alla follia che a te mi lega.
Milano, 5
aprile 2000.
82
Lamento
di mille notti
Ora,
senza più voce ti spegni,
tra
le luci di un nuovo amore.
Privo
di pensieri
io
guardo il cielo…
le
rondini sono tornate
per
cibarsi delle mie stelle.
Cremona,
1 giugno 2000.
Ultima
Che
significato hanno, ora, questi pochi ricordi?
Essi
sono divenuti vacue ombre dalle quali cerco di distogliere lo sguardo.
Distante
da me,
il
tuo nome più non dona calore al cuore.
Eppure,
una volta ancora mi sorprendo a piangere.
Che
siano le ultime lacrime versate in tuo onore?
Io,
marionetta dai fili spezzati, ai margini della scena ho vissuto un lungo sogno
di attesa
costante
nella mia solitudine.
…
[sospiro]
Semplicemente,
non hai colpe,
ma
dopo le parole amare, non rimane alcuna promessa da mantenere.
Cremona, 17 settembre 2000.
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