Manuel Giorgi

Una raccolta di poesie: Frammenti (1995 - 2000)

Prigioniero del tempo 

 Senza speranze

muore la mia anima,

ombra vivente

solamente sono.

 Lignano Riviera, 1995.

 

   97

Non dimenticarti di me, spirito lieve,

sotto questa pioggia grigia

il mio volere è tuo.

Vanità e sicurezza scompaiono

…io me ne sono andato.

Pronuncerai il mio nome, ora?

 Cremona, 1995.  

 

Tra queste nubi di cenere

sognare è possibile.

Mi sento così bene quando sprofondo nella notte.

 

Cremona, 1995.

 

   18

La notte così profonda

nel mio cuore

accecato dalla tua immagine.

O dolce veleno,

il dolore e le pene sono così reali,

muoio nell’illusione

perché non ti accorgi di me.

 

Cremona, 1996.  

 Angoscia  

Accarezzami una volta ancora,

bacia via il mio dolore

e poi lasciami solo.

Il paradiso è facile,

un pianto senza fine

nel gelido inverno del mio cuore.

 

Cremona, 1996.

 

  34

   Una stella illumina il mio cielo,

dolce essere che si ciba del mio cuore.

…ed io vivo per lei.

 

Cremona, 11 giugno 1996.  

Eco lontana   

 

La tua dolce voce…

come un incanto.

Il tempo si ferma

e la mia mente ritorna al passato.

Per un lungo istante la malinconia è sconfitta,

la fiamma della gioia arde nel mio cuore.

Poi nuovamente il silenzio…

E la notte ritorna,

bagnata dalle mie lacrime.

 

(dedicata ad Isabella Nocent).

 

Cremona, 11 giugno 1996.  

  Manfred von Richthofen

   Lassù,

oltre le nubi evanescenti,

un lampo rosso squarcia il cielo.

La morte vola veloce accanto a lui:

quante vite,

quante speranze,

falciate dalla sua pioggia incandescente,

quanti amori infranti!

 

Il rombo di un motore…

Attento Inglese!

Ti volti e guardi,

poi, spalanchi gli occhi, terrorizzato.

Batte veloce il tuo cuore…

In picchiata,

vira,

cabra…

tutto inutile,

il mitico Fokker è sempre nella tua scia,

rosso…

come il sangue che presto bagnerà il verde prato laggiù.

 

Ma la morte amante,

compagna di ottanta vittorie,

può essere anche nemica.

Non è vero, barone?

E così,

un giorno,

mentre eri impegnato in un’altra gloriosa missione,

un umile proiettile,

sparato dalla vile terra,

mise fine al tuo sogno.

 

 Cremona, 22 giugno 1996.  

  Isabella  

 Mio idolo

(dall’eburneo animo)

le tue spoglie mortali io non conosco,

ma poco importa

che nell’oscurità dei sensi,

ho veduto la tua vera e meravigliosa natura.

 

Lignano Riviera, 11 agosto 1996.  

  20

  La mia stella, accanto alla bianca falce risplende…

per me, Primavera è svanita.

Demone Affanno, stretto nella tua morsa perdo vita e speranza.

 

Fossano, 19 settembre 1996.

 

  35

  Di questa vita, io muoio.

Tragedia di ombra allucinata è il dolore del mio cuore (ebbro di te).

Le rondini piangono nel vedermi quaggiù.

 

Fossano, 20 ottobre 1996.  

 Il soldato  

 

Ho combattuto la “mia” battaglia priva di senso.

Dolore, dolore, solamente dolore…

D’improvviso, uno schianto nel petto,

le gambe non mi reggono

piego le ginocchia,

in un istante cado al suolo

e vedo sangue ovunque.

I miei fratelli, distesi l’uno accanto all’altro,

io con loro.

Acre è il puzzo di morte nell’aria…

Non avverto più nulla.

Verso la mia ultima lacrima per una ragazza lontana.

 

Fossano, 20 novembre 1996.

 

 27

Regalami un bacio,

sogno d’amore.

Nelle tempeste dell’incertezza,

un dolce velo che mi avvolga

e mi soffochi, tra il profumo della tua pelle.

 

Fossano, 26 novembre 1996.  

   3

Oggi ho vomitato l’anima

e, immobile, ho lasciato che morisse ai miei piedi.

Lieto che tu non fossi con me, amica mia.

Oggi sono morto,

una volta ancora hanno pugnalato il mio cuore stanco.

Me ne sono andato sofferente.

Lieto che tu non fossi con me, amica mia.

 

Milano, 3 gennaio 1997.  

 59

 Mi perdo nei tuoi occhi

sterminati prati in fiore

ed infiniti cieli.

L’eterna primavera è così vicina,

quasi tangibile

in te.

 Cremona 18 febbraio 1997.  

  Lucifero  

Com’è dolorosa questa caduta,

infinito tormento

guardare, tra le lacrime, il mio mondo perduto,

lassù, oltre le nubi.

Il sole ormai mi acceca,

la mia pelle candida ora brucia,

ma non arde quanto il mio cuore.

L’odio mi pervade,

io che vivevo solo e per amore…

E non ho più un’anima.

 

Cremona, 22 febbraio 1997.  

   11

Vago al di fuori del mondo

smarrito nel mio unico pensiero.

Ombra nell’ombra

desidero la tua fiamma, viva ed acerba.

Lascio che il dolore mi assalga

e laceri il mio corpo di stupida marionetta.

 

Milano, 30 marzo 1997.  

 22

O lieve battito,

sospiro d’agonia:

in te tutta la mia vita.

Lontana tu

così lontano io.

 

Milano, 14 aprile 1997.  

  41

 Sorride, sempre.

Oscura, si staglia nel profondo nulla

e attende.

O paziente ammaliatrice,

un flebile ardore scuote la tua esile figura quando pronunci il nome dei tuoi amanti.

Volubile dama

nulla t’importa.

Mille soli muoiono

e non sei mai triste,

perché noi tutti ti apparteniamo.

 

Milano, 28 maggio 1997.

 

  Stordimento

 

Si chiudono gli occhi,

mentre la mente vaga tra dubbi amari e sogni, tra ombre alate, tra sospetti ed illusioni…

Non ricordo nulla.

Cado,

ma non v’è dolore

qui, oltre lo specchio.

 

Milano, 16 giugno 1997.  

  44

  Odo voci di spiriti:

lievi sussurri

in un crescendo d’angoscia.

Ogni attimo,

nell’illusione della vita,

ogni istante,

nel sogno della notte,

penso a te dolce amica.

Mio unico amore.

 

Milano, 3 luglio 1997.  

  Luna  

 Madre mia,

con gioia ed angoscia attendo il tramonto.

Ti rivedrò una volta ancora

e di nuovo sanguinerà il mio cuore.

Sospiro,

perchè so che non abbraccerai mai più il tuo figlio rinnegato.

E mi mancano le tue carezze

ed i tuoi baci.

 

Milano, 4 agosto 1997.  

 51

 ra sono solo.

La mia anima viene trascinata distante dalla pavida brezza di questo giorno d’estate,

mentre tutte le parole rubate spirano tra le mie labbra.

L’unico pensiero che possiedo torna a te,

costante.

“Dove sei?”, mi domando.

Conosco la risposta

ed il cuore non mi da pace.

Spirito libero

ti affido il mio sguardo.

Recalo all’amata, lontana tentazione,

che possa lenire il mio dolore.

 

Cremona, 10 agosto 1997.  

 56

Nei sogni e nella realtà,

vedo riflessi di pallide ombre:

scolorano, assumono un profilo indefinito,

come quello del tuo volto quando non sei con me.

L’immagine di due teneri amanti trascende l’assolutezza del mio concetto di bellezza.

È come se un tenue raggio di luce si facesse strada tra le sfumature grigie della mia esistenza.

E anch’io, per un istante, sono felice.

 

Cremona, 7 ottobre 1997.

Io, principe dannato,

non-morto tra i vivi,

questa notte, placando il mio desiderio, ritrovo il mio passato.

E con esso, me medesimo.

 

Cremona, 17 novembre 1997.  

  85

Scrivo

e libero un’anima.

Come dietro ad uno specchio,

oltre la mia vita vi è un’altra (antica) esistenza

scevra di banalità,

riflesso impercettibile:

uno spirito di giada che dona conforto e pena al mio cuore.

 

Cremona, 3 gennaio 1998.  

  86

Ogni Selene, fiera risplende

ed illumina la tua venusta figura.

Il mio sangue ribolle,

spinto da un’irrefrenabile pulsione.

Io ti adoro dal profondo del mio osceno cuore di lupo.

 

Cremona, 4 gennaio 1998.

 

  95

 Non esiste un fato immutabile,

le stelle sono solamente volgari incantatrici.

In un sogno

vivo

i mille attimi sfuggiti al tedio della vita.

 

Cremona, 15 gennaio 1998.    

Un tuo bacio

 

Da un solitario baleno

sgorgano mille impressioni.

Roboante ondata di seducente calore che investe la mente,

il corpo.

Ossessivo velo d’innocenza

intriso d’illimitato piacere,

al quale costantemente anelo.

 Cremona, 18 gennaio 1998.

  

Nel mio spirito  

 Nel mio spirito:

sospiri,

in rigidi moti si disperdono.

Mentre il dolore prende gradatamente forma

come onda gelida.

Fasi esistenziali si susseguono,

metafore prive di senso

quali sporadiche presenze di nulla.

 

Milano, 20 gennaio 1998.

 

 11

Come innocente respiro di Selene

fresca brezza d’infinito

cullami nell’ora del silenzio

e donami ombra di tranquillità

 

Milano, 29 gennaio 1998.

 

12

Bevo una piccola lacrima di rondine

e, tra i cieli del tramonto, io ti scorgo, amore lontano.

Il mio cuore trema,

quale intensa emozione!

La gioia che avevo dimenticato ora ritorna,

più viva che mai

…e mi annienta.

 

Milano, 29 gennaio 1998.

 

 

18

  Cadavere giovanile in un giorno di festa privo di sentimento,

mi trascino per le strade di questa città onirica

fingendo di cercare il mio destino,

ormai lontano.

Fanciulla del desiderio,

io ho smarrito nuovamente me stesso.

 

Cremona, 22 febbraio 1998.

 

 

21

 Innocente fanciulla, ti ho incontrata nel delicato mondo dove i fiori nascono,

tremavi

nonostante il calore del sole vivo,

nonostante le tenere parole sussurrate dal vento.

Immobile nella fatua notte, ti osservavo meravigliato

quasi rapito…

Posasti i tuoi occhi virginali su di me

e, in un istante, mi strappasti dalle braccia della Luna.

 

Cremona, 26 febbraio 1998. 

 

 

22

Come in un nebuloso sogno

il mio sguardo si perde in te infinita,

campagna nel crepuscolo.

Paesaggio familiare,

ora, non ti avverto più mio:

verde ed azzurro paiono spenti,

la terra triste…arida.

Il mio affetto maggiore è distante

ed il cuore s’è assopito.

 

Milano, 3 marzo 1998.

 

 

25

Cadavere, tra diafane immagini, vivo.

Inghiottito da te, il mio cuore fanciullo.

 

Cremona, 18 marzo 1998.

 

 

28

 Le urla nel mio spirito sono divenute una costante,

un’eco infinita, che mi strazia.

Desidero un mondo, unico

per me.

Un tunnel oscuro da illuminare.

 

Cremona, 20 marzo 1998.

 

 

29

 Brillerai, spirito d’argento

delicato.

E la Luna e le stelle si offuscheranno ancora.

Ricordati di me, l’indomani

offrendomi una lacrima.

Come ora io a te dono le mie.

 

Cremona, 28 marzo 1998.

  

 

32

Che cosa racchiude lo sguardo di un corvo?

Brillanti riflessi neri,

lacrime preziose…malinconia.

Che cosa è lo sguardo di un corvo?

Un semplice e dolce sogno smarritosi nella tranquillità della notte.

 

Cremona, 7 aprile 1998.

 

 

33

 Tenue candore

ti sogno

ed il cuore va in pezzi

(immagine di stelle).

Non vi sono parole per l’anima.

 

Milano, 7 aprile 1998.

 

35

Anche oggi, la pioggia non cancella l’illusione:

la spirale di sogno che imprigiona il cuore.

Vivo un’agonia priva di tramonto

e l’egoistica folla di nessuno mi soffoca.

Ti cerco, dolce amica,

ma non posso averti:

un lieve sospiro di materia ci divide

ora…da troppo tempo.

E la mia esistenza è grigia quanto questo strano cielo d’aprile.

 

Milano, 16 aprile 1998.

 

Zombies

  

Zombies…ogni notte io sogno zombies.

Città morte

macerie e cadaveri,

ma tutto è perfetto sotto questa strana luce di Luna.

Oh…non ho più bisogno del nero,

non ho più bisogno di nascondermi…

sono libero,

libero da una vita non mia.

 

Milano, 28 aprile 1998.

 

 

39

Oggi, posso essere divertente,

ma non sono felice.

Non ho dolore in eccesso da donare,

volendo, di un poco di grigiore posso privarmi.

Mi sento nauseato…

quasi svuotato nel cuore.

Ma non urlo,

non mi agito: sono il lupo che ha bevuto il veleno della rosa.

 

Milano, 28 aprile 1998. 

 

 

40

 Io veglierò, una volta ancora non ho sonno.

Questa notte le mie lacrime di sangue bagneranno le tue gote,

ma non avvertirai nulla.

Forse un poco più dolce sarà il tuo risveglio.

 

Milano, 28 aprile 1998.

 

 

41

Voglio dare un addio.

Addio ai riflessi iridescenti negli occhi d’Amore.

Ora, la bellezza non mi dona più sentimento,

non provo emozione alcuna:

sono cieco, del tutto insensibile.

I visi d’Afrodite ed Adone sono diventati sterili

e Narciso è morto, da tempo immemore.

Non è perfezione ciò che desidero,

solo un poco di viva forma mortale.

 

Cremona, 3 maggio 1998.

 

 

47

Insieme, noi due.

Guardo il mondo e non vedo che te, radiosa.

Quando il cielo si oscura, piango.

Tra migliaia d’ombre confuse, un ricordo…

E ti ritrovo, amore, tra i fiori del sonno.

 

Cremona, 9 giugno 1998.

 

55

 All’ombra di una lacrima

ho nascosto la mia anima.

Nella notte calante, dolce carezza,

il silenzio m’è incanto.

 

Cremona, 4 settembre 1998.

 

 

59

Nel dolore amaro ti ho ritrovata:

vita, come mille altre…

eppure così diversa.

Enigma, io non ti comprendo

ed una nuova ferita si apre nel mio cuore.

 

Cremona, 28 settembre 1998.

 

 

62

O notte,

volgo il capo al nulla

ma sono cieco.

Non esiste verità priva di dolore,

non esiste verità che io non conosca.

Sfioro il gelo

ed esso si ritira…da me.

Cremona, 15 ottobre 1998.

 

67

 

Ombre si accompagnano, adagio

per lunghi viali;

la pioggia d’autunno cade e scivola

via, da volti grigi

via, da fiori appassiti

via, da grevi ricordi…

penetrando, una volta ancora, la terra bruna

mai sazia.

Le foglie cadono a centinaia.

E non hanno alcun significato

come i nomi che popolano questo luogo

strazio del cuore.

 

Cremona, 17 ottobre 1998.

 

 

68

Adoro la luce morente di una giornata invernale.

Non chiedo null’altro alla vita:

un bacio ed un brivido

nel gelo, tra la gente.

 

Cremona, 31 ottobre 1998.

  

 

69

M’è difficile pensarti, serenamente.

Osservo senza meraviglie, un dubbio e la distanza.

Essa ha maggior vigore.

Come lenire la malinconia

se non v’è cagione?

 

Cremona, 3 novembre 1998.

 

 

76

 Lievi sogni accompagnano le mie lacrime.

Attraverso questa oscurità,

bellezza di mille notti,

il cuore s’infrange contro la tua immagine, tremante.

Avverto il profumo delicato del mio sangue.

Cremona, 13 ottobre 1999.

 

Io & Te, un sogno proibito  

  

La tentazione del demonio è una vertigine lieve:

il palpitare di un fiore innanzi alla morte.

 

Cremona, 21 gennaio 2000.

 

Quiete morente  

 

Ho udito il tuo nome, tra i sussurri degli spiriti notturni.

Un’eco delicata

che tarderà a svanire.

 

Cremona, 18 febbraio 2000.

 

 

79

 Hai mai danzato nel giardino delle fate?

Forse un giorno vi andremo,

io & Te

soli.

 

Cremona, 22 febbraio 2000.

   

80

 Ho sacrificato me stesso sull’altare del tuo tempio

in turbini di sangue, lentamente, ho veduto l'anima consumarsi, per poi spegnersi.

Ora, da fiamme opache il corpo è divorato.

E rimane solamente il dolore, in questo mio nulla.

 

Milano, 30 marzo 2000.

 

81

Nubi, come incubi.

Tra le foglie-morte

di questo aprile deserto

io penso solamente alla follia che a te mi lega.

 

Milano, 5 aprile 2000.

 

82

Lamento di mille notti

Ora, senza più voce ti spegni,

tra le luci di un nuovo amore.

Privo di pensieri

io guardo il cielo…

le rondini sono tornate

per cibarsi delle mie stelle.

 

Cremona, 1 giugno 2000.

   

 

Ultima

Che significato hanno, ora, questi pochi ricordi?

Essi sono divenuti vacue ombre dalle quali cerco di distogliere lo sguardo.

Distante da me,

il tuo nome più non dona calore al cuore.

Eppure, una volta ancora mi sorprendo a piangere.

Che siano le ultime lacrime versate in tuo onore?

Io, marionetta dai fili spezzati, ai margini della scena ho vissuto un lungo sogno di attesa

costante nella mia solitudine.

… [sospiro]

Semplicemente, non hai colpe,

ma dopo le parole amare, non rimane alcuna promessa da mantenere.

 

Cremona, 17 settembre 2000.

 

 

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Eppure, una volta ancora mi sorprendo a piangere.

Che siano le ultime lacrime versate in tuo onore?

Io, marionetta dai fili spezzati, ai margini della scena ho vissuto un lungo sogno di attesa

costante nella mia solitudine.

… [sospiro]

Semplicemente, non hai colpe,

ma dopo le parole amare, non rimane alcuna promessa da mantenere.

 

Cremona, 17 settembre 2000.

 

 

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