Dalla raccolta "Oggetti levigati ed altri 76 pensieri nel tempo"
| Non_hanno_tempo |
Attraverso_ la_strada_distratto_ |
DA_QUANDO_TI_HO_PERSA _NON_HO_PIU’_PAURA. |
I_giorni_ in_cui_torni |
e_poi_ ci_sono_io_ |
Vorrei_che_le_mie_parole |
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C’è chi ha edificato paradisi e inferni con qualche verso con poliuretano espanso e con cartone e chi si è fatto una posizione acquistando solo qualche televisione chi si gratta la pancia per una vita intera dopo aver scritto i versi di una sola canzone e chi fa l’attore gentile onesto e delicato ma poi ha una busta di neve in tasca anche quando accompagna la moglie al supermercato e c’è anche qualche vecchio che morde caparbio una giarrettiera spigliato e menefreghista nonostante gli anni e la sua dentiera e poi ci sono io fatto di tutto e di niente polvere di stelle e costola di Eva e poi ci sono io che non mi basta niente do un morso al pane e già penso alla pastiera e poi ci sono io maestro di tutto e di niente che faccio capoeira solo per picchiare tutta quella gente e ci sono io con un solo desiderio senza broncio senza lacrime e nessun grido accorato in attesa che tu sappia solo quanto t’ho amato.
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Vorrei che le mie parole ti arrivassero leggere come l’aria dopo un bacio di sole e fiori e senza forza, senza voce, come mille desideri e poi vorrei, vorrei i tuoi occhi in un sorriso, uno solo ed una vita, un’ora intera per ballare col naso perso nel tuo collo profumato e lungo lungo, quas’infinito. E allora, allora ad occhi chiusi, non ci sarebbero pensieri, desideri e non ci sarebbe il cuore e la cura per la vita, bagaglio di furbizia e di paure, ed allora, allora non ci sarei più io, il mio passato ed il futuro, ma solo un uomo che danza, ad occhi chiusi, con lo sguardo perso in un panorama infinito. Ora, mentre guardo il mare agitarsi a spicchi oltre la ringhiera, penso che chissà, chissà forse un giorno, forse oltre l’ultima onda, proprio lì, dove cade il sole, avrò un’ora anch’io per ritrovare i tuoi occhi lontani, per l’ultimo ballo ed il primo sorriso.
Fra queste mura bianche, nel silenzio di sale e di vento, sei saputa tornare, come del resto, in ogni momento, come allegria e tristezza, rimorso e speranza e attesa, attesa, come polvere ai margini di una stanza; ma oltre questo attimo breve resta sempre la vita e tutti i suoi rumori, così, quando tutte le parole non dette cesseranno di volermi parlare, indosserò uno straccio di quotidianità ed andrò a pescare. Saranno pesci piccoli per qualcosa di rumoroso, di sorridente e normale, per una festa forse, o per un breve amore.
Ischia, 3 Settembre 2007
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La vita ha sorrisi, e discorsi distratti e mille baci veloci, ma è solo in queste parole che ti ritrovo e vivo, e sono parole senza senso, sogni che non vissero neanche il buio di una notte; ma ci sono attimi, attimi in cui trovarti in un volto confuso, e percorrere strade dimenticate, e precipitare sotto un cielo di sabbia, forse in una sala della città sepolta. Allora non c’è più tempo ed è come non essersi mai persi e non essersi mai incontrati; Non ci sono più scelte né destini, né occhi che fuggono, né occhi che cercano, poi ritorna il sole, oltre la sabbia, e scopro che non hai tempo per questa vita, e che gli attimi non hanno più tempo.
11 Maggio 2007
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Attraverso la strada distratto
Attraverso la strada distratto mentre ti allontani fra i rumori, forse perché vorrei morirti davanti mille volte, e mille volte ancora, e così finire tutte le vite che inventai lontano dai tuoi occhi, ma tutto resta tranquillo, e tu come sempre sei voltata e lontana, così i miei occhi restano bassi e tutte le stupende parole diventano pesanti come sassi, che si lasciano confondere dalle correnti nella profondità del mare, dimenticate, come memorie di sogni mai vissuti.
La candela non vuole perdere la sua luce e a consumarsi non è stata mai così felice, ma ditemi, cosa vuol dire amaro se non dare gambe alla volontà altrui, ma ditemi, cosa vuol dire amare se non fare un po’ di luce e di cera che unisca monadi perse nel buio.
Poi, con un sorriso ad occhi stretti, rotolando verso casa; In un vetro impolverato di un’ auto mi pettino, e sono già pronto per un'altra vita. |
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DA QUANDO TI HO PERSA NON HO PIU’ PAURA.
Ricordo Un pullman tremare Nel freddo di un Natale E due occhi Prima di mille attimi di colla I tuoi occhi di neve
Sarebbe stato così facile morire Ma allora me ne andai dopo un sorriso
Ricordo un uomo solo Camminare nella pioggia Attraversare le strade distratto E un pensiero: Da quando ti ho persa non ho più paura Da quando ti ho persa non ho più paura
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lontana A. sono giorni senza suoni e senza voci
Nella città per le strade fra i palazzi torna il rumore del tempo
E se c’è vento è un vento di silenzio e se c’è sole è un sole spento
Le spiagge si stendono immobili diamanti come sabbia e le gemme più belle come sassi
In quei giorni in quei giorni quanti sogni
Nei giorni in cui ritorni ho gli occhi chiusi
10 Giugno 2007
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