Luigi Ventriglia

Dalla raccolta "Oggetti levigati ed altri 76 pensieri nel tempo"

Non_hanno_tempo Attraverso_
la_strada_distratto_
DA_QUANDO_TI_HO_PERSA
_NON_HO_PIU’_PAURA.
I_giorni_
in_cui_torni
e_poi_
ci_sono_io_
Vorrei_che_le_mie_parole

 

 

e poi ci sono io

 

 

C’è chi ha edificato

paradisi e inferni

con qualche verso

con poliuretano espanso

e con cartone

e chi si è fatto una posizione

acquistando solo qualche televisione

chi si gratta la pancia per una vita intera

dopo aver scritto i versi di una sola canzone

e chi fa l’attore

gentile onesto e delicato

ma poi ha una busta di neve in tasca

anche quando accompagna la moglie al supermercato

e c’è anche qualche vecchio

che morde caparbio una giarrettiera

spigliato e menefreghista

nonostante gli anni e la sua dentiera

e poi ci sono io

fatto di tutto e di niente

polvere di stelle

e costola di Eva

e poi ci sono io

che non mi basta niente

do un morso al pane

e già penso alla pastiera

e poi ci sono io

maestro di tutto e di niente

che faccio capoeira

solo per picchiare tutta quella gente

e ci sono io

con un solo desiderio

senza broncio

senza lacrime

e nessun grido accorato

in attesa che tu sappia

solo quanto t’ho amato.

 

 

 

 

 

 

 

Vorrei che le mie parole

Vorrei che le mie parole

ti arrivassero leggere come l’aria

dopo un bacio di sole e fiori

e senza forza, senza voce,

come mille desideri

e poi vorrei,

vorrei i tuoi occhi

in un sorriso,

uno solo

ed una vita,

un’ora intera

per ballare col naso perso

nel tuo collo profumato

e lungo lungo, quas’infinito.

E allora,

allora ad occhi chiusi,

non ci sarebbero pensieri, desideri

e non ci sarebbe il cuore

e la cura per la vita,

bagaglio di furbizia e di paure,

ed allora,

allora non ci sarei più io,

il mio passato ed il futuro,

ma solo un uomo che danza,

ad occhi chiusi,

con lo sguardo perso

in un panorama infinito.

Ora,

mentre guardo il mare

agitarsi a spicchi

oltre la ringhiera,

penso che chissà,

chissà forse un giorno,

forse oltre l’ultima onda,

proprio lì, dove cade il sole,

avrò  un’ora anch’io

per ritrovare i tuoi occhi lontani,

per l’ultimo ballo

ed il primo sorriso.

 

Fra queste mura bianche,

nel silenzio di sale e di vento,

sei saputa tornare,

come del resto, in ogni momento,

come allegria e tristezza,

rimorso e speranza

e attesa, attesa,

come polvere ai margini di una stanza;

ma oltre questo attimo breve

resta sempre la vita e tutti i suoi rumori,

così, quando tutte le parole non dette

cesseranno di volermi parlare,

indosserò uno straccio di quotidianità

ed andrò a pescare.

Saranno pesci piccoli

per qualcosa di rumoroso,

di sorridente e normale,

per una festa forse,

o per un breve amore.

 

 

                       Ischia, 3 Settembre 2007

 

 

 

 

 

Non hanno tempo

 

La vita ha sorrisi,

e discorsi distratti

e mille baci veloci,

ma è solo in queste parole

che ti ritrovo

e vivo,

e sono parole senza senso,

sogni che non vissero

neanche il buio di una notte;

ma ci sono attimi,

attimi in cui trovarti

in un volto confuso,

e percorrere strade dimenticate,

e precipitare sotto un cielo di sabbia,

forse in una sala della città sepolta.

Allora non c’è più tempo

ed è come non essersi mai persi

e non essersi mai incontrati;

Non ci sono più scelte né destini,

né occhi che fuggono,

né occhi che cercano,

poi ritorna il sole,

oltre la sabbia,

e scopro che non hai tempo

per questa vita,

e che gli attimi non hanno più tempo.

 

 

 

11 Maggio 2007

 

 

Attraverso la strada distratto

 

Attraverso la strada distratto

mentre ti  allontani fra i rumori,

forse perché vorrei morirti davanti

mille volte,

e mille volte ancora,

e così finire tutte le vite che inventai

lontano dai tuoi occhi,

ma tutto resta tranquillo,

e tu come sempre sei voltata

e lontana,

così i miei occhi restano bassi

e tutte le stupende parole

diventano pesanti come sassi,

che si lasciano confondere dalle correnti

nella profondità del mare,

dimenticate,

come memorie di sogni mai vissuti.

 

La candela non vuole perdere la sua luce

e a consumarsi non è stata mai così felice,

ma ditemi, cosa vuol dire amaro

se non dare gambe alla volontà altrui,

ma ditemi, cosa vuol dire amare

se non fare un po’ di luce

e di cera che unisca

monadi perse nel buio.

 

Poi,

con un sorriso ad occhi stretti,

rotolando verso casa;

In un vetro impolverato di un’ auto mi pettino,

e sono già pronto

per un'altra vita.

 

 

 

 

 

DA QUANDO TI HO PERSA NON HO PIU’ PAURA.

 

 

Ricordo

Un pullman tremare

Nel freddo di un Natale

E due occhi

Prima di mille attimi di colla

I tuoi occhi di neve

 

Sarebbe stato così facile morire

Ma allora me ne andai dopo un sorriso

 

Ricordo un uomo solo

Camminare nella pioggia

Attraversare le strade distratto

E un pensiero:

            Da quando ti ho persa non ho più paura

             Da quando ti ho persa non ho più paura

 

 

 

 

 

I giorni in cui torni

lontana A.

sono giorni senza suoni

e senza voci

 

Nella città

per le strade

fra i palazzi

torna il rumore del tempo

 

E se c’è vento

è un vento di silenzio

e se c’è sole

è un sole spento

 

Le spiagge si stendono immobili

diamanti come sabbia

e le gemme più belle come sassi

 

In quei giorni

in quei giorni

quanti sogni

 

Nei giorni in cui ritorni

ho gli occhi chiusi

 

 

                           10 Giugno 2007

 

 

 

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