Lucesoli Matteo 

 

Lo specchio "LA PORTA APERTA" Canzone semplice AMORE E ODIO I TUOI COLORI
LASCIAMI SOGNARE QUATTRO SOLDI RICORDI DI UN GIORNO QUALUNQUE L'EPILOGO  

 

Lo specchio

 

Scruto, a volte, il mio viso.

Usa il sorriso come scudo,

usa una smorfia per un ripudio.

Scavato da poche rughe

che hanno poco da raccontare,

ma sempre tanto da dire.

 

Il mio viso, a volte,

si guarda negli occhi,

altre volte si sputa addosso.

Ogni tanto è baciato dalle lacrime,

a volte figlie del dolore,

altre, sorelle di felicità.

 

Il mio viso, ogni tanto,

è accarezzato dalla luna,

per ignorare l’ingombrante sguardo

della solitudine,

per dimenticare la fastidiosa

luce di un sole.

 

 

 

"LA PORTA APERTA"



Quando la mente dell'ignoranza
toccò la bocca dell'ipocrisia,
io me ne stavo seduto a guardare,
godendomi il pacchiano sorriso.

Canzone semplice

 

Se passa il tempo e non ci vediamo,

non pensare di avermi perso.

Se non piove per molti mesi,

non significa che non possa piovere domani.

 

Se a volte ti nego un sorriso,

non credere che non sia felice nel vederti.

Magari qualcuno mi ha tolto quel sorriso

e vorrei che fossi tu a ridarmelo.

 

Se baciandoti non chiudo gli occhi

non pensare che non sia emozionato,

forse voglio solo frugare tra le tue vibrazioni

 

Se camminandoti accanto non ti stringo la mano,

non pensare che ti abbia lasciata.

Forse vorrei solo giocare a cercarla

e provare la gioia di scoprirti di nuovo.

 

Se dovessi sorprendermi in un lungo silenzio

non avertene, sogna.

Perché io starei sognando di te

e non vorrei svegliarmi.

 

AMORE E ODIO



Odiare l'alcool,
così amico della penna.

Odiare il pensiero,
così amico dell'oblio.

Amare il sogno,
così degno d'essere.

LASCIAMI SOGNARE

 

Vola farfalla verso fiori lontani,

raccontami che sapore hanno quei frutti.

Parlami di quel nettare che non assaporerò mai.

Lasciami sognare.

 

Fammi addormentare pensando a campi fioriti,

ma lasciami sognare.

Non accarezzare le mie ali.

Lascia che io voli.

 

QUATTRO SOLDI

 

 

Raccontami bambino,

cosa ti hanno fatto?

Hanno sporcato di sangue le mura della tua città.

Hanno pensato di poterti rubare i sogni con fucili e bastoni.

 

Ti hanno umiliato, bambino.

Volevano farti credere che questa è la vita,

che il più forte scriverà sempre legge

e i deboli saranno sempre sfruttati.

 

Raccontami, chi ti ha messo in mano quella bottiglia

Chiedendoti in cambio emozioni;

chi ti ha infilato quell’ago,

chi ha potuto farlo per quattro soldi?

 

Ascolta bambino,

li senti ancora quei brividi?

Lotta per i tuoi ideali rantolanti,

non lasciare che muoiano.

 

Li vedi loro?

Hanno paura di te, non lasciare che ti soffochino.

Continua ad amare, sogna e piangi e ridi. Urla se ne hai bisogno.

Li vedrai morire tutti sotto i colpi del tuo amore.

   

 

 

RICORDI DI UN GIORNO QUALUNQUE

 

Anche stanotte sono tornato a casa, solo.

Dopo due parole con vecchi compagni

e un bicchiere di vino,

dolci abitudini della mia quotidianità.

 

Ho guardato il mare, scuro.

Scura è la notte

e le nuvole gonfie all’orizzonte,

futili punti interrogativi sul mio domani.

 

Forse domani non pioverà,

forse vedrò il sole domani.

 

Il mio cuore è accarezzato da lacrime che,

come rugiada,

bagnano vecchie emozioni,

passati sentimenti.

 

Poi la luna, la luce che abbraccia

e rischiara nuove sensazioni,

brividi ancora acerbi.

Ma adesso apro gli occhi e credo.

 

Forse vedrò il sole domani,

forse domani sarà ancora tutto lì.

 

Forse domani sarà ancora questo balcone

a farmi compagnia.

Due compagni e un bicchiere di vino

a scrivere una poesia.

 

 

 

L'EPILOGO

 

Ed ora è finito tutto.

Rimane il debole sorriso

Di chi sa di amare.

La tenue smorfia di dolore

Di chi sa di non poterlo fare.

Rimane il ricordo.

 

Mi si conceda, allora,

un’altra bottiglia,

per saziare lo stomaco e l’anima.

E mi si conceda, allora,

un brindisi ai giorni felici,

alle carezze, agli abbracci

e agli ormai pochi sorrisi.

 

I TUOI COLORI


E' rimasta solo una tela bianca,

orfana dei suoi ricami,

priva delle sue fantasie.

E vorrei ancora renderla unica

 

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