| Lo specchio | "LA PORTA APERTA" | Canzone semplice | AMORE E ODIO | I TUOI COLORI |
| LASCIAMI SOGNARE | QUATTRO SOLDI | RICORDI DI UN GIORNO QUALUNQUE | L'EPILOGO
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Scruto, a volte, il mio viso. Usa il sorriso come scudo, usa una smorfia per un ripudio. Scavato da poche rughe che hanno poco da raccontare, ma sempre tanto da dire. Il mio viso, a volte, si guarda negli occhi, altre volte si sputa addosso. Ogni tanto è baciato dalle lacrime, a volte figlie del dolore, altre, sorelle di felicità. Il mio viso, ogni tanto, è accarezzato dalla luna, per ignorare l’ingombrante sguardo della solitudine, per dimenticare la fastidiosa luce di un sole.
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"LA PORTA
APERTA" |
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Se
passa il tempo e non ci vediamo, non
pensare di avermi perso. Se
non piove per molti mesi, non
significa che non possa piovere domani. Se
a volte ti nego un sorriso, non
credere che non sia felice nel vederti. Magari
qualcuno mi ha tolto quel sorriso e
vorrei che fossi tu a ridarmelo. Se
baciandoti non chiudo gli occhi non
pensare che non sia emozionato, forse
voglio solo frugare tra le tue vibrazioni Se
camminandoti accanto non ti stringo la mano, non
pensare che ti abbia lasciata. Forse
vorrei solo giocare a cercarla e
provare la gioia di scoprirti di nuovo. Se
dovessi sorprendermi in un lungo silenzio non
avertene, sogna. Perché
io starei sognando di te e non vorrei svegliarmi.
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AMORE E ODIO |
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Vola
farfalla verso fiori lontani, raccontami
che sapore hanno quei frutti. Parlami
di quel nettare che non assaporerò mai. Lasciami
sognare. Fammi
addormentare pensando a campi fioriti, ma
lasciami sognare. Non
accarezzare le mie ali. Lascia
che io voli.
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Raccontami
bambino, cosa
ti hanno fatto? Hanno
sporcato di sangue le mura della tua città. Hanno
pensato di poterti rubare i sogni con fucili e bastoni. Ti
hanno umiliato, bambino. Volevano
farti credere che questa è la vita, che
il più forte scriverà sempre legge e
i deboli saranno sempre sfruttati. Raccontami,
chi ti ha messo in mano quella bottiglia Chiedendoti
in cambio emozioni; chi
ti ha infilato quell’ago, chi
ha potuto farlo per quattro soldi? Ascolta
bambino, li
senti ancora quei brividi? Lotta
per i tuoi ideali rantolanti, non
lasciare che muoiano. Li
vedi loro? Hanno
paura di te, non lasciare che ti soffochino. Continua
ad amare, sogna e piangi e ridi. Urla se ne hai bisogno. Li
vedrai morire tutti sotto i colpi del tuo amore.
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RICORDI
DI UN GIORNO QUALUNQUE Anche
stanotte sono tornato a casa, solo. Dopo
due parole con vecchi compagni e
un bicchiere di vino, dolci
abitudini della mia quotidianità. Ho
guardato il mare, scuro. Scura
è la notte e
le nuvole gonfie all’orizzonte, futili
punti interrogativi sul mio domani. Forse
domani non pioverà, forse
vedrò il sole domani. Il
mio cuore è accarezzato da lacrime che, come
rugiada, bagnano
vecchie emozioni, passati
sentimenti. Poi
la luna, la luce che abbraccia e
rischiara nuove sensazioni, brividi
ancora acerbi. Ma
adesso apro gli occhi e credo. Forse
vedrò il sole domani, forse
domani sarà ancora tutto lì. Forse
domani sarà ancora questo balcone a
farmi compagnia. Due
compagni e un bicchiere di vino a
scrivere una poesia.
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Ed ora è finito tutto. Rimane il debole sorriso Di chi sa di amare. La tenue smorfia di dolore Di chi sa di non poterlo fare. Rimane il ricordo. Mi si conceda, allora, un’altra bottiglia, per saziare lo stomaco e l’anima. E mi si conceda, allora, un brindisi ai giorni felici, alle carezze, agli abbracci e agli ormai pochi sorrisi.
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I
TUOI COLORI E' rimasta solo una tela bianca, orfana dei suoi ricami, priva delle sue fantasie. E vorrei ancora renderla unica |