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AMICA CHIUSA DI SETTEMBRE VOGLIA DI PRIMAVERA Uomini,Silenzi INASPETTATA AMNESIE URLERO' DOMANI
 
COSA POTREI Nel Brusio LAVANDAIE
 
TRASVOLATE UN FIORE TEATRINO RICORDI PROVA A SOGNARE ILIADE CON AMORE E CON ODIO ROSE GIALLE I POETI STRAZIATI Parole Malate
PAROLE MALATE (parte seconda) RIPARTIRE SALICI IO SONO DOVE SEI PER IVANA BREVISSIMA D’AMORE STANCO In braccio Come un sole
Ma che pensieri… UCCELLINI GUARDA GIU' COME PIUME

 

 

AMICA

Mi fa rabbia
la pena che ti strozza
amica
e che controlli con l’orgoglio
di un’angoscia silenziosa.

Mentre ti giri dentro il letto
al buio della stanza
chiedi
il perché di questi giorni
di questa vita senza cuore.

Da un incantesimo a tempo
da una fretta inesperta
deriva
e da una madre invadente
da una perdita atroce.

Ma che importa
che fosse scritto oppure no
piangi
e l’assenza della speranza
incede dai tuoi occhi tristi.
 

 

 

 


 
CHIUSA DI SETTEMBRE

Ah se tu fossi qui
nella chiusa di settembre…
Cammineremmo sull’erba del sentiero
lasciando la tua mano
passeggiare tra i miei capelli
e le mie dita
tamburellare sui tuoi fianchi.

Potrei parlarti delle mie nebbie
delle rane vaganti tra le stoppie
delle rondini sul filo
e di tutti i giochi d’amore
nascosti tra le foglie.

VOGLIA DI PRIMAVERA

Ho voglia di primavera
di quei fiori nella memoria
di passi a ritroso
nella giovinezza spensierata.

Ho voglia di rivedermi
senza la piccola solitudine
a scalare le rive dei fossi
con la tua mano da aiutare.

Andavo col mio cane
col mio bastone magico
coi miei nemici inermi
e fantasie mai finite.

A te che eri nella mia idea
sembrava strano che non ti vedessi
a me impossibile
pensare che ci fossi.

 

 

 

 

 


 

Uomini,Silenzi

Protetto da una maschera mutevole
da veloci cambi d’abito
inaffidabile
muove l’attacco frettoloso
perché non sa
resistere
al gelido terrore del silenzio.
Teme lo smacco
l’abbandono
la nudità improvvisa
la strage del suo io.
Non ha parole intelligenti
o slanci di bontà
non ha umiltà.
Ribatte alla paura
con la paura
brandisce il suo silenzio
come una spada devastante
e cala
il gelido fendente
sullo sguardo ferito.
 

 

 


INASPETTATA

Sbocci tra i pensieri
come una rosa inaspettata
contraria alle stagioni.

Profumi di mosto
e di cielo.

Le tue guance sono petali
fecondi di rugiada.
 
AMNESIE

Sento un mattone dentro al petto
quando penso al tuo
vagabondare sospiroso
in stanze che prima svuoti di ricordi
e poi riempi di amnesie.

Con esse impasti
grigio cemento al quarzo
e formi intonaci graffianti
che imbrattano il velluto
e sigillano tristezze dentro l'anima.

Altro non v'è lì dietro
tutto buttato via
oppure rubato.

Non reggo a questo peso
non respiro e non ragiono
devo darti un sussulto di coraggio
l'incoscienza di un ragazzo
la voglia di sudore
e di capelli.

E il minimo pudore
di una lacrima rintanata appena
negli angoli degli occhi.
 

 

 

 


 

URLERO' DOMANI

Urlerò domani
guardando il cielo
il tuo nome amato
e quello che tu sei.

Sorriso che passi
accendi la poesia
e la preghiera
il sogno
i bambini che siamo
e i voli d'amore.


COSA POTREI

Cosa potrei darti se non un sorriso
e come vorrei vedere il tuo
o almeno gli occhi.
Della fatica che tu canti
e dei difficoltosi eventi
io conosco il sapore
ma non mi resta l'amaro tra i denti.
Guardavo il sole
e strizzavo gli occhi
ero tra il fieno
pensavo a te.
E' bagnato di luce il mio sorriso
di caldo amore
ed è per me
il tuo dono da lontano.

 

 

 


 

Nel Brusio

Tu
sei in fondo ad una valle lontana
ma io ti scorgo
punto luminoso
nel brusio delle cose
che non sono tue.

 
LAVANDAIE

Ricordi le antiche lavandaie?
inginocchiate presso il fiume
o ai bordi di una vasca
con l'asse per lavare
e forza di braccia nude
a sfregare e storcere
ruvidi panni
vestiti duraturi
lenzuola pudiche
e storie di casa.

Saponi aspri
colavano fuori
sporcizie e igiene
colori di corpi
e umori di vita.

Si alzavano poi
stendevano le ginocchia bloccate
e i panni risciacquati
al sole e al vento
era come salpare ad una vita nuova
e scordare nel profumo pulito
il ripetersi dei giorni.

Stasera mi sento così
chino sul mio legno
ti prendo tra le mani
come creta da modellare
ti sfrego e ti insapono
ti sbatto con forza
sento il rumore della frustata
poi rubo l'acqua
dalla corrente del fiume
e affogo la tua malinconia
la lavo via.

Al sole e al vento del mio bacio
ti asciugherai
per quel breve tempo in cui
non sarai più
velo da indossare.

 

 

 

 

 

 

TRASVOLATE

Sto sorvolando
il profumo del tuo cuore
negli spazi d'anima vietati
da sempre
inviolati.

In compagnia di rondini
e aironi senza patria
vado su e giù
tra vuoti d'aria
e correnti ascensionali
con gli occhi chiusi
cullato da un amore
che nessuno sa.
 
UN FIORE

C’è un fiore fuori dal tuo uscio
donna della mia notte
puoi trovarlo tra le mie impronte
lasciate sull’assito
mentre ti tenevo in braccio.

Te l’ho portato ora
mentre non c’eri
e nemmeno lo immaginavi
non mi hai sentito
hai ancora gli occhi chiusi.

 

 

 


 

TEATRINO

Le cime dei pini
come cappucci di maghi danzanti
burattini.
Io e te
seduti accanto
coi cuori attenti
le gambe tese
gli occhi incantati
le mani strette.
 
RICORDI

Nessuna porta ho chiuso ai ricordi
sono loro che tornano
con impeto violento
e sembra che ne debbano sfondare mille.
Non tornano solo i giorni dell’amore
in quelli mi sciolgo
mi ritrovo uguale
non sono ricordi quelli.

Ma in fondo che ricordi ho io?
Non ne ho mai voluti
ognuno porta con sé un giudizio
e la mia immagine di piccolo uomo
e la paura e il rifiuto.

Tu non ci crederai
avrei voluto essere come te
straripante.
Ma tu ti ritrovi dimezzata
con la stessa paura e lo stesso rifiuto
e mi dici
che vorresti essere come me.

A noi tocca questo amore
per comprendere
per rifiatare
per dirci queste parole pazze.
E per sapere che solo tu
e forse solo io
le possiamo capire.

 

 

 

 



PROVA A SOGNARE

Prova a sognare scontrosa ribelle
lascia il cervello scorticato
lanciati in volo
come un angelo
che si butta dal cielo scordandosi le ali
e con gli occhi caleidoscopici
che si infiammano arrivando a terra.

Rimbalza sulle foglie e sull’erba
scivola sul mare
infilati nelle caverne
sbuca dagli anfratti
siediti e ridi
solleva la maglietta sudata
rituffati!

Allarga le tue braccia
mostra a tutti com’è grande il tuo sogno
così a braccia aperte
non ti servono le ali
angelo stanco
potrai dormire
come da piccola
sogno nel sogno.
 
ILIADE

Torni dal giorno
in cui hai combattuto contro il dolore
contro l’orgoglio stupido
lasci cadere la tua generosa spada
pesantissima ormai
sei viva e vittoriosa.
Ora stendi la tua spossatezza su di me.
Questa notte
fare l'amore non è desiderio
è solo fondersi in unica pelle.
La tua stanchezza mi copre.

Hai deposto ai piedi dell’alcova
il tuo tormento di fede e di paura
mio guerriero stremato
stai sdraiata nella tenda
accanto a me
tuo giaciglio e tua sentinella.

E’ vero.
Non eri sola
gli avi invocati al tuo fianco
tenevano aperta la volta del cielo
io ero con te
sfidavo il fato
ero il tuo spirito e il tuo coraggio
ma l’eroe eri tu
eri tu che offrivi il petto
i battiti del cuore
e lo sgorgare del sangue.

 

 

 

 


 

CON AMORE E CON ODIO

Perché guardo
con amore e con odio
i bambini?
Con amore perché ne sono il frutto
con odio
perché vedranno la mia disfatta.
ROSE GIALLE

Rose gialle sul nostro cammino
catturavano il tuo sguardo
incapace di posarsi su di me
e liberavano il racconto
di quei fiori sprezzati davanti a lei
per non essere tu.

Rose gialle ci ridavano aria
dopo il tuo abbraccio selvaggio
e il mio amore impacciato
mentre trovavo la tua mano
e poco prima che perdessimo il respiro.

Rose gialle e gioiose
come il tuo grido improvviso
infantile e quasi spensierato.
Io stavo con te
trasportato nel tempo e nello spazio.

Rose gialle e profumi
nel sorriso del mio ricordo
dei colori vivaci sul tuo viso
e di tutte le nostre parole
finalmente trasfuse dentro l’abbraccio.

 

 

 

 

 

 

I POETI STRAZIATI

Tarda serata di sabato afoso
Il piccolo centrocampista
disegnava poetiche traiettorie
lanciando i compagni verso la porta.

Poi hanno perso
ma era una bella partita.
Forse anche una metafora.
I poeti straziati
spesso beccano gol
e finiscono pure per farci l'abitudine.
Sarà colpa dell'allenatore?
Farò un corso a Coverciano
tu preparami un posto e scalda i muscoli.
Quelli del tuo bel volto
quelli che servono a sorridere.

PAROLE MALATE (parte seconda)

Sta scritto sul portone a lettere stampate
concesse son le visite ad ore comandate
ammessi son soltanto stretti parenti e affini
fratelli e genitori, al massimo i cugini
gli altri visitatori anche se portan doni
un rapido passaggio e fuori dai coglioni.

Stavo bloccato sul ciglio di quell’uscio
incerto se tacer o uscire dal mio guscio
cercando di capir la forma del mio vizio
se fossi in casa altrui o in pubblico esercizio
se in nosocomio di pubblica struttura
o luogo riservato a una privata cura.

Ma la risposta stava nel gioco delle parti
di alcuni dei primari in visita ai reparti
premurosi e attenti alle rime tremanti
dei lor discepoli degenti ed osannanti
mentre i monelli infetti lasciati sulla via
pubblicar possono altrove, e così sia.

RIPARTIRE

Mi piace pensare
a quando ti prendo per mano
e ti accompagno
nelle pieghe del tuo essere
tra i ricordi
del mondo da cui provieni,
tra sentimenti che ti appartengono
e in ciò che ti hanno insegnato.

Così mentre io guardo te
e lascio che tu mi scopra
mi accorgo che anche tu ti riscopri
e per fortuna
tutto diventa un punto fermo da cui ripartire
e non un massacrante rito di rimpianto.

Non resta che chiederci cosa sia il tempo
mostro implacabile, ma prostrato
ai piedi del momento in cui diventa chiaro
il senso della nostra vita.

 

 

 

 

SALICI

Amarti tra le foglie dei salici
piegarti a me
vincerti
farti risalire
di nuovo flessuosa
mai spezzata
docile tra le mie mani.

Dita come rami
fuscelli intrecciati
nodosi, pungenti
stretti
inestricabili.

Sotto il vento dell’amore
volgere il capo
alzarsi nel desiderio di un bacio
crollare sfiniti
stormire le parole d’amore
i sussurri
i sospiri gementi
lo smarrimento del saluto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IO SONO

Io sono l’amore che sta sulla punta delle dita
Nella carezza più leggera
Nei baci sugli occhi
Nelle carezze sui capelli.

Sono il volo nel cielo lontano
Impalpabile
Presente sempre, crudele.

Sono tutto quello che c’è fuori da un letto
Io che non ho un letto per te
Solo vicoli stretti, angoli bui.

Sono il fuoco amato perché è fuoco
L’incendio che lascia solo l’odore del fumo
La tosse che non passa
Soffocante.

Io sono rugiada su di te
Io ti amo
Con le mie mani vuote che riempio di sogni.
 

DOVE SEI

Piango tenendomi il volto
più leggero e fragile di un relitto.
In mezzo.

Si confondono la partenza e l'approdo
l'origine e la fine.
Una corrente senza scia
porta via tutto,
galleggio
non so niente, non sono.

Mulinello ridammi l'orizzonte!
chiudi i miei occhi lacrima
non vi è cielo per me
non v'è porto...

Bonaccia.

Tutto fermo
nemmeno il dolore si ricorda di me.
Respiro ancora
posso essere una piccola nave.

Dove sei voce che muovi il mare?
Prendimi adesso
fammi conoscere la spiaggia dell'amore.
Mi scioglierò
sarò il granello più piccolo
ma sarò parte di te.

Origine e fine.
Guarderò i gabbiani e la mia rondine
raccoglierò il tuo eco.

 

 

 


 

PER IVANA

Condividere un dolore ci fa sentire piccoli
ci fa tornare bambini
come quando stavamo seduti fuori
su un gradino di pietra
a lanciarci i sassolini per dispetto
a fare merenda
a seguire le formiche che trasportavano soverchianti briciole
e ci pareva dovessero schiantare da un momento all’altro.

Invece no.

Le guardavamo entrare ed uscire dal nido
come te
che entri ed esci dalla vita
e hai una luce che ti incornicia il volto.
 
BREVISSIMA D’AMORE

Amore mio piccolo
da portare via da ogni tempo
da ogni storia
per cominciarne una tutta nuova eppure già scritta
con tutti i tuoi sogni mai capiti
ma limpidi dentro me.

STANCO

Stanco.
Mi impasto e risollevo
Come un cingolo nel fango
Brutto, sconvolto
Scarmigliato

Sporco.
Spalmato di ogni melma
Invischiato in cento pantani
Ognuno diverso.

Lento.
Sovraccarico di troppe fatiche
Risucchiato verso il fondo
Annaspo impercettibile.

Spento.
Senza sensi
Senza occhi
Senza membra.

Morto.
Vinto davanti al giorno che non termina
Incapace di dare ancora.
Terra da sepolcro.

 

 

 

 

In braccio

Ti ho presa in braccio donna sconosciuta
leggera
hai rannicchiato sul mio petto
il tuo deriso sogno d’amore
nascondevi il viso
respiravi.

Senza rispetto ho scardinato il tuo guscio
ruvido
ti ho inebriata con l’odiata tenerezza
ho preso l’essenza del cuore aspro
sulla scia del tuo desiderio negato.

Tacevi.

Vieni qui
dicevo
tu che non vuoi la tenerezza.

Ad occhi chiusi
Il tuo sorriso risaliva la vita.

Parole Malate

Ecco il Pinocchio malandato
col consiglio dei sapienti radunato
tutti schierati intorno al capezzale
a sentenziare: ma costui sta male!

Ha un fil di voce e pallido il faccino
dolori al cuore e fitte all’intestino
ma quello che lo rende disperato
è guadagnar coscienza del suo stato.

Non sa che far, se dice cosa vera
vedrà negarsi anche la pancera
se invece lascia la bugia che esce
ha sempre sto nasone che gli cresce…

Sembra segnato l’orribile destino
Dentro una fossa, là, nel cimiterino

Leva la voce il primo dottorone
parla per tutti, ha il piglio di solone
Io amputerei ogni parola che non so capire
trapianterei quelle che anch’io so dire.

Levare ad un poeta le parole sue
è come sbacellare un toro e farne un bue.

Ora io spero che nessun s’incazzi
piuttosto, prego, dateci dei pazzi
all’Antonella, a me ed a chiunque osa
guardar anche le spine e non solo la rosa.

 

 

 

 

 


 

Come un sole

Mi piace essere come un sole
scaldare risplendere emanare
i sorrisi come raggi di luce
e la dolcezza come un tepore.

Mi piace essere stella polare
guidare anche nel buio i cuori
sentire la fiducia di chi non ha
che mete desolate e ultime.

Mi piace sapere cosa sono io
un minuscolo lume di candela
ma in nessun antro hai mai avuto
paura stringendomi tra le mani.


Ma che pensieri…

Verrà un giorno la morte
ma non sarà la mia, quella che non temo
sarà quella che mi tocca
quella di chi amo.

Facile la forza della fronte alzata
e la sincerità nel porgere coraggio
ma non era dei miei
da tempo.

Io non lo so come sarò
so che piangerò
io non sono un uomo che sa trattenere le lacrime.

E avrò bisogno di tutti i cesti che ho riempito di parole
per dirti che cos’è questo mistero
e anche di quelli che mi hai rovesciati addosso
perché parevano offese.

E chissà se sarò forte
se avrò la consolazione che ho dato a te
facendoti piangere
quando sarò solo
così solo come non sono stato mai.

 

 

 

 

 


 

UCCELLINI

Vedo, passando sul sentiero,
la tua finestra chiusa
il mio sguardo picchietta contro i vetri
ti chiama,uccellino,
vuole che dal tuo sonno si schiuda
quel sorriso felice
che saltella sui tuoi anni incompresi.

Senza sosta muovi il capo
alzi e abbassi la coda,
nella tua frenetica voglia di vivere
io trovo mille motivi d’amore.

Solo un vetro tra noi
e la punta del tuo becco segue la mia
come davanti a uno specchio
facciamo le stesse cose
siamo uguali.

Io rinuncio al mio volo libero
aspetto che tu esca dal tuo volo rinchiuso
è solo un vetro
fanno rumore le tue ali vibranti
mostri il petto e il cuore che affiora
mentre mi chiami a portarti via.

GUARDA GIU'

Guarda giù
lì c'è la città degli uomini
Che cose pazze!
Cercavamo rifugio da loro
in torri disperate
Adesso solo loro saranno il rifugio
dalle nostre emozioni.
Abbiamo messo tutto al sicuro.
Pazzi!
Potevamo fidarci della incerta memoria
invece abbiamo scritto
e fermato il tempo.
Tempo senza ossigeno
terremoti che non passeranno mai.
Brucia tutto!
Come faremo?
Non c'è cura per il cuore che scoppia.
Guarda giù amore
io ti ho portato tra loro perchè con me
sopravvivere è impossibile.
Con te
sono un cigno
dal capo chino
e lacrime trattenute
ali che si aprono
in voli
precipitosi e ciechi.
 

 

 

 

 

 

COME PIUME

Come piume.
Siamo così
piume volteggianti mosse dal vento
piume leggerissime confuse tra tante.
Solitarie e senza importanza, lontane, sconosciute.

Niente poteva avvicinarci
mondi diversi ci avevano originati.
Impossibile anche pensare
che tu potessi esistere per me
o io per te.

Poi, un giorno il vento si è arrestato.
Sempre volteggiando abbiamo cominciato a scendere verso terra lentamente ma irrimediabilmente.
Un po’ a destra, un po’ a sinistra
un volteggio, poi un altro.
Migliaia di piume come noi, intorno a noi.

Io ero già a terra quando ti sei posata su di me.
Tra tutte, tu su di me
ed io steso con le mia braccia spalancate ad accoglierti.
Pareva che volessi attutire il tuo atterraggio
perché non ti facessi male
che sciocco
sei la piuma più leggiadra, mai ti saresti ferita.

Il vento tace ancora e siamo così
come una piuma sola.
Se si alzerà non ci separerà
voleremo insieme, leggeri.
Non ci sarà più una piuma da incontrare per caso.
Ad occhi chiusi o ad occhi aperti
ci sarà sempre il tuo colore per me.
E tu avrai braccia lunghissime per non mollarmi mai.

Dirai così…
visto da terra
posata su di te
il cielo non è mai stato così bello
io che nel cielo ho volato solo tra le tue braccia l’ho visto.

Io non dirò nulla.
Io che parlo sempre troppo
quando taccio è perché ho il cuore gonfio.
Di te.
 

 

 

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