|
AMICA
Mi fa rabbia la pena che ti strozza amica e che controlli con l’orgoglio di un’angoscia silenziosa. Mentre ti giri dentro il letto al buio della stanza chiedi il perché di questi giorni di questa vita senza cuore. Da un incantesimo a tempo da una fretta inesperta deriva e da una madre invadente da una perdita atroce. Ma che importa che fosse scritto oppure no piangi e l’assenza della speranza incede dai tuoi occhi tristi.
|
|
|
CHIUSA DI SETTEMBRE
Ah se tu fossi qui nella chiusa di settembre… Cammineremmo sull’erba del sentiero lasciando la tua mano passeggiare tra i miei capelli e le mie dita tamburellare sui tuoi fianchi. Potrei parlarti delle mie nebbie delle rane vaganti tra le stoppie delle rondini sul filo e di tutti i giochi d’amore nascosti tra le foglie. |
VOGLIA DI PRIMAVERA
Ho voglia di primavera di quei fiori nella memoria di passi a ritroso nella giovinezza spensierata. Ho voglia di rivedermi senza la piccola solitudine a scalare le rive dei fossi con la tua mano da aiutare. Andavo col mio cane col mio bastone magico coi miei nemici inermi e fantasie mai finite. A te che eri nella mia idea sembrava strano che non ti vedessi a me impossibile pensare che ci fossi.
|
|
Uomini,Silenzi
Protetto da una maschera mutevole da veloci cambi d’abito inaffidabile muove l’attacco frettoloso perché non sa resistere al gelido terrore del silenzio. Teme lo smacco l’abbandono la nudità improvvisa la strage del suo io. Non ha parole intelligenti o slanci di bontà non ha umiltà. Ribatte alla paura con la paura brandisce il suo silenzio come una spada devastante e cala il gelido fendente sullo sguardo ferito.
|
INASPETTATA
Sbocci tra i pensieri come una rosa inaspettata contraria alle stagioni. Profumi di mosto e di cielo. Le tue guance sono petali fecondi di rugiada. |
|
AMNESIE
Sento un mattone dentro al petto quando penso al tuo vagabondare sospiroso in stanze che prima svuoti di ricordi e poi riempi di amnesie. Con esse impasti grigio cemento al quarzo e formi intonaci graffianti che imbrattano il velluto e sigillano tristezze dentro l'anima. Altro non v'è lì dietro tutto buttato via oppure rubato. Non reggo a questo peso non respiro e non ragiono devo darti un sussulto di coraggio l'incoscienza di un ragazzo la voglia di sudore e di capelli. E il minimo pudore di una lacrima rintanata appena negli angoli degli occhi.
|
URLERO' DOMANI
Urlerò domani guardando il cielo il tuo nome amato e quello che tu sei. Sorriso che passi accendi la poesia e la preghiera il sogno i bambini che siamo e i voli d'amore. |
|
COSA
POTREI Cosa potrei darti se non un sorriso e come vorrei vedere il tuo o almeno gli occhi. Della fatica che tu canti e dei difficoltosi eventi io conosco il sapore ma non mi resta l'amaro tra i denti. Guardavo il sole e strizzavo gli occhi ero tra il fieno pensavo a te. E' bagnato di luce il mio sorriso di caldo amore ed è per me il tuo dono da lontano.
|
Nel
Brusio Tu sei in fondo ad una valle lontana ma io ti scorgo punto luminoso nel brusio delle cose che non sono tue. |
|
LAVANDAIE
Ricordi le antiche lavandaie? inginocchiate presso il fiume o ai bordi di una vasca con l'asse per lavare e forza di braccia nude a sfregare e storcere ruvidi panni vestiti duraturi lenzuola pudiche e storie di casa. Saponi aspri colavano fuori sporcizie e igiene colori di corpi e umori di vita. Si alzavano poi stendevano le ginocchia bloccate e i panni risciacquati al sole e al vento era come salpare ad una vita nuova e scordare nel profumo pulito il ripetersi dei giorni. Stasera mi sento così chino sul mio legno ti prendo tra le mani come creta da modellare ti sfrego e ti insapono ti sbatto con forza sento il rumore della frustata poi rubo l'acqua dalla corrente del fiume e affogo la tua malinconia la lavo via. Al sole e al vento del mio bacio ti asciugherai per quel breve tempo in cui non sarai più velo da indossare.
|
TRASVOLATE
Sto sorvolando il profumo del tuo cuore negli spazi d'anima vietati da sempre inviolati. In compagnia di rondini e aironi senza patria vado su e giù tra vuoti d'aria e correnti ascensionali con gli occhi chiusi cullato da un amore che nessuno sa. |
|
UN FIORE
C’è un fiore fuori dal tuo uscio donna della mia notte puoi trovarlo tra le mie impronte lasciate sull’assito mentre ti tenevo in braccio. Te l’ho portato ora mentre non c’eri e nemmeno lo immaginavi non mi hai sentito hai ancora gli occhi chiusi.
|
TEATRINO
Le cime dei pini come cappucci di maghi danzanti burattini. Io e te seduti accanto coi cuori attenti le gambe tese gli occhi incantati le mani strette. |
|
RICORDI
Nessuna porta ho chiuso ai ricordi sono loro che tornano con impeto violento e sembra che ne debbano sfondare mille. Non tornano solo i giorni dell’amore in quelli mi sciolgo mi ritrovo uguale non sono ricordi quelli. Ma in fondo che ricordi ho io? Non ne ho mai voluti ognuno porta con sé un giudizio e la mia immagine di piccolo uomo e la paura e il rifiuto. Tu non ci crederai avrei voluto essere come te straripante. Ma tu ti ritrovi dimezzata con la stessa paura e lo stesso rifiuto e mi dici che vorresti essere come me. A noi tocca questo amore per comprendere per rifiatare per dirci queste parole pazze. E per sapere che solo tu e forse solo io le possiamo capire.
|
PROVA A SOGNARE
Prova a sognare scontrosa ribelle lascia il cervello scorticato lanciati in volo come un angelo che si butta dal cielo scordandosi le ali e con gli occhi caleidoscopici che si infiammano arrivando a terra. Rimbalza sulle foglie e sull’erba scivola sul mare infilati nelle caverne sbuca dagli anfratti siediti e ridi solleva la maglietta sudata rituffati! Allarga le tue braccia mostra a tutti com’è grande il tuo sogno così a braccia aperte non ti servono le ali angelo stanco potrai dormire come da piccola sogno nel sogno. |
|
ILIADE
Torni dal giorno in cui hai combattuto contro il dolore contro l’orgoglio stupido lasci cadere la tua generosa spada pesantissima ormai sei viva e vittoriosa. Ora stendi la tua spossatezza su di me. Questa notte fare l'amore non è desiderio è solo fondersi in unica pelle. La tua stanchezza mi copre. Hai deposto ai piedi dell’alcova il tuo tormento di fede e di paura mio guerriero stremato stai sdraiata nella tenda accanto a me tuo giaciglio e tua sentinella. E’ vero. Non eri sola gli avi invocati al tuo fianco tenevano aperta la volta del cielo io ero con te sfidavo il fato ero il tuo spirito e il tuo coraggio ma l’eroe eri tu eri tu che offrivi il petto i battiti del cuore e lo sgorgare del sangue.
|
CON AMORE E CON ODIO
Perché guardo con amore e con odio i bambini? Con amore perché ne sono il frutto con odio perché vedranno la mia disfatta. |
|
ROSE
GIALLE Rose gialle sul nostro cammino catturavano il tuo sguardo incapace di posarsi su di me e liberavano il racconto di quei fiori sprezzati davanti a lei per non essere tu. Rose gialle ci ridavano aria dopo il tuo abbraccio selvaggio e il mio amore impacciato mentre trovavo la tua mano e poco prima che perdessimo il respiro. Rose gialle e gioiose come il tuo grido improvviso infantile e quasi spensierato. Io stavo con te trasportato nel tempo e nello spazio. Rose gialle e profumi nel sorriso del mio ricordo dei colori vivaci sul tuo viso e di tutte le nostre parole finalmente trasfuse dentro l’abbraccio.
|
I POETI STRAZIATI
Tarda serata di sabato afoso Il piccolo centrocampista disegnava poetiche traiettorie lanciando i compagni verso la porta. Poi hanno perso ma era una bella partita. Forse anche una metafora. I poeti straziati spesso beccano gol e finiscono pure per farci l'abitudine. Sarà colpa dell'allenatore? Farò un corso a Coverciano tu preparami un posto e scalda i muscoli. Quelli del tuo bel volto quelli che servono a sorridere. |
|
PAROLE MALATE (parte seconda)
Sta scritto sul portone a lettere stampate concesse son le visite ad ore comandate ammessi son soltanto stretti parenti e affini fratelli e genitori, al massimo i cugini gli altri visitatori anche se portan doni un rapido passaggio e fuori dai coglioni. Stavo bloccato sul ciglio di quell’uscio incerto se tacer o uscire dal mio guscio cercando di capir la forma del mio vizio se fossi in casa altrui o in pubblico esercizio se in nosocomio di pubblica struttura o luogo riservato a una privata cura. Ma la risposta stava nel gioco delle parti di alcuni dei primari in visita ai reparti premurosi e attenti alle rime tremanti dei lor discepoli degenti ed osannanti mentre i monelli infetti lasciati sulla via pubblicar possono altrove, e così sia. |
RIPARTIRE
Mi piace pensare a quando ti prendo per mano e ti accompagno nelle pieghe del tuo essere tra i ricordi del mondo da cui provieni, tra sentimenti che ti appartengono e in ciò che ti hanno insegnato. Così mentre io guardo te e lascio che tu mi scopra mi accorgo che anche tu ti riscopri e per fortuna tutto diventa un punto fermo da cui ripartire e non un massacrante rito di rimpianto. Non resta che chiederci cosa sia il tempo mostro implacabile, ma prostrato ai piedi del momento in cui diventa chiaro il senso della nostra vita. |
|
SALICI
|
IO
SONO |
|
DOVE SEI
Piango tenendomi il volto più leggero e fragile di un relitto. In mezzo. Si confondono la partenza e l'approdo l'origine e la fine. Una corrente senza scia porta via tutto, galleggio non so niente, non sono. Mulinello ridammi l'orizzonte! chiudi i miei occhi lacrima non vi è cielo per me non v'è porto... Bonaccia. Tutto fermo nemmeno il dolore si ricorda di me. Respiro ancora posso essere una piccola nave. Dove sei voce che muovi il mare? Prendimi adesso fammi conoscere la spiaggia dell'amore. Mi scioglierò sarò il granello più piccolo ma sarò parte di te. Origine e fine. Guarderò i gabbiani e la mia rondine raccoglierò il tuo eco.
|
PER
IVANA Condividere un dolore ci fa sentire piccoli ci fa tornare bambini come quando stavamo seduti fuori su un gradino di pietra a lanciarci i sassolini per dispetto a fare merenda a seguire le formiche che trasportavano soverchianti briciole e ci pareva dovessero schiantare da un momento all’altro. Invece no. Le guardavamo entrare ed uscire dal nido come te che entri ed esci dalla vita e hai una luce che ti incornicia il volto. |
|
BREVISSIMA D’AMORE
Amore mio piccolo da portare via da ogni tempo da ogni storia per cominciarne una tutta nuova eppure già scritta con tutti i tuoi sogni mai capiti ma limpidi dentro me. |
STANCO
Stanco. Mi impasto e risollevo Come un cingolo nel fango Brutto, sconvolto Scarmigliato Sporco. Spalmato di ogni melma Invischiato in cento pantani Ognuno diverso. Lento. Sovraccarico di troppe fatiche Risucchiato verso il fondo Annaspo impercettibile. Spento. Senza sensi Senza occhi Senza membra. Morto. Vinto davanti al giorno che non termina Incapace di dare ancora. Terra da sepolcro.
|
|
In braccio
Ti ho presa in braccio
donna sconosciuta |
Parole Malate
Ecco il Pinocchio malandato col consiglio dei sapienti radunato tutti schierati intorno al capezzale a sentenziare: ma costui sta male! Ha un fil di voce e pallido il faccino dolori al cuore e fitte all’intestino ma quello che lo rende disperato è guadagnar coscienza del suo stato. Non sa che far, se dice cosa vera vedrà negarsi anche la pancera se invece lascia la bugia che esce ha sempre sto nasone che gli cresce… Sembra segnato l’orribile destino Dentro una fossa, là, nel cimiterino Leva la voce il primo dottorone parla per tutti, ha il piglio di solone Io amputerei ogni parola che non so capire trapianterei quelle che anch’io so dire. Levare ad un poeta le parole sue è come sbacellare un toro e farne un bue. Ora io spero che nessun s’incazzi piuttosto, prego, dateci dei pazzi all’Antonella, a me ed a chiunque osa guardar anche le spine e non solo la rosa.
|
|
Come
un sole Mi piace essere come un sole scaldare risplendere emanare i sorrisi come raggi di luce e la dolcezza come un tepore. Mi piace essere stella polare guidare anche nel buio i cuori sentire la fiducia di chi non ha che mete desolate e ultime. Mi piace sapere cosa sono io un minuscolo lume di candela ma in nessun antro hai mai avuto paura stringendomi tra le mani. |
Ma che pensieri…
Verrà un giorno la morte ma non sarà la mia, quella che non temo sarà quella che mi tocca quella di chi amo. Facile la forza della fronte alzata e la sincerità nel porgere coraggio ma non era dei miei da tempo. Io non lo so come sarò so che piangerò io non sono un uomo che sa trattenere le lacrime. E avrò bisogno di tutti i cesti che ho riempito di parole per dirti che cos’è questo mistero e anche di quelli che mi hai rovesciati addosso perché parevano offese. E chissà se sarò forte se avrò la consolazione che ho dato a te facendoti piangere quando sarò solo così solo come non sono stato mai.
|
|
UCCELLINI
Vedo, passando sul sentiero, la tua finestra chiusa il mio sguardo picchietta contro i vetri ti chiama,uccellino, vuole che dal tuo sonno si schiuda quel sorriso felice che saltella sui tuoi anni incompresi. Senza sosta muovi il capo alzi e abbassi la coda, nella tua frenetica voglia di vivere io trovo mille motivi d’amore. Solo un vetro tra noi e la punta del tuo becco segue la mia come davanti a uno specchio facciamo le stesse cose siamo uguali. Io rinuncio al mio volo libero aspetto che tu esca dal tuo volo rinchiuso è solo un vetro fanno rumore le tue ali vibranti mostri il petto e il cuore che affiora mentre mi chiami a portarti via. |
GUARDA
GIU' Guarda giù lì c'è la città degli uomini Che cose pazze! Cercavamo rifugio da loro in torri disperate Adesso solo loro saranno il rifugio dalle nostre emozioni. Abbiamo messo tutto al sicuro. Pazzi! Potevamo fidarci della incerta memoria invece abbiamo scritto e fermato il tempo. Tempo senza ossigeno terremoti che non passeranno mai. Brucia tutto! Come faremo? Non c'è cura per il cuore che scoppia. Guarda giù amore io ti ho portato tra loro perchè con me sopravvivere è impossibile. Con te sono un cigno dal capo chino e lacrime trattenute ali che si aprono in voli precipitosi e ciechi.
|
|
COME
PIUME Come piume. Siamo così piume volteggianti mosse dal vento piume leggerissime confuse tra tante. Solitarie e senza importanza, lontane, sconosciute. Niente poteva avvicinarci mondi diversi ci avevano originati. Impossibile anche pensare che tu potessi esistere per me o io per te. Poi, un giorno il vento si è arrestato. Sempre volteggiando abbiamo cominciato a scendere verso terra lentamente ma irrimediabilmente. Un po’ a destra, un po’ a sinistra un volteggio, poi un altro. Migliaia di piume come noi, intorno a noi. Io ero già a terra quando ti sei posata su di me. Tra tutte, tu su di me ed io steso con le mia braccia spalancate ad accoglierti. Pareva che volessi attutire il tuo atterraggio perché non ti facessi male che sciocco sei la piuma più leggiadra, mai ti saresti ferita. Il vento tace ancora e siamo così come una piuma sola. Se si alzerà non ci separerà voleremo insieme, leggeri. Non ci sarà più una piuma da incontrare per caso. Ad occhi chiusi o ad occhi aperti ci sarà sempre il tuo colore per me. E tu avrai braccia lunghissime per non mollarmi mai. Dirai così… visto da terra posata su di te il cielo non è mai stato così bello io che nel cielo ho volato solo tra le tue braccia l’ho visto. Io non dirò nulla. Io che parlo sempre troppo quando taccio è perché ho il cuore gonfio. Di te. |
La proprietà letteraria è dell'autore. Ogni riproduzione è vietata.
Home page | L'autrice del sito | Le pagine del sito