Labyrinth

INNO DELL'ADDIO

         

 

 

 
...parole per noi due...
 
 
Oggi mi sento;
e sono un uomo libero,
pieno,
deciso,
tranquillo,
entusiasta.
Davanti la strada
e nei muscoli tanto allenamento.
 
Possano tutte le persone del mondo
sentirsi almeno una volta così,
per mano o cuore
di un uomo o di una donna al fianco,
di se stesse o del destino,
di un amore che li accenda.
 
E a te, che sei sempre nei miei pensieri
suonino questi versi
come un'ode, un canto, un augurio, un inno.
Come la benedizione d'uno dei tanti Ulisse del mondo a Nausicaa.
E che questo suono benedetto
ti parli dell'amore
e del coraggio
di tutte le generazioni.
 
E dormano tutti i fantasmi delle notti bianche
e si sciolgano in acqua della vita
quelli del giorno.
Siano domate le incertezze
l'indugio divenga aderenza
e risuoni l'ardore.
Si nutrano l'intelletto e il cuore
con i pensieri e le tracce
di chi spese la vita a cercare
e si curino, con questi,
le anime desolate e bruciate
di chi non ebbe avuto
l'amore che chiedeva.
 
Si scardinino le esistenze inautentiche
e lo si faccia con cura, destrezza, fermezza.
E con le lagrime dei giorni raffermi
s'irrorino i giardini delle contemplazioni
e delle esistenze perdute.
Ammoniscano gl'addensarsi di nubi all'orizzonte...
ma le tempeste attraversate.
Le tempeste attraversate siano la forza, la tenacia,
il grido della redenzione.
E sì!
Ci si rifugi nelle fantasie dell'infanzia
e nella mollezza
che lì stanno,
a dispetto di tutta la più reale verità materiale del mondo che progredisce,
i nutrimenti e le ragioni
del nostro essere.
Si tocchino pure di tanto in tanto le sacre sponde.
E ci si sappia concedere
il violino
delle proprie lamentazioni.
Se n'imparino tutte le corde.
Pietre siano i polsi
davanti a chi vorrebbe incatenare
lungo un sentiero già battuto.
E così si viva sempre
nella rivolta permanente di chi asserisce
nella perigliosa ricerca di chi crea.
Si dispieghi la vita
nelle acque salmastre,
lagrima della notte sedimento del senso.
La bonaccia sia cimento dell'anima.
Brusii di popoli lontani
i cui destini rintracciare
sia l'intendimento.
Pezzi di vetro lavico
sgorgato informe dal budello
della Terra,
lo si cammini con audacia
e appena un lieve
timore sacro.
 
E si traccino solchi nell'esistenza
di profondità smisurate
quanto quelle dell'anima.
E il cuore si conceda solo
a momenti sinceri.
 
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