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| MARTE | ENTROPIA | NOSTALGIE. | SOFFI DI VITA | ECHI DABISSI | STELLE DINVERNO. | CINQUE LACRIME GIA EVAPORATE NEL VENTO. |
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Granelli di quarzo ialino seguono eteree brezze per scivolare su croste vermiglie di antichi ossidi ferrosi.
Aurore incantate si accendono tra tenui ed arcani vapori trafitti da polveri cosmiche e sciami di meteore infuocate.
Orme di chimere algonchiane emergono dagli abissi del tempo per riannodare essenze di regni lontani fondendo a cristalli d'arsenico spore di felci smarrite nel buio degli spazi siderei.
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…… è al suo valore massimo ……. oltre la natura non permette. La mia acqua , la mia terra , il mio fuoco oramai s’annichilano nella mescolanza caotica di un’àpeiron amorfo. Le esperienze tantaliche si sono addensate sull’orizzonte degli eventi come fronti d’onda su isolate convessità. Evaporiti restano sul fondale inaridito mentre le ultime acque salse scorrono su ciechi rivoli senza scampo. Non resta che immergersi nel flusso degli eventi atassici stringendo ancora nel pugno l’ultimo sogno.
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| NOSTALGIE.
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Riemergono da anfratti remoti antiche sensazioni ipotalamiche fondendosi con nuove forme tracciate da giovani sinapsi.
Profumi di ricordi dilaniati dal tempo si addensano su geometrie stagliate sull'orizzonte sensibile
mentre vapori informi di esperienze lontane condensano su gelide masse generando attimi di reale e soffi di vita.
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Corde di violini vibrano tra sorde molecole d'acqua nel buio di un abisso oceanico.
Legni squarciati trafiggono gelidi fondali melmosi che sanguinano gocce di essenze oleose.
Stracci di vele nell'eterno annegare anelano ancora quel vento che accarezzava le onde.
Muto lo spazio che raccoglieva le grida ora mutate dal mare in infiniti sussurri.
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Raggi d'infinite stelle trafiggono il buio di questa gelida notte cosmica,
diffrangono tra miriadi d'inflorescenze cristalline gemmate negli anfratti di tetri cespugli incantati,
scivolano inesorabilmente a terra per riflettersi sulla lucida superficie di malinconici stagni ghiacciati,
penetrano nelle mie pupille per annichilirsi tra cieche molecole smarrite nei flutti dell'oceano della mia solitudine.
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Tredici
bacche tinte d'Autunno
per Te in questa notte
dal sapore d'Inverno.
Undici stelle prive di
cielo
per me in questo spazio
dal sapore di vuoto.
Nove fili di seta
che mi legano ancora
a quest'ultima spiaggia priva di sabbia.
Sette passi smarriti nel
buio
di un oceano che anela il
mio corpo.
Tre meteore graffianti
un cielo tradito.
Un cuore solo squarciato
perché ne avevo uno
soltanto.
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TEMPUS EDAX
RERUM
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