Giusy Russo
dal suo libro "Il cielo nell'anima" Edizioni Il filo - per acquisto scrivere a:
samaagi@libero.it

Siamo il tempo Nel sacrario dei ricordi Il cielo nell'anima      

 

 

Siamo il tempo

 

Amiamo

per poco o per molto

secondo che il tempo

decida

per l'uno o per l'altro

 

Siamo il respiro

danzante

del tempo

siamo clessidre

che cercano

invano

l'accordo

l’unisona spinta

che a fianco l'uno dell'altro

vivi ci lasci

 

Non è il nostro amore

a finire...

 

eterno scava il suo antro nel cuore...

 

Il conto del tempo

- del mio e del tuo -

muta

e ci lascia

perduti e sconfitti:

capovolte clessidre

di attimi opposti

private

- furto o dolo -

dell'unisona spinta

 

Senza posa mutiamo

 

Senza posa amiamo

nel tempo dell'altro

il respiro del nostro

 

I temi: la memoria, l'amore, il dolore. Sono i temi della poesia di sempre, quelli che urgono dentro di noi, che dettano i versi di chi scrive, che toccano l'anima di chi legge, perché caratteristica della Poesia (con la P maiuscola) è che tra scrittura e lettura si crea spontaneamente, emozionalmente, un orizzonte condiviso. Se i temi sono tradizionali, nuovo è il modo in cui essi si intrecciano e si fondono in un unico canto in cui la preziosità della parola e la musicalità della versificazione si caricano di senso.

In Siamo il tempo passato e presente si corrispondono. Nel presente il passato si integra e condensa, tanto che l'identità dell’io si riscopre nei granelli di una clessidra che si riempie. Se siamo granelli all'interno di una clessidra, il vetro impedisce ogni fusione con altri granelli, con altre clessidre. La ricerca dell'altro diventa ricerca del nostro io e la scoperta della diversità e della solitudine viene avvertita come sconfitta, come dolore. Eppure proprio i ricordi, i granelli sedimentati nella nostra memoria, divenuti sacri, possono darci veste nuova per superare le disillusioni del presente e prepararci alle costruzioni del domani.

 

 

 

 

 

 

Il cielo nell'anima è una scrittura che scandaglia l’io. L'oggetto poetico è il soggetto. Il paesaggio lirico è l'anima.

Questa la poesia che dà il titolo all’intera raccolta:

 

Il cielo nell'anima

 

Sordo

Dolore

Pervicaci

I suoi colpi

Lasciano

Opaco

Il cuore

Dispera

Sentire

Non possa

Respiro

D’immenso

Monadi no

Catene

Di fiati

Vite

Indivise

Libere

Cerco

Nel fosso

Conforto

Alle pene

Creatura

Esiliata

Estromessa

Divento

 Il cielo

Nell'anima

Invoco

Aspetto

Incredula

Varchi

 

Nel sacrario dei ricordi

 

Nel sacrario dei ricordi

di nuova veste vestita

mi incammino

dimentica dell'oggi

 

Ho nuova forza nelle vene

nuova possanza

da spendere in trionfi

 

Ora è tutto indifferenza...

... perché dovrei affrettarmi?

 

Disdegno le fughe.

 

Vertigine di me

spaesata e

vagabonda

che delle fughe teme

i ritorni

I ritorni...

 

Ora è tutto indifferenza...

 

Ma il cuore cosa può sapere?

 

Per lui

ho costruito

intenerite biglie

di luce

 

Per lui

mi inganno volentieri.

 

Di nuova veste vestita

Ho liberato un antico dolore.

 

 

 

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