Giuliana Marinetti

 

L'ultima_carezza I_colori_dellaurora. Autunno La_speranza. Per_te,_teneramente. Racconta_ancora, _
mamma.

 

 

 
Trema la fragile mano, come foglia sollevata dal vento,
nel convulso movimento par che voglia per un attimo fermare, quel vortice di vento.
E mentre cerca il mio viso...all'improvviso una carezza,
la sua, l'ultima.
 D'incanto tutto si placa,tutto è silenzio!
Carezza di mamma, dove tutto l'amore ha racchiuso,
nell'immenso spazio...d'un solo istante.
 

 

 
E' quasi l'alba,in religioso silenzio, io vò ammirando il cielo, per la sua immensa altezza e il suo mistero.
Qual prodigio!
vedo nel suo splendor,nascer l'aurora, e lei come danzando le belle vesti rosa và cangiando, e mentre si spoglia dei suoi bei colori...quali regalo al ciel, li và donando come...
fossero petali di fiori.
A tal visione per l'emozione penso...
quale sublime artista è il suo creatore!
E Dio lodando, sento il c'or mio che và tremando,
paga per quel gioir....l'anima và esultando.

 

 

 

 
Mi chiama il sibilo del vento.
Par d'udire un suono di violini, espandersi  nell'aria
in un crescendo.
Preludio d'un concerto!.
Le foglie gialle danzano e volteggiando si perdono,
nel vortice del tempo.
 
 
Senza ornamenti,son solo... un bianco letto d'ospedale.
 
Ma io, sono il primo attore nella linda stanza,
son io che accolgo l'ospite,  avvolgendolo...
in un semplice e candido scenario.
 
Ecco son quì, già pronto a recitar la prima scena,
s'alzan le mie coltri come fosse... un gran sipario.
 
Or sento in me un fremito,un sospir,un grido di dolore
aiuto ho mamma!
 
Quante comparse si susseguon in questa stanza!
 
Scene di  ipocrisia,scene di grande amore,scene
dì ambiguità,e peggio ancora di venalità.
 
E'  la commedia della vita!
 
Ma,  la vera storia che vive in me e in questa stanza
l'hò dedicata all'uomo, ha un titolo soltanto.
 
E' la speranza.  
 

 

 

 

 

 
 
Mio  sorriso teneramente vai.
Da chi ora sta soffrendo,per un fior che sta sbocciando.
Vai da un cuor che per amore ...sta piangendo.
 
E vai sorriso,  vai!
 
Sorridi ad una mamma.
Per una chioma bianca.
Vai da chi ormai, la voce ha stanca!
 
E vai sorriso ancora vai.
 
Da chi non ha più fede.
Per chi, più non sorride.
Tu allora...sorridi ancor per me.
 

 
Nella penombra della linda stanza,in silenzio ascolto 
la dolce voce di mia mamma.
Lei mi parla di se,remoti ricordi le attaversan la mente e..... racconta.
Racconta dei tempi passati,i suoi giochi di bimba,ed un soffio di antica energia le illumina il volto,
d'un perlaceo lunare.
 D'improvviso la voce le manca ,gli occhi socchiude
 e mi dice... son stanca.
 
S'è assopita ora la mia mamma,l'osservo in silenzio
comè bella nel grande lettone!
 
Sembra un esile fiore adagiato, trà tanti colori,
le labbra son come i petali d'un roseo fiore e per dare
al volto più abbellimento, la chioma è ornata...
con fili d'argento.
 
Poter  fermare  l'orologio del tempo!
 
Mentre riposa nella quieta stanza,sussurrar le vorrei.....
resta con noi e racconta.
 Racconta ancora mamma!  
 

 

 

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