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Nell' ora tarda che rincorre la follìa di una mortale luce che sempre più fioca ritornerà scrivo della mia sognata gioia e della mia viva pena, aggrappandomi all'ultimo folgorìo del mio imperatore, che presto il mortal sospiro esalerà. Chiara come un bel sole d'inverno trasparente stella all'imbrunire... distruggi il mio cuore perchè già trafitto maledettamente duole e rendimi ghiaccio alla vista del tuo dolce sorriso, troppe volte cinico giudice del mio sonno e della mia debole fame e innocente incantatore dei miei razionali pensieri dei tuoi capelli ardenti protagonisti di dolci risvegli ignari della prossima procella indirizzo sicuro per l'intontito pulcino alla schiusa della vita e dei tuoi occhi indescrivibili indizi di lontani mari e terre che un giorno forse potremo riveder. Chiara come un bel sole d'inverno stella rossa lontana all'imbrunire...
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Una visione, un lampo tre capi lontani, come vicini nel cuore mai vi conobbi eppur fiero di esservi figlio tre soli accogliete la luna rossa per pochi tramonti vi farà compagnia folgoratela dolcemente calore, luce, colore, vita e un lontano passato da cui forse io provengo terre fraterne e gloriose. D'improvviso ci sono anch'io l'azzurro dei suoi occhi gareggia col profondo mare sotto migliaia di pesci variopinti infinita libertà sopra la brezza salina è un caldo mantello profumato che ci accoglie e ci calma tu mi sorridi all'ombra di uno scoglio mi addormento e sogniamo. Una statua fredda e bigia mi sveglia ma la fantasia non morrà mai correrà sempre nei verdi e riposanti colli regni di folletti birichini con le mie sole tre gambe e in un sol bacio riunirà l'antica culla di mille passioni.
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Possano i tuoi sogni navigare nell'infinito mar dei tuoi profondi lumi seguendo la sicura stella del tuo sincero sorriso essere vivi e ardenti come i tuoi infuocati crin respirare la pura aria del tuo soave sospir
Riccio che fu quando Lei ti sollevò tastandoti il cuor quando terrore in dolce amor cangiò Riccio che fu quando accecato dall'infida notte distrussi l'umile lottar della tua degnissima vita!
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Miracoloso essere figlio delle pene dell'uomo come fai ogni volta a soffocar tutte le mie ire, i miei dubbi, la mia paura di perdere tutto di perdere Lei e di tuffarmi dentro quel pozzo dove un tesoro ancor più grande mi illuderà dolcemente? Sei più forte di un bicchiere di robusto vino più forte di mille assillanti pensieri Grazie a te stanotte il mio cuore non ruggirà straziato tra i cuscini ma sarà accarezzato dalla tenera mano del pastore.
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L'ULTIMO
SOSPIRO (Dicembre 2002)
In sella al mio furioso cavallo ricondussi l'enigmatica serata alla sua ferma dimora la foresta. Gli arbori ci osservavano le stelle latitavano ma il freddo del mondo non mi feriva di nulla mi curavo.
D'un tratto le deboli parole svaniscono il tuo spirito ebbro mi avvinghia sento di stringere una rosa senza spine il tuo profumo spezza le catene del mio cuore sono di nuovo schiavo schiavo dell'Amore. Come un principe addormentato dall'incantesimo della ragione ritorno in vita svegliato dal bacio della tua anima.
Le nostre pelli si sfiorano sei delicata e calda come un abbraccio materno, i nostri occhi si parlano mi sembra di parlare al cielo, Le nostre fronti si baciano...
O Signore di quali indicibili sentimenti mi hai reso preda! Come insaziabili amanti l'estasi richiede subito alimento tre soli baci ma questa volta le nostre labbra si sfiorano i nostri cuori si scontrano.
Riapro gli occhi e il mondo sembra diverso è tornata la Primavera piccoli esseri di questa labile Terra ancora per un po' i vostri animi saranno scaldati dal tepore della Madre almeno per ora non pensate al brullo inverno!
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