| REW | VETRO | UNA STORIA D’AMORE | MANCHESTER | CONFUSIONE 1998 | SGUARDI DI BAMBINI | IL TUO SUPERMARKET PREFERITO |
| JACKSON POLLOCK | VIENI AD ABITARMI | IL FUNERALE DEI NOSTRI INCONTRI SEGRETI |
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Arrivi tu a mettere su casa a prendermi per mano con le tue piccole paure e le giornate di sole. Vieni ad abitarmi a mettermi nei tuoi panni riempiendo spazi vuoti occupando tempi sfitti. Vieni ad accamparti a risucchiarmi nella tua tenerezza con un sorriso di difesa. Colori le tue ferite sulle mie pareti lasci i tuoi oggetti personali gli ultimi ricordi dappertutto i tuoi tanti perché.
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IL FUNERALE DEI NOSTRI INCONTRI SEGRETI Non ho versato lacrime per questo repentino addio. S’è impietrito nello stomaco il mio dolore che mi ha tolto il sonno l’appetito. Non ho sentito lo strappo non ho proferito parola alcuna per quest’ultimo saluto. Ho solo riattaccato senza rimorsi.
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Di sbornia in sbornia di anno in anno i soliti buoni propositi e poi? Ancora qui a mendicare a chiedere scusa. Di città in città di volta in volta a tutta velocità in nottate stanche troppo alcoliche per dar senso a quest'esistenza in stato confusionale permanente. Lacerante filo spinato rumore lontano, indolore nella mia testa leggera come un pallone areostatico fra i miei pensieri sfocati. Di giorno in giorno di tentativo in tentativo farsi male con le stesse promesse gli stessi sbagli... Eppure dev'essercidev'esserci per forza l'ultimo tassello. Non può essere tutto qui.
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Sono il colore la macchia che lascio e non cancello. L’imperfezione cromatica l’istinto che prevale sulla ragione. Il colore gli scarabocchi dell’anima legati fra loro e recisi da pennellate fanno di me gocce vita rappresa. Sono il colore la tensione che precede l’esplosione l’impatto, la sbavatura. La frenesia del caos l’esigenza di riempire di forzare la mia verità da liberare.
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Sguardi di bambini che t’invadono sguardi di solitudine profonda e interminabile sguardi che ti abbracciano e non ti lasciano più. Sguardi ad incastro accelerati dal traffico dal gioco pesante della sopravvivenza. Sguardi che ti chiamano ti prendono per mano sguardi s’illuminano ti lasciano un livido un dolce ricordo. Sguardi di bambini scalzi ed affamati che ti porti dentro e non ti lasciano più.
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Prendi quello che ti serve sono il tuo supermarket prendi e vattene si paga alla cassa. Tutto quello che vuoi è qui sul mio scaffale basta prenderlo. Prendi anche quello che non ti serve basta riempire il carrello la tua vita di cose facili senza farti aspettare senza badare al prezzo. Sono il tuo supermarket il tuo giocattolo preferito prendi e porta via senza farti scrupoli nessuno farà domande basta pagare con la carta di credito.
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Riavvolgi la mia storia lascia scorrere le immagini, le parole di quand’eravamo giovani e sprovveduti quando i nostri anni erano solo sogni. Riavvolgi il nastrotorna all’inizio. Riascolta le voci, i rumori scopri gli angoli bui quanta sofferenza c’è dietro ad un sorriso. Non dimenticare la mia storia quando cammini per le strade e incontri la mescolanza di razze gli incroci di culture, quando vivi le mie contraddizioni sulla tua pelle. Riavvolgi la mia storia rileggila al contrario col senno di poi e guardami negli occhi guarda come il tempo mi ha segnato la cicatrice che mi ha lasciato in un angolino della mia/tua storia.
UNA STORIA D’AMORENei tuoi occhi nei miei occhi una storia d’amore consumata nell’eternità di un secondo vissuta in un istantaneo sguardo. Un amore sfuggito piccolo piccolo veloce come una scintilla. Una storia d’amore in miniatura di momentanea timidezza cominciata e già finita tutta in un batter d’occhio in un respiro frettoloso. Una storia di ipotetico amore di una possibile avventura tanto breve quanto incompiuta come un’occasione mancata.
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Sono vetro nato da un pensiero cresciuto in un soffio. Sono vetro che luccica al sole stregone radioso manipolo riflessi e rimbalzo luce. Sono vetro freddo e liscio colorato e fragile sono vetro che taglia vetro che sanguina lacrime… Sono vetro scheggiato dalla tua furia finita in frantumi. Sono vetro cristallo scaglia di vento che sfiora la tua vita.
Oh Manchester chiudi i tuoi occhi ed io sarò lì nei tuoi sogni. Ora che il sole non splende sulle nostre palpebre assonnate cammineremo nel freddo invernale avvolti nei nostri cappotti pensando ad un ravvicinato futuro. La grigia realtà non prenderà il posto di quel paradiso che nascondi dietro le tue porte e ogni notte risplende su di noi. Oh Manchester ora che il sole è distante da tutte le preoccupazioni ci intrufoleremo nei tuoi segreti pensieri e scoveremo il paradiso che ogni notte rivive assieme alla nostra voglia di fuggire ed aspetteremo la nuova alba che tenuamente si leverà sui nostri volti storditi. Oh Manchester la vita è così breve quasi quanto un sogno e un sogno è fragile quasi quanto una ragnatela e una ragnatela è uno strumento di morte proprio come questa realtà. Oh Manchester ti aspetterò alla soglia del paradiso ti aspetterò ogni volta che il sole non splenderà.
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