Gianluca Fior

 

REW VETRO UNA STORIA D’AMORE MANCHESTER CONFUSIONE 1998 SGUARDI DI BAMBINI IL TUO SUPERMARKET PREFERITO
JACKSON POLLOCK VIENI AD ABITARMI IL FUNERALE DEI NOSTRI INCONTRI SEGRETI        

 

 

 

VIENI AD ABITARMI

Arrivi tu

a mettere su casa

a prendermi per mano

con le tue piccole paure

e le giornate di sole.

Vieni ad abitarmi

a mettermi nei tuoi panni

riempiendo spazi vuoti

occupando tempi sfitti.

Vieni ad accamparti

a risucchiarmi

nella tua tenerezza

con un sorriso di difesa.

Colori le tue ferite

sulle mie pareti

lasci i tuoi oggetti personali

gli ultimi ricordi

dappertutto i tuoi tanti perché.

 

 

 

 

IL FUNERALE DEI NOSTRI INCONTRI SEGRETI

Non ho versato lacrime

per questo repentino addio.

S’è impietrito nello stomaco

il mio dolore

che mi ha tolto il sonno

l’appetito.

Non ho sentito lo strappo

non ho proferito parola alcuna

per quest’ultimo saluto.

Ho solo riattaccato

senza rimorsi.

 

CONFUSIONE 1998

 

Di sbornia in sbornia

di anno in anno

i soliti buoni propositi

e poi?

Ancora qui a mendicare

a chiedere scusa.

Di città in città

di volta in volta

a tutta velocità

in nottate stanche

troppo alcoliche

per dar senso

a quest'esistenza

in stato confusionale 

permanente.

Lacerante

filo spinato

rumore lontano, indolore

nella  mia testa leggera

come un pallone areostatico

fra i miei pensieri sfocati.

Di giorno in giorno

di tentativo in tentativo

farsi male

con le stesse promesse

gli stessi sbagli...

Eppure dev'esserci

dev'esserci per forza

l'ultimo tassello.

Non può essere tutto qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

JACKSON POLLOCK

Sono il colore

la macchia che lascio

e non cancello.

L’imperfezione cromatica

l’istinto

che prevale sulla ragione.

Il colore

gli scarabocchi dell’anima

legati fra loro

e recisi da pennellate

fanno di me

gocce

vita rappresa.

Sono il colore

la tensione che precede

l’esplosione

l’impatto, la sbavatura.

La frenesia del caos

l’esigenza di riempire

di forzare

la mia verità

da liberare.

 

 

SGUARDI DI BAMBINI

 

Sguardi di bambini

che t’invadono

sguardi di solitudine

profonda e interminabile

sguardi che ti abbracciano

e non ti lasciano più.

Sguardi ad incastro

accelerati dal traffico

dal gioco pesante

della sopravvivenza.

Sguardi che ti chiamano

ti prendono per mano

sguardi s’illuminano

ti lasciano un livido

un dolce ricordo.

Sguardi di bambini

scalzi ed affamati

che ti porti dentro

e non ti lasciano più.

 

 

 

 

 

 

 

 

IL TUO SUPERMARKET PREFERITO

 

Prendi quello che ti serve

sono il tuo supermarket

prendi e vattene

si paga alla cassa.

Tutto quello che vuoi

è qui sul mio scaffale

basta prenderlo.

Prendi anche quello che non ti serve

basta riempire il carrello

la tua vita di cose facili

senza farti aspettare

senza badare al prezzo.

Sono il tuo supermarket

il tuo giocattolo preferito

prendi e porta via

senza farti scrupoli

nessuno farà domande

basta pagare con la carta di credito.

 

 

REW

 

Riavvolgi la mia storia

lascia scorrere le immagini, le parole

di quand’eravamo giovani e sprovveduti

quando i nostri anni erano solo sogni.

Riavvolgi il nastro

torna all’inizio.

Riascolta le voci, i rumori

scopri gli angoli bui

quanta sofferenza c’è

dietro ad un sorriso.

Non dimenticare la mia storia

quando cammini per le strade

e incontri la mescolanza di razze

gli incroci di culture,

quando vivi le mie contraddizioni

sulla tua pelle.

Riavvolgi la mia storia

rileggila al contrario

col senno di poi

e guardami negli occhi

guarda come il tempo

mi ha segnato

la cicatrice che mi ha lasciato

in un angolino

della mia/tua storia.

 

 

 

 

 

 

UNA STORIA D’AMORE

Nei tuoi occhi

nei miei occhi

una storia d’amore

consumata nell’eternità di un secondo

vissuta in un istantaneo sguardo.

Un amore sfuggito

piccolo piccolo

veloce come una scintilla.

Una storia d’amore

in miniatura

di momentanea timidezza

cominciata e già finita

tutta in un batter d’occhio

in un respiro frettoloso.

Una storia di ipotetico amore

di una possibile avventura

tanto breve quanto incompiuta

come un’occasione mancata.

 

 

VETRO

 

Sono vetro

nato da un pensiero

cresciuto in un soffio.

Sono vetro

che luccica al sole

stregone radioso

manipolo riflessi

e rimbalzo luce.

Sono vetro

freddo e liscio

colorato e fragile

sono vetro che taglia

vetro che sanguina

lacrime…

Sono vetro scheggiato

dalla tua furia

finita in frantumi.

Sono vetro

cristallo

scaglia di vento

che sfiora la tua vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MANCHESTER

 

Oh Manchester

chiudi i tuoi occhi

ed io sarò lì

nei tuoi sogni.

Ora che il sole non splende

sulle nostre palpebre assonnate

cammineremo nel freddo invernale

avvolti nei nostri cappotti

pensando ad un ravvicinato futuro.

La grigia realtà

non prenderà il posto

di quel paradiso

che nascondi dietro le tue porte

e ogni notte risplende

su di noi.

Oh Manchester

ora che il sole è distante

da tutte le preoccupazioni

ci intrufoleremo nei tuoi

segreti pensieri

e scoveremo il paradiso

che ogni notte rivive

assieme alla nostra voglia

di fuggire

ed aspetteremo la nuova alba

che tenuamente si leverà

sui nostri volti storditi.

Oh Manchester

la vita è così breve

quasi quanto un sogno

e un sogno è fragile

quasi quanto una ragnatela

e una ragnatela è uno strumento di morte

proprio come questa realtà.

Oh Manchester

ti aspetterò alla soglia

del paradiso

ti aspetterò ogni volta

che il sole non splenderà.

 

 

 

 

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