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Silenziose attese nel silenzio di notti scure ove giacciono frammenti di malinconiche esistenze.
Cani randagi guaiscono lontano echi di voci disperate d’insostenibile solitudine.
Lacerato il cuore da antichi rimorsi ripercorre strade di segrete intese.
Poi ancora il silenzio che scuote la mente e un sogno d’amore inventato per caso.
E tu anima nuda stuprata dal tempo ti accorgi d’un tratto che forse è già tardi ormai troppo tardi per restituire ai suoi passi il sentiero smarrito.
Nel silenzio dell’ultima attesa una gelida mano ti sfiora le mani come d’incanto irrompe l’assenza ed è tardi per sempre
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Tra rose di maggio e primavere nel cuore pane e carezze.
C’era mia madre ed io con lei.
Nel ricordo un profumo immortale rose di maggio pane e carezze.
E sempre nel cuore una spina che uccide.
Mi amava davvero.
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