Eandi Gabriele
racconti
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(Poesia per bambini)
Piove tra la folla della grande città piove come colla senza alcuna pietà
Formiche annegano nelle loro tane i cani aspettano e massacran le rane
Un giorno smetterà di venire giù il sole tornerà e non pioverà più
Spera pure bambino questa è l'età perfetta ma ricorda piccino che il peggio t'aspetta
Fai la nanna tesoro forse il giorno tornerà ti auguro sogni d'oro ma nulla mai cambierà
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Corro tra la notte e il giorno corro per le strade corro tra le gente corro, quando inciampo mi rialzo a volte ci vuole solo un attimo altre volte mi rialzo ma sono ancora a terra, corro, incontro gente gente diversa gente triste gente felice corro corro più veloce a volte scappo, molte volte scappo corro tra le terra e il cielo corro
A volte incontro gente che ha la pretesa di dirmi come si corre allora, mi volto e corro
Quando rallento mi guardo intorno ciò che vedo a volte non mi piace quindi corro e corro ancora corro
So per certo una cosa: domani, domani mi sveglierò e ricomincerò a correre perchè infondo, infondo non so fare altro corro
Da qualche parte sto andando da qualche parte arriverò e quando sarò arrivato, probabilmente ricomincerò a correre
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(ascoltando Bob Dylan)
Nel buio della mia stanza sono attraversato da un mare di paure Nel buio della mia stanza sono animato da mille speranze
Nel buio della mia stanza sento una voce che mi chiama Nel buio della mia stanza metto gli occhiali: è mia nonna
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Litri d'inferno attraverso il fegato distrutto
Jonny lo smilzo andando dalla sorella per strada incontrò Rosa la puttana con il bambino attaccato alla mammella
lei alzando la gonna gli mostrò la sottana Jonny non era mai stato con una prostituta ma ci pensò un attimo a dire il vero
la sua missione non era ancora compiuta: doveva andare in chiesa ad accendere un cero quindi portare cena alla sorella malata
Si fermò dall'oste e chiese qualcosa di forte pensò alla mamma che si sarebbe arrabbiata potevano andare in contro alla loro sorte
"al Diavolo la sorella al Diavolo la madre al Diavolo Dio e il Diavolo stesso" "vadano all'inferno, raggiungano mio padre"
ubriaco sentì una canzone venire dal cesso uscì dal locale per andarla ad ascoltare ascoltò per un attimo il pezzo rimato
voleva partecipare al canto, voleva dimenticare parlando del pezzo chiese "come l'hai intitolato?" gli rispose un vecchio senza guardarlo in faccia
"Litri d'inferno attraverso il fegato sfinito" non era così ma disse "spero che ti piaccia" nei loro occhi la luce spenta di chi è finito
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Felicità improvvisa come un lampo a ciel sereno dopo un digiuno di risate dopo notti insonni tra follia e tristezza
Felicità improvvisa dopo serate ad affogare infondo poi cosa? Felicità improvvisa bastano un paio di occhi
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E' inutile che ti raccomandi sono anni che vado con sto "andi" non è mai cambiato niente con i consigli di molta gente
Ma vedrai che prima o poi mi muovo prima o poi il mio posto lo trovo
Di me non ti preoccupare infondo ti vuoi solo impicciare Di gente come te ne ho vista tanta gente che di dar consigli si vanta
Ma vedrai che prima o poi mi muovo prima o poi il mio posto lo trovo
Ti ho avvertito stammi lontano stai tranquillo non mi serve una mano Fai il piacere mettiti a sedere
Ma vedrai che prima o poi mi muovo prima o poi il mio posto lo trovo
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Ascolto un po' di jazz ma non ci capisco un cazz il trombettista è pazz il pianista è un razz e la cantante si fa il mazz
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Al culminar si triste dei miei giorni inquieti alla conclusione giunsi che capito non ebbi mai un cazzo
L’illusion si forte al chinar del viso si spense in un ironico sorriso
Poesia senza rima verso irreale senza strada ne direzione
La vorticosa tempesta che colse in primavera il mio cuore esaurita ogni speranza avrà percorso la sua strada al calar del giorno
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In fondo non cambia niente la resa dei conti finale non ti lascia impenitente se continui per quella spirale troverai un cavallo vincente ascoltando quella storia banale percorrerai tutto il continente darai l'anima per una cambiale e per tutti diverrai trasparente
E' solo una poesia banale non vuol dire proprio niente
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La notte se ne vola via trascinata da ali spiegate
Un enorme macigno schiaccia la morale malata
La sorella tristezza annega in un mare di lacrime
Tutto ciò che circonda è come l'immagine di un futuro che non può essere
Tutto ciò che circonda raccoglie l'infinita malinconia di un'epoca senza luce
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Raccogli i tuoi sogni avvolgili in uno straccio di ricordi comprimi ciò che resta di te e getta tutto nel cesso
Non c'è tempo per ciò che non pesa
Non c'è tempo per ciò che non costa
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Il mio cane Popi ha una grossa zecca che lo insidia la cagnetta non ne ha ed è rosa dall'invidia Sapete come posso fare per liberarlo da sta bestiaccia? mi sono avvicinato lei mi ha ruggito e sputato in faccia
Il mio cane Popi è sempre stato un cane sfigato la cagnetta una sola volta s'è trombato poi siamo stati costretti a sterilizzarla e quindi non ha più potuto montarla
Il mio cane Popi come posso dire? E' parecchio strano a volte sembra una checca, ma se abbaia lo senti da lontano il problema è anche lì: di notte sai che macello impreca contro i gatti perchè non gli tira più l'uccello
Il mio cane Popi ha le orecchie lunghe e le zampe corte fatica a camminare e si nutre di lucertole morte di me ha sempre avuto paura, ma non gli ho mai fatto un cazzo povera bestia è proprio brutto ed è forse anche pazzo
Il mio cane Popi ha dodici anni ed è un amico fedele un po' rincoglionito: non sa di preciso chi è Gabriele ma Popi è pur sempre una bestiaccia sincera con il solo problema che non gli tira neanche in primavera
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Sono corso in bagno inseguito da un ragno ho chiuso a chiave la porta ho tra i denti un pezzo di torta
Una fetta tira l'altra e l'ho finita tutta perciò ho l'alito stile fogne di Calcutta apro la vetrinetta prendo lo spazzolino oggi uso quello con la faccia di Paperino
Porca troia ho finito il dentifricio i vicini mi hanno fatto di sicuro un maleficio Come posso fare adesso? corro di fretta fuori dal cesso
Fatemi pensare come posso fare ma infondo chi se ne importa potrò sempre dar colpa alla torta!
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Nelle oscure profondità ho intravisto una luce fortissima
Accecato com’ero dall’odio ho rifiutato la salvezza
Travolto da un mare di perdizione mi sono lasciato trascinare via Per sempre
Quel che ero ormai non conta
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Che cazzo urli? Gioiosa gioventù La foto, ricordi confusi
Stringe il mio braccio con la mano
Crudele involuzione Dio bastardo!
Un’altra? No fra poco arriva
Che giornata del cazzo!
Scoppietta Young Scoppietta come legno sul fuoco
Brucia il mio cuore
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Leggo Dracula mi cago in mano stacco una caccola l’attacco sotto al divano
Il gatto si lecca il pelo e mi guarda con odio prendo un bicchiere con zelo e bevo bicarbonato di sodio
Suona il campanello vado in cucina apro il cancello alla postina
Ho il fegato distrutto vado in giardino mi scappa un rutto e inciampo in un tombino
Rientro di corsa dall’ingresso principale inciampo nella borsa e cado per le scale
Ho esagerato col Jack mi preparo pranzo ho solo un po’ di speck e qualche altro avanzo
Spengo la tele accendo una lampadina pelo le mele poi corro in cantina
Mi metto a letto ma non prendo sonno sarà del whisky l’effetto o avrò esagerato col tonno?
Alla vena poetica dico subito basta mi aspetta una predica se non butto la pasta
Ciao ciao a tutti lettori delle mie cazzate della sbornia si vedono i frutti ma per fortuna e finita l’estate!
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Speranza tutto intorno sofferenza
Sorriso smagliante Malessere profondo
Rumore accecante
Descrivi le profondità del tuo essere Descrivi il colore assordante
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Rantola nell'oscuro emette terribili latrati
Terrorizza donne e bambini
Ammazzate stò cazzo di cane!
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Assaggia il mio sangue succhia e dimmi cosa senti te la fai con i demoni non avrai ripensamenti
Bevi dal mio cuore penetra la cupa perversione della morte quel che ti fotte non è che un cadavere mordimi nell’anima, decidi la mia sorte
Fa in fretta! scopa ciò che resta ruba un po’ di carne alla terra mesta
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Un inferno di rose profumate
con gli occhi zeppi di lacrime attraverso uno spazio sconosciuto
Un inferno di rose profumate
i piedi stanchi per la lunga strada percorsa la schiena sanguinante
Un inferno di rose profumate
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Si muove furtiva con fare minaccioso attraversa strade umide di terriccio
ma
non si sporca mai i piedi
Si muove furtiva potrebbe avere strane intenzioni non sa d'esser vista
ma
se sapesse tornerebbe da dove è venuta
Non aver paura! e solo la mia vicina che non si fa i cazzi suoi...
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Fredde nottate ad ascoltare il rumore della pallida pianura bagnata
Troppe le ore perse lungo questa vita
Ancor di più le lacrime inghiottite
niente di nuovo il cielo ha il colore della morte
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Cielo azzurro cuore di miele
Si fermò per strada lungo la sesta, annusò una rosa e capì che era tardi, pianse a dirotto per giorni e giorni
Cielo azzurro Cuore di miele
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Il cielo è grigio c’è una leggera brezza alzo lo sguardo al cielo sperando in un po’ di pioggia
Non basterà certo un po’ d’acqua a levar da me questi enormi dubbi
Non sarà certo quest’aria fresca a consolare la mia coscienza
Questo caldo orribile non passerà mai
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[per Jim e Alessandra]
Per un amico che parte per un altro che rientra anche solo per una partita a carte infondo il pretesto non centra
Per un momento irripetibile una bimba che nasce la sbornia è comprensibile per festeggiare la piccola in fasce!
Hai qualcosa da dimenticare? Per un po’ hai la via di uscita! Magari qualcosa da festeggiare? Ne hai solo una di vita!
Concedersi al Dio Bacco per un attimo di trasgressione per poi tornare presto all’attacco va bene in ogni situazione!
Accetto le critiche un po’ meno le isteriche urla non siate antipatiche prendetela come burla
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Domani
ricorderai
ridendo,
ti
sveglierai
piangendo,
il
tempo
trascorrerai
oziando
Splendi
Sole,
scaccia
lontano i miei
fantasmi
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Ho il terremoto dentro
lo controllo a stento
lo respingo verso il centro
ben presto sarà spento
Attendo un'altra scossa
lo so non ho scampo
mi contorcerà le ossa
mi prenderà in un lampo
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La Gradevole Morte
alcune delle muse ispiratrici
della mia perversione artificiale
nulla é originale
nulla é coscienza nulla e ancora nulla
il vuoto piu' profondo
circonda la mia esistenza
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Carico di luce
tra le stelle
ti conduce
Triste ed oscuro
giaci a terra
sangue impuro
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Al lucentissimo fiore
al color del cielo
pensando trascorro l'ore
con di tristezza un velo
Nella giornata piovosa
annego nella mia prigionia
l'umore in una landa oziosa
lo sguardo alla mia vigliaccheria
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Non c'è verso
nell'occasione più triste
tu hai perso
hai barcollato con le tue idee meste
cercando accuratamente,
l'odio e il ribrezzo hai trovato
Accetti il male che non ti appartiene
perchè chi ammiri, hai ascoltato molto bene
ti sei spinta tra i fondali più bassi
accettando parole di oscuri personaggi
Spero che la luce immensa
Quella Si! Quella Tua!
Quella che t'appartiene
la luce vera che ti scorre fra le vene
spero e son certo che l'avrà vinta
Metti intorno a te una lunga cinta
perchè non c'è posto nel tuo cuore
per ciò che dell'odio ha il colore!
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