don Valerio Fasano 

 

Ad un bimbo iracheno   

 

Ad un bimbo iracheno


E' stata notte fonda Signore,
Ŕ stata notte fonda in me, Signore
quando l'ho visto inerme, smarrito,
nel letto di un precario ospedale di Bagdad
alla ricerca di un senso, di un perchŔ
di ci˛ che aveva vissuto.

Dai suoi occhi che avevan smarrito la luce della vita
Ŕ caduta lentamente una lacrima
lenta cosý come lenta Ŕ la sua agonia
un'agonia che non Ŕ solo fisica ma soprattutto morale.

Lui Ŕ lý, vittima della guerra decisa da altri,
Lui Ŕ lý, segno visibile dell'ingiustizia e dell'assurditÓ della guerra,
Lui Ŕ lý, segno della sconfitta della pace e di ci˛ che poteva essere e non Ŕ stato.

La sua tenera etÓ Ŕ stata recisa da un proiettile
che ha colpito oltre la testa
quel proiettile ha reciso la sua etÓ, i suoi valori, la sua voglia di vivere
gli Ŕ stata per sempre negata l'infanzia.

A te, Signore, che sei risposta d'amore
a te Signore, che hai insegnato ad amarci e non a combatterci
a te Signore, stasera una preghiera
un'orazione per un bimbo conosciuto solo in tiv¨,
ma che ha acceso in me e in tanta gente
il desiderio di dire basta con l'assurditÓ della guerra

(ad un bimbo iracheno
le cui immagini sono state riprese dal Tg2 ore 13
del 27.03.2003)

 

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