Corriere Piero 

 

VELOCE E LENTO Mi mancato il sole!
Via il passato.

La pioggia veloce e lenta..cade,

Respiro naturale,

Freschezza sulla pelle,

Arcobaleno nel cielo.

  Mi mancato il sole!

 

I suoi raggi rimbalzavano su di me,

Diventato impermeabile al suo Calore.

Mi mancato il sole!

 

Ad illuminarmi le scorciatoie del cervello,

Dove tutte le finestre si erano chiuse,

Dove i balconi rigogliosi di fiori si erano

Spogliati del loro calore

Dove le strade fatte di pietra viva

Non Splendevano pi.

Mi mancato il sole!

 

Tra le mani intorpidite

Ferme, inoperose, distanti

Dal mio ricco pensiero

Che era gravido di lavoro

Per loro.

Mi mancato il sole!

 

Negli occhi, che non vedevano pi

Il succo della vita, fonte necessaria

Alla mia ispirazione.

Mi mancato il sole!

 

Ma adesso le nuvole si sono scostate

E l'ho ritrovato ancor pi forte nello

Schermo della macchina pensante,

Tra le tastiere d?amici sconosciuti che

Mi hanno ridato la scintilla per

Riaccenderlo

Alimentando quel tepore che

Da troppo tempo giaceva sotto

La cenere d'odiosi pensieri.

Ed ora e tornato in me, come

Lucente fenice.

 

 

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Luci artificiali

Illuminano i viali

Lucenti d'acqua,

Le automobili schizzano

Via il passato.

La pioggia veloce e lenta..cade,

Respiro naturale,

Freschezza sulla pelle,

Arcobaleno nel cielo.

  Mi mancato il sole!

 

I suoi raggi rimbalzavano su di me,

Diventato impermeabile al suo Calore.

Mi mancato il sole!

 

Ad illuminarmi le scorciatoie del cervello,

Dove tutte le finestre si erano chiuse,

Dove i balconi rigogliosi di fiori si erano

Spogliati del loro calore

Dove le strade fatte di pietra viva

Non Splendevano pi.

Mi mancato il sole!

 

Tra le mani intorpidite

Ferme, inoperose, distanti

Dal mio ricco pensiero

Che era gravido di lavoro

Per loro.

Mi mancato il sole!

 

Negli occhi, che non vedevano pi

Il succo della vita, fonte necessaria

Alla mia ispirazione.

Mi mancato il sole!

 

Ma adesso le nuvole si sono scostate

E l'ho ritrovato ancor pi forte nello

Schermo della macchina pensante,

Tra le tastiere d?amici sconosciuti che

Mi hanno ridato la scintilla per

Riaccenderlo

Alimentando quel tepore che

Da troppo tempo giaceva sotto

La cenere d'odiosi pensieri.

Ed ora e tornato in me, come

Lucente fenice.

 

 

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