Claudio Pompi

 

LASCIA CHE SIA

 Un amore dimenticato. I VECCHI COME UN AMANTE IL BIGLIARDO FONTANA MUTA LA DONNA SPARITA
AMICO ANNA BREZZA DI MARE CERCANDO LEI      

 

 

BREZZA DI MARE

 

Sento salire la brezza della sera,

apro la finestra della stanza buia,

improvviso il profumo del mare

entra ed invade.

Lascio uscire la memoria perché

Ritorni a me con qualcosa

Gettata via senza rispetto.

Respiro del mare la brezza serale

nell’attesa di un tempo andato.

Sento del cuore la stretta di rimpianti

per qualcosa perduto.

Stupendo il mare che pur senza sole

si tinge di cobalto.

L’onda accennata che s’adagia lieve,

come i ricordi che riposo cercano

nel cuore,stanchi del lungo viaggio

del ritorno.

Un respiro più forte che ascolto

per sopire un rimorso,una colpa,

un addio.

Un respiro profondo per sapere

che malgrado tutto ancora vivo.

La brezza è cessata,il mare riposa,

la notte si veste di stelle che rotta

indicano a solitari naviganti.

Cerco la mia nel naufragio imminente.

 

 

CERCANDO LEI

 

Ad ogni donna ho parlato d’amore,

ad ognuna ho dato di me qualcosa

che nel tempo di me parlasse

perché quell’amore non venisse

disperso.

Di volta in volta ho raccolto i pezzi

Del mio cuore e li ho incollati

con solitarie lacrime.

Ogni volta ad un nuovo volto

ho sorriso e ricominciato ad amare.

Ho preso il mio cuore e tra le mani

di una lei l’ho posato.

Senza amore,senza amare non era vita.

Poco importa se la solitudine era lì

ad aspettarmi per continuar il cammino

Di ogni donna ho nel cuore il meglio,

il resto,il dolore,l’ho gettato via.

Improponibile collage di un amore perfetto,

frammenti di mille colori sullo sfondo

della malinconica memoria.

Ne’ capelli biondi o bruni cercavo.

Ne’ occhi scuri o chiari volevo.

Volevo solo amore per amore e null’altro.

Poi venne lei, mi fermai, mi parlò d’amore.

L’ascoltai come s’ascolta il vento,

la guardai come si guardano le nuvole

e i loro giochi mutevoli...

con il silenzio della voce ma con un grido

nel cuore:

eccoti finalmente amore che cercavo!

 

 

AMICO

Un amico non lo perdi mai

se perderlo non vuoi.

Sentirsi vicini anche

quando la vita ci allontana,

trascinati dal cuore che improvviso

batte per chi tra noi si pose.

Il tempo avrà di noi pietà perdonando

i nostri lunghi silenzi.

Sorrideremo al nostro ritrovarci

come se l’ultimo saluto ancora

spento non fosse.

Racconteremo i nostri giorni come

parentesi in un discorso mai interrotto

davanti al bicchiere di birra in un bar,

davanti ad uno di vino al crepitar

del ciocco in un camino.

Pronto a medicare le ferite dell’altro,

perché un amico ti raccoglie

quando una donna ti lascia.

Un amico non ti dirà mai...

Te l’avevo detto.

Un amico ti ascolta e ti sorregge

mentre stai per cadere

Lo schiaffo di un amico lo restituisci

con un abbraccio.

Un amico non piange con te

Ma per te piangerà se lo perdi.

Amori come alberi di foreste immense,

amicizia come fiore raro tra le pietre.

 

 

 

 

ANNA

 

Anna sapeva,ma non parlava.

Anna torturata e umiliata

urlava il suo tacere.

Anna uscì dalla macelleria

nella via dei signori.

Anna tornò a casa col viso

devastato.

Anna aveva taciuto e sopportato

L’ira di chi il silenzio odiava.

In silenzio nel grembo portò

quella notte dove gli incubi

avevano corpo e mani violente.

Anna amò il frutto di quella notte

piena d’odio, vuota d’amore

Dalla macelleria nella via dei signori

Anna portò dentro un raggio di pace

e di vita.

Al primo vagito,perdonò.

Al primo sorriso tornò ad amare.

Al seno nutrì la speranza di un mondo

vuoto dall’odio,colmo d’amore.

 

 

 
Lascia scorrere la vita senza chiederti
come sarà il domani.
Libera quell'alito di innocente follia,
ridi di questo mondo dove tutti sono oscuri     
e uguali.
Tieni per te il respiro e il palpito del cuore,
il bacio di tua madre che mai ti tradirà,
la malinconia che ti sarà unica compagna
nei momenti tristi che verranno.
Il sorriso di un bambino ti ricorderà quel che tu
pensavi di aver smarrito e invece era lì,dentro di te
e non lo trovavi.
Non cercarti negli altri che in te si cercano
rubandoti l'anima-
Lascia che una lei viaggi nei sogni che farai.
lascia che sia il cuore a liberare le parole
che per paura d'esser deriso serrasti tra le labbra.
lascia che le parole si trasformino in semi di speranza
per un mondo che tu vorresti migliore.

 

      Un amore dimenticato.

Ti amo donna.

Ti amo per come sei,per l’età che hai,

per quei lati che tieni nascosti

e che riveli quando vuoi,se vuoi.

Amo di te il seno piccolo o grande

perché è il tuo seno.

Non mi importa se con il passar del tempo,

si fa dolcemente calante,più morbido,

è la tua nuova età che nulla toglie

alla magia di ciò che sei: donna.

Donna con la tua mente,con l’intuito

che più veloce del mio ogni dubbio risolve.

Avrai sempre un età nuova,sempre di più

d’esperienza e saggezza arricchita.

A che ti serve apparire quella che in realtà

non sei.

Quel ritocco al seno calante,quel rifinire

il naso che nel tuo volto stona con l’armonia

dei lineamenti.

Quel ventre appiattito da una fredda lama.

Non sarai mai più la donna che un giorno

incontrai.

Sarai,illudendoti,in sintonia con te stessa,

non lo nego.

Ti amerai,ma non amerai me che da te aspettavo

le tue età nuove da vivere insieme.

Oh! Se esistesse un bisturi che dalla mente tua,

sapientemente rimuovesse la tua paura

per il declino che è dolce come un tramonto

quando si ama riamati per ciò che si è,

non per la giovinezza che vola via

al finir della sua danza incatantrice.

 

 

 

 

I VECCHI

 

Vecchi ai quali nessuno da ascolto,

superati dal tempo,con le spalle al muro

attendono che la clessidra della vita

rovesci l’ultimo granello.

Vecchi che negli occhi lucidi portano

La storia non raccontata degli uomini,

del loro tempo.

Vecchi che in silenzio amano e il silenzio

dal mondo ricevono.

Vecchi che il cuore gonfio hanno di malinconia

e sulle panchine si lasciano accarezzare

da quel sole sempre uguale che bruciò

la loro pelle e le loro mani nei campi coltivati,

sui campi di battaglia.

Vecchi che nella mente portano i volti

di chi non c’è più e sopravvissuti ad essi

parlano.

Vecchi che come isole dimenticate nell’oceano

in tempesta del nostro tempo si ergono.

Vecchi la cui parola tante nefandezze

eviterebbe a questo mondo

se solo il mondo avesse orecchie.

COME UN AMANTE

( A quanti come me si mangiano

Il fegato con il calcio)

 

È come un’amante capricciosa e perversa

quella sfera lucida e bianca che s’offre

a ventidue cuori di passione palpitanti.

Con la sua danza deride il maldestro,

si concede ai piedi sapienti dell’esperto.

Altri cercano di ghermirla,di rubarla,

farla propria e con lei fuggire,sospingerla,

scagliarla.

Scuote la rete che come veste trasparente,

si gonfia e ricade morbida e frusciante,

novella odalisca.

Inebria di gioia gli occhi di parte sognanti,

chiude quelli dell’altra delusi e perdenti.

Corre libera sul verde tappeto di fiori privo,

accarezza l’erba di sole irradiata.

Attende senz’ansia d’esser presa e domata.

Rimbalza e al cielo sale per ricadere

tra braccia forti e sicure alle quali docile

 s’arrende per esser poi respinta,

come ripudiata.

Volti sudati,occhi sgranati e rabbiosi

la bramano tra colpi proibiti e bocche

urlanti di dolore inferto.

Lei immobile attende il nuovo amante

che sul prato la travolga,sfiorandola,

colpendola perché più rapida corra

verso nuova e sperata gloria.

Quanta passione,rabbia e frustrazione

nei cuori inoculi come dolce veleno.

Ma di te perfida amante nessuno si stanca,

per sempre amata ,odiata, baciata

sarai stupenda sfera bianca.

 

 

 IL BIGLIARDO

 

    

Ad altri lasciammo la via e il nostro                            tempo.

Ci spingemmo, come branco, più in là                        per consacrare la nostra età nuova.               Le prime sigarette e quel tossire                 a ricordarci che non eravamo grandi           abbastanza.

Il colpo secco della stecca sulla biglia         e questa a correre veloce sul tappeto verde  come il nostro nuovo tempo.

I primi amori e subito dimenticati               come i primi no incamerati.

-Ti amo,mi ami?-

-No,amo lui…-

Oh! Chissenefrega!Ma dentro sentivi          il cuore andar giù come un birillo bevuto.

Le prime feste in casa,i primi sguardi,         il primo bacio vero,la prima uscita             e poi la sera a casa

-Perché non mangi?-

-Sto male!no,sto bene…-

Non sapevamo nemmeno noi come stavamo.

Non lo sapemmo mai .

E lei dove sarà? Non lo saprò mai               il suo nome…non lo scorderò mai .              Mi avrà ricordato,almeno una volta?

Forse si,ridendo magari di quell’unico bacio a fine primavera,parlando con lui   che la prese  al posto mio perché prima di             me capì cosa voleva.

Un  colpo secco,la biglia riprese a correre      sul tappeto verde come la mia vita           che s’era fermata davanti al suo portone.

 

 

FONTANA MUTA

 

Quanto tempo è passato da quando

di zampillare hai smesso.

Che tristezza fontana mia muta!

Ricordo ancora quei giorni andati,

tutti intorno a sentire il tuo canto

argentato,l’acqua pulita che regalavi

al pellegrino e al ladro,

al vecchio accaldato alla giovanetta

con l’anfora da riempire.

Quanta acqua da quella tracimava

mentre lei dell’amor nuovo le dolci

parole ascoltava.

Una voce dalla finestra come richiamo,

lei fuggiva e lui sospirando in te

si specchiava domandandoti se lei

ancor l’amava.

Nel bene e nel male cantavi sempre

col tuo zampillare allegro.

Cantavi nei giorni di pioggia,

nei giorni ventosi,nei giorni tristi

e oscuri.

Simbolo di pace e uguaglianza,

dissetasti lo straniero oppressore,

il partigiano e il liberatore.

Ora non canti più fontana mia,

ai tuoi marmorei piedi tracce

di vite buttate dentro siringhe

mortali.

Più non ascolti parole d’amore,

di libertà,di pettegolezzi di vecchie

annoiate.

Più non disseti i monelli che intorno

ti correvano inseguendosi.

Simbolo di vita,t’hanno resa muta,

quasi che la vita stessa più ora

non abbia senso.

 

LA DONNA SPARITA

 

Ti amo donna.

Ti amo per come sei,per l’età che hai,

per quei lati che tieni nascosti

e che riveli quando vuoi,se vuoi.

Amo di te il seno piccolo o grande

perché è il tuo seno.

Non mi importa se con il passar del tempo,

si fa dolcemente calante,più morbido,

è la tua nuova età che nulla toglie

alla magia di ciò che sei: donna.

Donna con la tua mente,con l’intuito

che più veloce del mio ogni dubbio risolve.

Avrai sempre un età nuova,sempre di più

d’esperienza e saggezza arricchita.

A che ti serve apparire quella che in realtà

non sei.

Quel ritocco al seno calante,quel rifinire

il naso che nel tuo volto stona con l’armonia

dei lineamenti.

Quel ventre appiattito da una fredda lama.

Non sarai mai più la donna che un giorno

incontrai.

Sarai,illudendoti,in sintonia con te stessa,

non lo nego.

Ti amerai,ma non amerai me che da te aspettavo

le tue età nuove da vivere insieme.

Oh! Se esistesse un bisturi che dalla mente tua,

sapientemente rimuovesse la tua paura

per il declino che è dolce come un tramonto

quando si ama riamati per ciò che si è,

non per la giovinezza che vola via

al finir della sua danza incatantrice.

 

 

 

 

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