Carlo Federiconi

 

ETERNE
INFILTRAZIONI

ALL'ALBA_IL_CANTO
_DI_PASSERI...

       

 

 

ETERNE
INFILTRAZIONI


Frangenti in graffiti di parole
ho feltrato dai sensori
poi vedrete.

Lotta dolorifica sovversiva
ora sanguina da orditi cuori
sentirete.

In scoli trabocca maciullante                
di spaesate
viscere
per mutrie al grigio inerti risacche
d'attesa appollaiate

nella maculata integrità mia
del rigoglioso torpore
incagliata nei
sospiri
d'un acido bagliore.

E soffia la falce sua,
total divinità pur
labile
su pé la fiamma infusa piezoelettrica
entro la commossa carne
(incatenato moto di morchie)
irraggiandola nell crudo affondo.
 
ALL'ALBA IL CANTO DI PASSERI...

All'alba il canto di passeri guardai,
una lirica estasiante sullo sfondo dei galli.
Grazie caffeina del
pomeriggio
per la lunga veglia;

in principio di meditazioni
la mente
chiusa senza nubi,
non soffiarono
non mi circondarono di imbrigli e
parole.

Solo nella coda -notti svisceranti-
l'essenza di queste righe
fu proclamata agl'albori del momento

limpida coscienza
non scritta era
diretta neonata pulsante,
ora sintonizzata poesia forse più gonfia
di
serpente appannata

 

 

 

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