Antonio Bacchiocchi 

  Poesie 

L'incontro

L'aquila e il piccione 

L'oca e la cornacchia 

 

L'aquila e il piccione



Una volta un piccione invitò il capo del bosco, l'aquila reale, dietro una fratta e gli disse:
-capo, sai oggi ho veduto due miei compagni piccioni che parlavano nascosti nel bosco-
l'aquila rispose : "beh carissimo piccione, in fin dei conti anche noi ora stiamo parlando riparati dietro la fratta-
-è vero mio signore, a me pare però che io non parlo male di lei, io le riferisco ciò che i miei umili occhi hanno veduto, pensando che si trattasse di una cosa strana, ho pensato sia giusto renderlo noto a lei- disse il piccione.
-hai fatto bene piccione, ti ringrazio della tanta premura che hai per me, anche se io già sapevo, perché ho buona vista e buon udito, ma ho anche tanto appetito- rispose l'aquila.
Detto ciò che disse, l'aquila mangiò di un sol colpo il piccione.
Nel bosco nessuno parlò mai dell'accaduto, perché i due erano ben riparati da occhi indiscreti e neppure l'aquila pensò di render conto a nessuno del fatto. Così la vita del bosco continuò come sempre, come sempre fu e come per sempre sarà.

 


L'incontro


Quando la vidi per la prima volta non potei che restare ammaliato dal suo fisico elegante, di una rara bellezza fine e naturale. I suoi occhi verdi mi seguivano con delicatezza e tanto intensamente da mettermi soggezione, ero infatti vinto dalla sua presenza, che mi dominò prepotentemente.
I movimenti erano graziosi e il parlare calmo, ma la sua tranquillità innaturale denudava un nervosismo celato.
Era nervosa, inspiegabilmente nervosa. Cercai di capire del perché una così bella persona potesse essere intimidita nell'incontrare una persona semplice come me.
In un attimo scacciai ogni pensiero, ed ogni questione della mia mente riguardava solamente lei.
Capii subito che questa ragazza era una persona vera, semplice e tanto bella dentro. In quel momento capii tantissime cose, ma il mio pensiero neppure si avvicinò a pensare minimante a quello che stava per nascere, era l'inizio di una incredibile storia, un storia fatta di semplicità.
Fu un attimo che non fuggì dalla mia mente, lo resi indelebile, perché fu un attimo fondamentale della mia vita. Quel momento mi rese ricco, così ricco che non desiderai più niente dalla vita. Da allora però continuo a sognare, perché un uomo senza sogni è come un mare senza pesci.

 



L'oca e la cornacchia


C'era una volta sulla riva del laghetto una bellissima oca che riposava beatamente al sole, improvvisamente giunse vicina a lei una cornacchia assetata, questa cornacchia si dissetò sotto gli occhi curiosi della bellissima oca. L'oca con modi vanitosi disse alla signora cornacchia " buonasera cornacchia, visto che bella giornata oggi? E' proprio un pomeriggio da dedicare al riposo sotto questo meraviglioso sole " 
- è vero, è proprio una giornata bella e buona, purtroppo io non posso godere di questa giornata sulla riva, perché ho tanto lavoro da sbrigare in campagna- rispose la cornacchia.
- In fin dei conti il bello della vita è godere delle cose che offre la natura e bisogna dedicare più tempo ai propri piaceri- disse la bellissima oca ed aggiunse " mi spiace molto per te, che non puoi restare qui, però sei nata cornacchia ed giusto che tu vada a faticare nei campi. Fortunatamente io non avuto la sfortuna che hai avuto tu, non posso proprio lamentarmi di niente".
- In effetti ha ragione lei signora oca, lei è nata bellissima, bianca come la neve ed è male andarsi a sporcare nei campi, quando invece può mangiare ciò che gli porta il contadino, mi permetta però di porle una domanda soltanto, perché il contadino tiene così tanto alla sua pigrizia servendola come principessa?
Detto ciò la cornacchia senza aspettare la risposta dell'oca spiccò in volo verso gli orti e lasciò la vanitosa oca a prendere il sole.


 

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