Alessandro Vigliani 

poesie

L’AFFASCINANTE MONDO DEL CIRCO DI GALLIA

 

 

 

L’AFFASCINANTE MONDO DEL CIRCO DI GALLIA

 

-          Il Nano Palmiro! L’ultima attrazione del magico mondo del Circo di Gallia! Il Nano Palmiro Signori! Entrino! Entrino Lor Signori! -

 

Così lo strillone del circo annunciava la presenza del Nano Palmiro nello spettacolo serale.

 

     -   Entrino! Entrino! Lor Signori, nell’affascinante mondo del Circo di Gallia ! –

 

Così, passando dinanzi la Piazza Centrale del nostro paesino di montagna, venimmo a conoscenza di quel tendone rosso e giallo simile alla versione gigante di una tenda di una tribù indiana.

Io (Primo), Roberto, Giulio e Decimo, decidemmo, cavalcando le nostre BMX, di dare fondo ai nostri risparmi ed entrare nel mondo fatato del Circo di Gallia.

Per noi bambini, sperduti tra le montagne, lontani anni luce dalla vita di città, quella ci sembrò un’ occasione irripetibile: anche noi a Settembre, rientrando a scuola dopo le vacanze,  avremmo potuto raccontare qualcosa di speciale.

Corremmo a casa per lavarci il muso, ancora sporco dalla polvere e dal cioccolato mangiato di nascosto dai nostri genitori; riposammo qualche minuto, e frementi come il primo giorno di scuola, ci presentammo alle 21.30 davanti l’entrata del tendone.

La notizia sembrava essersi propalata in fretta, a giudicare dalle persone che quella sera si presentarono per lo spettacolo delle 22.00.

Probabilmente anche per la gente del nostro paese, di 1300 anime circa, quella rappresentava un’occasione da non perdere.

Vecchi, bambini, uomini e donne, tutti uniti dall’emozione di vedere un circo, trapiantato nel nostro insignificante habitat naturale.

Emozionati al punto giusto da avere dolori allo stomaco: fitte per un’attesa spasmodica per qualcosa che non avevamo mai visto.

 

-          Dai Entriamo! – Esclamò Roberto, di gran lunga il leader del gruppo.

-          Un attimo – Risposi io, cercando di far passare quel maledetto mal di pancia –

-          Dai! Sbrighiamoci! – Urlarono all’unisono Giulio e Decimo, spingendomi alle spalle verso l’entrata del circo.

-          Ok! Sono pronto! – Dissi prendendo nei polmoni l’ultima boccata d’aria, per fermare quell’ansia che toccava i punti nevralgici del mio stomaco.

 

Prendendo coraggio, ci accodammo alla fila di persone in attesa di poter acquistare il biglietto, mentre, con i nostri occhi di bambini, cercavamo di carpire qualche segreto alle spalle del doganiere: il bigliettaio del Circo.

Questi era un uomo alto, vestito completamente di rosso, con strambi e giganteschi bottoni neri e copricapo con visiera.

Due lunghi baffi neri, arricciati sulle punte, conferivano un’aria da bonario Mangiafuoco al bigliettaio; stretta nella mano destra, la zampa di una scimmietta vestita di verde, con una gonnellina a pois rossa e bianca, donava inchini a chi, superato il varco del tendone si approntava ad assistere allo spettacolo.

Trepidanti come foglie d’autunno al vento, guardavamo quel mondo avvicinarsi sempre più.

Finalmente, dopo minuti spasmodici d’attesa arrivò il nostro turno.

L’uomo alto, vestito di rosso, parlò:

 

-          Tutti e quattro? –

-          Si, certo – Disse Roberto –

-          Ma ce l’avete i soldi? – Disse l’uomo del circo di Gallia con un italiano incerto.

-          Certo, che li abbiamo – Rispondemmo tutti insieme.

-          Fan 70.000 Lire –

-          Come? – Urlò Roberto – Non li abbiamo tutti questi soldi. Siamo bambini noi! –

-          Scherzo! – Disse l’uomo – Prego entrate per i bambini il circo di Gallia è gratis!

 

Esultando varcammo il confine di quel mondo sconosciuto e magico.

Davanti i nostri occhi vedemmo apparire, in un incrocio di luci colorate, 3 tribune disposte a formare un anfiteatro.

In mezzo, ipotetico palcoscenico dello spettacolo che da lì a poco ci avrebbe riempito gli occhi, uno spazio riempito di sabbia.

 

-          Guardate lì – Disse Giulio indicando la parte alta del tendone

 

Una rete e tante apparenti altalene erano fissate in punti alti del tendone.

Salimmo su una delle tre tribune e prendemmo posto in prima fila, felici di assistere da vicino a quel misterioso spettacolo di luci ed ombre, maghi e giocolieri, clown e acrobati volanti.

Le tribune, sedie di un legno leggerissimo,

 

 

 

 

 

 

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