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Che sia già primavera?
Mattina fresca dopo la tempesta
d'inverno che mi sembra risoluto
a cogliere le pieghe di velluto
del sole che riverbera la testa.
Non sembra attento al nuovo mio presagio
il giorno che trascorre sui viali
qual perla in pasto a pallidi maiali
che ingoiano la vita e il suo disagio.
Milano mia che scorri col tuo tempo
rapida d'alba d'insipido imbrunire
lo sducciolìo di polvere sottile
e l'illusione d'eterno mutamento.
Eppure a vita nuova sembri accesa,
come i lampioni di questa piazza vuota:
la gente non ristà come una ruota
attorno al proprio perno eterno appesa.
Che sia già primavera?
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